Catullo 72 — traduzione
Introduzione
Il Catullo 72 è indirizzato alla sua amante, Lesbia. Nel poema, scrive di quanto forte fosse la loro amicizia in passato. Ma ora lei è meno amica e più amante, e Catullo non sembra contento di questo.
Inizia il poema con due versi che richiamano il Catullo 70 dove scrisse: «La donna che amo dice che non c’è nessuno che preferirebbe sposare/piuttosto di me, nemmeno se Giove stesso la corteggiasse.» Due poemi dopo, nel 72, scrive di come Lesbia diceva che era il suo unico amico e che non avrebbe preferito Giove.
Catullo le dice ai versi tre e quattro che l’amava quando diceva queste parole, ma aveva pure un amore familiare per lei. La sua analogia è un po’ strana da parte di un amante, ma dice che il suo amore è più di quello per una comune amante. Il suo amore per Lesbia è simile a come un «padre ama i figli e i generi.» Le donne possono non trovare questa una descrizione affettuosa o romantica dell’amore, ma è una forma forte di amore poiché i padri dovrebbero fare tutto il possibile per i figli. L’amore che i padri dovrebbero avere per tutti i loro figli è innocente e incondizionato.
Purtroppo, il latino antico non ha una parola per amore incondizionato. Invece, il latino ha la frase «sine exceptione» che si traduce in senza eccezione. Questo è leggermente diverso dall’incondizionato. Amore senza eccezione significa amore con nulla escluso. Non è una frase usata in italiano. Amore incondizionato significa che l’amore è assoluto o senza domande. Non ci sono condizioni all’amore dato, il che è diverso dall’escludere nulla. La migliore descrizione di Catullo fu mostrare come i genitori amano i figli.
Catullo continua il poema scrivendo di come la conosce meglio ora, ma il suo amore per lei è cambiato. Arde ancora per lei come amante, ma ora è «meno degna e più leggera» ai suoi occhi. Non la vede più come amica, ma solo come amante. Per Catullo, questo potrebbe renderla più dispensabile, poiché gli amanti non condividono molto di più del desiderio di condividere il letto.
Questo poema è pieno di rimpianto. È facile vederlo quando Catullo usa diversi versi che mostrano i suoi sentimenti del passato e confronti con il presente. Scrive di «Un tempo solevi dire», «Ti amavo allora» e «Ora ti conosco.» Vuole avere sentimenti complessi per lei. Vuole essere l’uomo a lei più vicino. Ma ora che la conosce bene, ha solo sentimenti carnali per lei. Una relazione puramente sessuale non è carica di emozioni profonde e soddisfacenti e questo sembra portare dolore a Catullo. Arde per lei e questo lo «ferisce», o gli porta dolore.
Nonostante Catullo abbia qualche rimpianto per aver perso l’amore incondizionato per lei, ha pure una passione ardente per lei. Non può rimpiangere di avere un ardore per lei. Ardentemente può tradursi in appassionato o entusiasta. Certamente non gli dispiace stare con lei, poiché chiunque si senta appassionato di qualcun altro odia stare lontano dall’oggetto del proprio affetto.
Purtroppo, mentre Catullo prova emozioni appassionate per Lesbia, la trova pure indegna. Tristemente, i lettori non riescono a vedere come questo faccia sentire Lesbia. Catullo ci lascia chiederci cosa sappia di Lesbia che gli fa non sentire più amore incondizionato per lei. Conoscendola meglio, la sua passione è aumentata; ma non la vede più come amica o famiglia. Catullo potrebbe dirci che è impossibile per gli uomini sentire amore incondizionato verso una donna che condivide il letto di un uomo.
Sapendo come Giove trattava famiglia e amici, è difficile considerare Giove che ruba l’amico di qualcuno. Giove è il nome romano del dio noto come Zeus nella mitologia greca. Nell’Iliade, Zeus dice al figlio Ares di odiarlo. Tradisce frequentemente la moglie Era. Zeus non sperimenta amore incondizionato. Sperimenta solo il bisogno di passione immediata. Quindi, i primi due versi del Catullo 72 hanno una logica strana. Non diventerebbe amico della ragazza, poiché voleva solo sesso.
Carmen 72
| Verso | Testo latino | Traduzione italiana |
|---|---|---|
| 1 | DICEBAS quondam solum te nosse Catullum, | Un tempo solevi dire che Catullo era il tuo unico amico, |
| 2 | Lesbia, nec prae me uelle tenere Iouem. | Lesbia, e che non avresti preferito Giove stesso a me. |
| 3 | dilexi tum te non tantum ut uulgus amicam, | Ti amavo allora, non solo come la gente comune ama un’amante, |
| 4 | sed pater ut gnatos diligit et generos. | ma come un padre ama i figli e i generi. |
| 5 | nunc te cognoui: quare etsi impensius uror, | Ora ti conosco; e quindi, sebbene arda più ardentemente, |
| 6 | multo mi tamen es uilior et leuior. | tuttavia ai miei occhi sei molto meno degna e più leggera. |
| 7 | qui potis est, inquis? quod amantem iniuria talis | Come è possibile? dici. Perché un’offesa tale spinge un amante |
| 8 | cogit amare magis, sed bene uelle minus. | a essere più amante, ma meno amico. |

