Catullo 65 — traduzione
Introduzione
In questo poema, Catullo** discute la morte del fratello**, ma il lettore non lo apprende fino al verso sei. Nei primi cinque versi, Catullo scrive del suo dolore e della sua tristezza, e di come quelle emozioni ostacolino le Muse nel dargli dolci idee per la poesia. Anche se Catullo sta scrivendo un poema, dice a Ortalo che non può scrivere il poema che gli aveva commissionato a causa del dolore per il fratello.
Catullo usa la ripetizione ai versi 9 e 10 per mostrare quanto dolore stia provando. La ripetizione include clausole che cominciano con mai, in riferimento a come Catullo non vedrà, non sentirà e non parlerà mai più al fratello. Ai versi 11 fino a 14, Catullo dice che amerà sempre il fratello e canterà canti di lutto, come l’uccello dauliano canta sul destino di Itilo, ucciso accidentalmente dalla madre.
Per soddisfare Ortalo, Catullo gli dice di mandare versi di Battiade tradotti. Lo fa così che Ortalo sappia che Catullo pensa all’incarico, ma non è in grado di scrivere versi unici per lui. Confronta la situazione di dare i versi tradotti a una situazione in cui una giovane ragazza dimenticò di avere un dono segreto da un amante. La situazione che Catullo descrive è un poema in sé. Quindi, in questo unico poema, Catullo comincia con ciò che sembra un poema epico di lutto per la morte del fratello, poi passa a un poema elegiaco su una giovane ragazza innamorata.
I versi finali leggeri, 19 fino a 24, mostrano che Catullo potrebbe non essere del tutto onesto con Ortalo. Chiaramente, Catullo è stato ispirato dalla Musa. Ha scritto una similitudine epica poetica su una ragazza colta a mentire alla madre su un amante segreto. Forse Catullo ha mentito a Ortalo prima, e ha usato la morte del fratello come stampella. Ma, nella sua poesia, Catullo sembra essere brutalmente onesto, quindi l’idea di mentire a qualcuno su se potesse scrivere poesia per un cliente non si adatta alle sue opere precedenti.
Poiché Catullo scrisse della perdita del fratello solo in pochi poemi, forse non ebbe affatto un fratello. Non scrisse mai del fratello in altre opere non letterarie.
Carmen 65
| Verso | Testo latino | Traduzione italiana |
|---|---|---|
| 1 | ETSI me assiduo confectum cura dolore | SEBBENE io sia consumato da costante dolore, |
| 2 | seuocat a doctis, Hortale, uirginibus, | Ortalo, e la tristezza mi chiama via, lontano dalle dotte fanciulle, |
| 3 | nec potis est dulcis Musarum expromere fetus | né i pensieri del mio cuore possono esprimere i dolci frutti delle Muse, |
| 4 | mens animi, tantis fluctuat ipsa malis— | sballottato com’è da tali onde di guai; |
| 5 | namque mei nuper Lethaeo in gurgite fratris | così di recente l’onda strisciante del fiume leteo |
| 6 | Pallidulum manans alluit unda pedem, | ha lambito il piede pallido di morte del mio stesso fratello, |
| 7 | Troia Rhoeteo quem subter litore tellus | su cui, strappato alla nostra vista, |
| 8 | ereptum nostris obterit ex oculis. | sotto la riva di Reteo il suolo di Troia pesa grave. |
| 9 | alloquar, audiero numquam tua facta loquentem, | Non ti parlerò mai, non ti sentirò mai raccontare della tua vita; |
| 10 | numquam ego te, uita frater amabilior, | non ti vedrò mai più, fratello più amato della vita. |
| 11 | aspiciam posthac? at certe semper amabo, | Ma di certo ti amerò sempre, |
| 12 | semper maesta tua carmina morte canam, | canterò sempre canti di lutto per la tua morte, |
| 13 | qualia sub densis ramorum concinit umbris | come sotto le dense ombre dei rami canta |
| 14 | Daulias, absumpti fata gemens Ityli— | l’uccello dauliano che piange il destino di Itilo perduto. |
| 15 | sed tamen in tantis maeroribus, Ortale, mitto | Eppure, in tali dolori, Ortalo, ti mando |
| 16 | haec expressa tibi carmina Battiadae, | questi versi di Battiade tradotti, |
| 17 | ne tua dicta uagis nequiquam credita uentis | affinché forse non pensi che le tue parole siano sfuggite dalla mia mente, |
| 18 | effluxisse meo forte putes animo, | affidate invano a venti vaganti: |
| 19 | ut missum sponsi furtiuo munere malum | come una mela mandata come dono segreto dal fidanzato |
| 20 | procurrit casto uirginis e gremio, | cade dal casto seno della ragazza, |
| 21 | quod miserae oblitae molli sub ueste locatum, | che — povera fanciulla, l’ha dimenticata! — messa via nella morbida veste, |
| 22 | dum aduentu matris prosilit, excutitur, | è scossa fuori quando scatta in avanti all’arrivo della madre; |
| 23 | atque illud prono praeceps agitur decursu, | poi, vedi, avanti, in giù veloce rotola e corre; |
| 24 | huic manat tristi conscius ore rubor. | un rossore consapevole le striscia sul volto chino. |

