Catullo

Classical

(Poeta lirico ed elegiaco, romano, ca. 87 – ca. 57 a.C.)

Introduzione Catullo fu un poeta lirico romano di vita breve ma molto influente, le cui opere sopravvissute sono ancora lette ampiamente, tra i poemi latini più accessibili al lettore moderno. Benché mai considerato uno degli autori scolastici canonici, i poemi di Catullo furono ampiamente apprezzati da altri poeti, e influenzò grandemente altri poeti romani come Ovidio, Orazio e Virgilio, nonché poeti rinascimentali più tardi. Il suo stile di scrittura appassionato e a volte esplicito ha scioccato molti lettori, antichi e moderni.

Statua di Catullo

Statua di Catullo

Biografia Gaio Valerio Catullo nacque intorno all’87 o 84 a.C. in una famiglia equestre di primo piano di Verona (l’ordine equestre era la inferiore delle due classi aristocratiche dell’antica Roma). La villa di famiglia era a Sirmione presso Verona, e il poeta possedeva pure una villa presso la località alla moda di Tibur (l’odierna Tivoli), così, nonostante le occasionali lamentele di Catullo sulla povertà, era chiaramente ricco di proprio e membro dell’élite romana.

Non esiste un’antica biografia di Catullo, e la vita è stata ricostruita da riferimenti sparsi in altri autori antichi e dai suoi stessi poemi. Trascorse gran parte degli anni da giovane adulto a Roma, dove contò tra gli amici diversi poeti di spicco e altre personalità letterarie. È pure del tutto possibile che fosse personalmente a conoscenza di alcuni dei politici di spicco del giorno, tra cui Cicerone, Cesare e Pompeo (sebbene Cicerone a quanto pare disprezzasse i suoi poemi per la presunta amoralità).

Fu probabilmente a Roma che Catullo s’innamorò profondamente della «Lesbia» dei suoi poemi (di solito identificata con Clodia Metelli, una donna sofisticata di casa aristocratica), e descrive diverse fasi della loro relazione nei poemi con sorprendente profondità e acume psicologico. Sembra pure aver avuto un amante maschio di nome Giovenzio.

Come aderenti all’epicureismo, Catullo e gli amici (che divennero noti come i «Novi Poetae» o «Nuovi Poeti») vissero le vite in gran parte ritirati dalla politica, coltivando l’interesse per la poesia e l’amore. Detto questo, trascorse pure un breve periodo nel 57 a.C. in un incarico politico in Bitinia, presso il Mar Nero, e visitò pure la tomba del fratello a Troade, nell’odierna Turchia. Secondo san Girolamo, Catullo morì alla giovane età di trent’anni, il che suggerisce una data di morte del 57 o 54 a.C.

Scritti

dipinto di Catullo che scrive un poema

Dipinto di Catullo che scrive un poema

Quasi perduto per sempre nel Medioevo, il suo lavoro è sopravvissuto grazie a un unico manoscritto, un’antologia che può o meno essere stata disposta da Catullo stesso. I poemi di Catullo si sono conservati in un’antologia di 116 «carmina» (versi), sebbene tre di questi (numeri 18, 19 e 20) siano ora considerati spuri. I poemi sono spesso divisi in tre parti formali: sessanta poesie brevi in metri vari (o «polymetra»), otto poesie più lunghe (sette inni e un mini-epico) e quarantotto epigrammi.

La poesia di Catullo fu influenzata dalla poesia innovativa dell’età ellenistica, soprattutto di Callimaco e della scuola alessandrina, che propagava un nuovo stile di poesia, noto come «neoterico», che si allontanava deliberatamente dalla poesia epica classica nella tradizione di Omero, concentrandosi invece su temi personali su piccola scala con un linguaggio molto accurato e artisticamente composto. Catullo era pure ammiratore della poesia lirica di Saffo e a volte usava un metro chiamato strofe saffica che ella aveva sviluppato. Scrisse però in molti metri diversi, tra cui endecasillabi e distici elegiaci, comunemente usati nella poesia d’amore.

Quasi tutta la sua poesia mostra emozioni forti (occasionalmente selvagge), soprattutto riguardo a Lesbia, che compare in 26 dei 116 poemi sopravvissuti, sebbene potesse pure dimostrare senso dell’umorismo. Alcuni poemi sono scortesi (a volte decisamente osceni), spesso mirati ad amici divenuti traditori, altri amanti di Lesbia, poeti rivali e politici.

Sviluppò molte tecniche letterarie ancora di uso comune oggi, tra cui l’iperbato (dove parole che naturalmente stanno insieme sono separate per enfasi o effetto), l’anafora (enfatizzare parole ripetendole all’inizio di proposizioni vicine), il tricolon (una frase con tre parti chiaramente definite di eguale lunghezza e di potenza crescente) e l’allitterazione (la ripetuta occorrenza di un suono consonantico all’inizio di diverse parole nella stessa frase).

Opere principali

Creato: 1 gennaio 2025

Modificato: 26 ottobre 2024