1. Home
  2. Letteratura antica
  3. Roma
  4. Catullo
  5. Traduzioni di Catullo
  6. Catullo 7 — traduzione

Catullo 7 — traduzione

Classical

Introduzione

Scritto in metro endecasillabo, questo pezzo è coerente con lo stile neoterico («nuovi poeti») impiegato da Catullo. Il soggetto di questo poema non è quello di un eroe o dio antico, ma piuttosto l’eroina di cui si è innamorato. Lesbia, o piuttosto Clodia, era una donna sposata a un uomo di rilievo e potente di nome Quinto Cecilio Metello Celere. Come spesso accadeva tra i Romani dell’alta società, questo era un matrimonio combinato basato su ragioni finanziarie e politiche. Per questo non c’era vero amore tra Clodia e Quinto, ed è probabile il motivo per cui Clodia cercava affetto da altri, incluso Catullo. L’uso dello pseudonimo «Lesbia» può essere visto come un mezzo aggiuntivo per nascondere la relazione, piuttosto che usare direttamente il suo nome.

I luoghi menzionati in questo pezzo sono usati come parte di diverse metafore iperboliche che professano il suo affetto per Clodia. Il verso 3 dice: «quanto grande è il numero delle sabbie libiche» che è un’allusione all’«infinito», implicando che «non ci saranno mai abbastanza baci» per Catullo. Va notato che la menzione della Libia non va confusa con la nazione odierna della Libia. I Romani chiamavano il continente dell’Africa «Libia».

Poiché Clodia aveva diversi altri amanti, le opere di Catullo incentrate su di lei possono essere percepite come melanconiche. Con la menzione della pianta «lasarpicium» al verso 4, si può cogliere questa interpretazione melanconica poiché queste piante erano spesso somministrate alle donne quando interrompevano una gravidanza. Questa può essere un’espressione delle sue ansie verso gli altri incontri sessuali nella vita di Clodia.

Si potrebbe pure trarre un doppio significato dalle distanze dei luoghi menzionati e da ciò che questi luoghi stessi significano. «La tomba sacra del vecchio Batto» menzionata al verso 6 era a 300 miglia dall’Oracolo di Giove, che i Romani cercavano nel deserto in cerca di una «visione». La distanza letterale dà al lettore un’idea riguardo a «il numero delle sabbie libiche» e «quanti baci» ci vorrebbero per soddisfare i desideri di Catullo. Inoltre, si potrebbe affermare che per Catullo, avere l’affetto di Clodia solo per sé era altrettanto effimero della visione nel deserto cercata dai Romani.

Inoltre, la passione di Catullo per Clodia è minata dalla complessità della loro situazione. Non solo Clodia aveva più amanti, ma si pensa che Catullo abbia avuto una relazione con la moglie di un senatore, «Vedi le relazioni d’amore segrete della gente… Interrogandomi non potresti contare completamente» (versi 8–11).

La metafora finale del poema solidifica il fatto che non c’era un numero di baci a soddisfare il «Catullo folle d’amore» (verso 10). Riferendosi a «ammaliare» (verso 12), c’era una credenza nella stregoneria che se un «numero specifico» era affiliato alla vittima di una maledizione, la maledizione sarebbe stata più efficace. Di nuovo, Catullo trae un doppio significato quando parla di baciare il suo amore, Clodia. Un numero infinito sarebbe il numero di baci per spegnere la sua lussuria per lei, e allo stesso tempo, tenerli al sicuro dalle maledizioni.

Carmen 7

VersoTesto latinoTraduzione italiana
1QVAERIS, quot mihi basiationes Chiedi quanti baci tuoi,
2tuae, Lesbia, sint satis superque. Lesbia, siano per me e più che abbastanza.
3quam magnus numerus Libyssae harenae Quanto grande è il numero della sabbia libica
4lasarpiciferis iacet Cyrenis che giace a Cirene produttrice di silfio,
5oraclum Iouis inter aestuosi tra l’oracolo del torbido Giove
6et Batti ueteris sacrum sepulcrum; e la tomba sacra del vecchio Batto;
7aut quam sidera multa, cum tacet nox, o quante sono le stelle, quando la notte tace,
8furtiuos hominum uident amores: che vedono gli amori furtivi degli uomini,
9tam te basia multa basiare baciarti con tanti baci
10uesano satis et super Catullo est, è abbastanza e più che abbastanza per il tuo Catullo;
11quae nec pernumerare curiosi baci, che né occhi curiosi possono contare
12possint nec mala fascinare lingua.né una lingua malvagia ammaliare.

Risorse

Progetto VRoma

Creato: 1 gennaio 2025

Modificato: 27 ottobre 2024