Babi

Egyptian

Babi: il babbuino dal dorso bianco venerato come dio sanguinario. In questa biografia approfondita scoprirete chi era Babi, la sua storia e i miti legati al suo nome.

Antico dio egizio Babi

Scoprirete anche:

  • Perché Babi era venerato come divinità egizia
  • Il ruolo di Babi nel Duat (oltretomba)
  • Il significato del nome di Babi
  • Come era raffigurato nell’arte egizia
  • Dove era principalmente adorato
  • Chi era Babi nella mitologia egizia
  • Perché era considerato Divoratore dei morti e dio della virilità

Babi

Babi era il dio babbuino egizio, tra le divinità più antiche del pantheon. Considerato dio dell’oltretomba, era temuto come sanguinario e feroce, con un fallo che fungeva da catenaccio delle porte del cielo.

Il dio scimmia ebbe un ruolo essenziale nell’aldilà. Se un’anima, pesata contro la piuma di Maat, risultava peccatrice, Babi la divorava con avidità. Poiché questo passo era cruciale, si credeva che Babi fosse uno dei figli di Osiride; alcuni miti lo dicono primogenito, posizione di grande onore.

I primi riferimenti a Babi risalgono all’Antico Regno (2686–2181 a.C.), quando i suoi tratti aggressivi e sovrannaturali erano ambìti dai leader. Simbolo del maschio alfa, rappresentava la virilità, anche nell’aldilà: se un defunto desiderava unione sessuale, si usavano spesso incantesimi e invocazioni a Babi.

Nell’antico Egitto i babbuini erano legati ai morti: mostravano tratti umanoidi ma restavano selvaggi e senza paura. La specie presente era l’hamadryas; gli alfa avevano una striscia grigio-chiara sul dorso. Questi animali erano associati a sovrani defunti e detti Hez-ur («il grande bianco»). Nel periodo predinastico i babbuini erano creduti parenti deceduti reincarnati.

Significato del nome

Il nome Babi, a volte Baba, significa «toro dei babbuini», a indicare lo status alfa. Per gli antichi egizi il babbuino simboleggiava comportamento frenetico, impulsività, violenza e alto libido.

Il toro dei babbuini era noto per l’iper-aggressività e il dominio. Quindi Babi, come dio, era pensato particolarmente violento e imprevedibile, una divinità assetata di sangue che si nutriva delle viscere degli ingiusti.

Aspetto

Le raffigurazioni più antiche compaiono su etichette d’avorio del periodo dinastico precoce, con la scimmia mitica come babbuino dal dorso bianco. Aveva orecchie rosse e posteriore porpora.

Era spesso ritratto con un fallo grande ed eretto; testi dell’Antico Regno lo chiamano «Toro dei babbuini Babi». Poiché il babbuino rappresentava la virilità, il fallo di Babi era considerato il catenaccio del cielo: il pene eretto apriva la porta del paradiso. A volte Babi era raffigurato come barca dell’oltretomba da cui pescatori catturavano anime, con il fallo come albero maestro.

Inoltre era venerato come dio dell’oscurità e della luna, e a volte il suo volto era visto come l’uomo nella luna. Detto Grande Bianco, i primi re si identificavano con Babi assumendo il titolo di Signore del Cielo Notturno.

Centro di culto

Poco noto oggi, un tempo Babi era tra i dèi più temuti dell’Egitto antico. Era onorato soprattutto a Khmunu (Ermopoli) nell’Alto Egitto.

Poiché i babbuini erano legati all’oltretomba e ai morti, il centro di culto a Khmunu ruotava attorno alla morte e al culto degli antenati. Dio violento, il suo culto superò quello di un più pacifico dio babbuino precedente, Hedjwer.

Nei secoli il culto di Babi fu sostituito da quello di Thoth, che assunse pure il centro di Khmunu. Il ruolo di devoratore dei morti ingiusti passò poi alla dea a testa di coccodrillo Ammit.

Chi era Babi nella mitologia egizia?

Statua dell’antico dio egizio Babi

Nella mitologia egizia, nell’Antico Regno, Babi era un dio sanguinario dell’oltretomba (Duat) che simboleggiava virilità, aggressione e dominio. Nella società egizia i babbuini erano associati ai morti, creduti antenati reincarnati. Il ruolo di Babi nell’oltretomba era quindi di esecutore; ricevette il nome di Divoratore dei morti.

L’hamadryas dal dorso bianco, in particolare, era legato a tratti alfa e ritenuto reincarnazione feroce di antichi re. I re dell’Antico Regno tenevano in gran conto gli attributi di Babi, impegnati in guerre e espansione. Virilità, potere e dominio erano da ammirare, e a Khmunu sorse un centro di culto in suo onore.

Poiché la scimmia leggendaria era pure componente chiave dell’oltretomba, molti incantesimi e invocazioni miravano al favore di Babi nel passaggio all’aldilà. Per un antico egizio, guadagnare il favore di Babi in vita non dava solo virilità da vivi: evitava l’impotenza nell’aldilà.

Poiché Babi era legato al giudizio dei morti, alcuni miti dicevano che il suo corpo serviva a traghettare le anime degne verso Aaru, le isole dell’aldilà. Mentre il corpo fungeva da barca, il fallo era l’albero che guidava le anime.

Babi, la scimmia mitologica che divorava i morti

Nell’antico Egitto i babbuini erano equiparati al regno dell’oltretomba e dei morti. Come toro dei babbuini, Babi aveva un ruolo di primo piano nelle credenze funerarie dell’Antico Regno.

I maschi hamadryas detti Grandi Bianchi sono considerati imprevedibili, aggressivi e onnivori, noti per guidare branchi a caccia. Il ruolo di Babi nell’aldilà era simile a quello dell’alfa in vita. Quando un’anima era portata a giudizio nel Duat, veniva pesata contro la piuma di Maat.

Se la bilancia era a favore della piuma o in equilibrio, l’anima era degna. Se pendeva contro, l’anima era colpevole. Trovata colpevole, Babi saltava dal suo posatoio al bordo del lago di fuoco, si scagliava sull’anima e la squarciava con denti e artigli, consumandola in rabbia sanguinaria.

Questa funzione era tenuta in tale considerazione che Babi era onorato come primogenito di Osiride, dio dei morti e dell’aldilà.

Babi, traghetto delle anime catturate

Nei famosi Testi dei Sarcofagi (incantesimi funerari su casse di oltre 4000 anni fa), Babi compare spesso. I testi 397 e 398 spiegano come riconoscere il corpo di Babi come barca, con equipaggio di pescatori oscuri che catturavano anime nell’aldilà.

L’incantesimo 397 diceva che il fallo di Babi era l’albero della barca che solcava il fiume dell’oltretomba; il 398 identificava il corpo di Babi come il traghetto stesso. A bordo un equipaggio, capitanato dal dio Mahaf, usava reti per catturare le anime sul fiume. Se si era sepolti con gli incantesimi giusti, si aveva la conoscenza per riconoscere la barca di Babi, placando la collera del dio e permettendo all’anima di sfuggire all’equipaggio.

Babi, dio della virilità

Tra tutte le creature, i babbuini hanno un drive sessuale elevatissimo, e il maschio toro il più alto di tutti. Quindi, oltre a divorare i morti, a Babi si pregava per restare potenti e sessualmente attivi… anche nell’aldilà.

L’incantesimo 304 dei Testi dei Sarcofagi consentiva al defunto di godere ancora del piacere dell’unione. Nel testo il defunto si identificava con il Signore del Cielo Notturno e della luna, cioè Babi. Se l’incantesimo riusciva, ogni donna sotto i suoi effetti si offriva allo spirito in qualsiasi momento.

La capacità di unirsi dopo la morte era segno di transizione completa all’aldilà, e l’unione con i vivi si credeva influisse sullo status sociale del defunto.

La virilità di Babi era così ambita che anche i re si dicevano fallo di Babi (Testo dei Sarcofagi 822) o Babi stesso (359).

Le feci di babbuino erano ricercate come afrodisiaci per pozioni e unguenti. Quelle dei Grandi Bianchi, rappresentanti di Babi in persona, si credevano le più potenti e comandavano grandi scambi di beni e denaro.

La scimmia mitologica che divorava le anime

Babi, babbuino dal dorso bianco venerato come dio sanguinario

Babi era il dio babbuino egizio, divinità dell’oltretomba. Temuto come sanguinario e feroce, con un fallo che bloccava le porte del cielo. Noto per comportamento iper-aggressivo e virilità, era profondamente venerato dai primi re d’Egitto.

  • Come devoratore degli ingiusti, ebbe un ruolo essenziale nell’aldilà
  • Era onorato come primogenito di Osiride, dio dell’oltretomba
  • I più antichi documenti su Babi risalgono all’Antico Regno, quasi 5000 anni fa
  • Il nome Babi significa «toro dei babbuini», simbolo del maschio alfa; i suoi tratti aggressivi erano onorevoli per i leader antichi
  • I babbuini erano creduti antenati reincarnati; gli alfa, ex sovrani, erano iper-aggressivi, frenetici, impulsivi, violenti e altamente sessuali
  • Era raffigurato come hamadryas dal dorso bianco, posteriore rosso, artigli affilati e fallo eretto
  • Il centro di culto era a Khmunu (Ermopoli), dove sostituì un dio babbuino precedente; poi il centro passò a Thoth
  • Ricevette il titolo di Divoratore dei morti per il ruolo di divorare le anime che avevano vissuto ingiustamente
  • Corpo e fallo erano considerati traghetto e albero di una barca che solcava il fiume dell’aldilà, strappando anime dalle acque

Creato: 2 aprile 2002

Modificato: 6 settembre 2024