Ermes (Mercurio)

Classical

Araldo e messaggero degli dèi. Ermes era figlio di Zeus e Maia (una Pleiade, si veda le Pleiadi), figlia di Atlante e Pleione. Era identificato come il dio romano Mercurio. Ermes nacque in una caverna nella foresta presso il monte Cillene.

Ermes e il piccolo Dioniso

Ermes e il piccolo Dioniso
Praxitele
Statua di marmo, circa 350 a.C.
Museo, Olimpia

Ermes era un dio noto per le invenzioni e per il furto. Prima della fine del primo giorno dopo la nascita aveva inventato la lira fatta di un guscio di tartaruga e aveva pure rubato il bestiame di Apollo dai monti di Pieria. Ermes era sempre pieno di risorse e sapeva che qualcuno lo avrebbe inseguito, forse Apollo stesso. Così il giovane dio costrinse il gregge a camminare all’indietro. Camminò pure a ritroso, sperando di confondere l’inseguitore. Solo un vecchio contadino vide Ermes e il bestiame. Quando Ermes giunse a casa, dodici tori furono sacrificati ai Dodici dèi, e Ermes mangiò la carne dell’ultimo toro. Poi nascose abilmente le altre bestie a Pilo.

Poi Ermes si infilò di nascosto nella culla prima del ritorno della madre. Ma Maia sospettò che il figlio combinasse guai e lo chiamò «furfante», nonostante lui fingesse innocenza. Ermes affermò di essere solo un neonato.

Quella notte Apollo scoprì le mucche mancanti tra il bestiame e seguì le tracce. Sebbene le tracce fossero pensate per confonderlo, Apollo incontrò il vecchio che gli disse ciò che aveva visto, così il dio riuscì facilmente a seguire le tracce del ladro e del bestiame fino al monte Cillene.

Quando Apollo entrò nella caverna, Ermes finse di essere solo un neonato che dormiva nella culla. Apollo non si lasciò ingannare dall’innocenza finta e chiese dove fossero le sue bestie, minacciando di gettare il dio neonato nelle profondità senza fondo del Tartaro. Ermes rispose con parole astute che non sapeva di cosa parlasse Apollo, tipo «che cos’è questo bestiame?».

Apollo portò il neonato con sé sull’Olimpo, presentandolo al padre, il potente sovrano di dèi e uomini. Zeus si dilettò ascoltando i due figli discutere — il maggiore che accusava il furfante, l’altro che si difendeva. Zeus era piuttosto divertito dall’innocenza finta e dall’astuzia di Ermes, ma alla fine ordinò al figlio più giovane di restituire il bestiame ad Apollo.

Così Ermes condusse Apollo a Pilo dove il bestiame era nascosto, ma il dio del sole vide che dodici dei suoi tori migliori mancavano. Ermes spiegò di averli sacrificati ai dodici grandi dèi dell’Olimpo. Apollo gli disse che c’erano solo undici dèi, ma Ermes disse al fratellastro maggiore che egli stesso sarebbe stato il dodicesimo Olimpico.

Mentre Apollo decideva la punizione di Ermes, udì Ermes suonare la lira. Apollo apprezzò tanto la musica dello strumento che decise di dare a Ermes il bestiame e il bastone da pastore in cambio della lira. I due fratellastri furono infine riconciliati. Apollo insegnò pure a Ermes l’arte di divinazione con i sassolini.


Ermes aveva molte abilità e attributi, ma il dovere primario era agire da messaggero o araldo per gli dèi. Era frequentemente in missione per il padre (Zeus). La sua controparte femminile era la dea Iri, che pure spesso serviva da messaggera per Zeus. Ermes comunicava spesso ai mortali per conto degli dèi, ed era perciò una guida. Era il dio patrono di araldi e messaggeri.

Aveva le insegne del suo ufficio di araldo, soprattutto il bastone dell’araldo noto come Caduceo. Secondo un mito, due serpenti si attaccavano a vicenda ma quando Ermes li separò col bastone, fecero pace. I serpenti si attaccarono al bastone e rimasero permanentemente intrecciati intorno al Caduceo. Ermes si riconosceva pure per l’elmo alato, chiamato Petaso, e più importante un paio di sandali alati chiamati Talari. I sandali, e forse l’elmo, permettevano a Ermes di volare. La differenza principale tra Ermes e Iri (a parte il genere) era che Iri non aveva bisogno di sandali per volare perché aveva ali.

Ermes spesso aiutava e guidava gli umani nelle attività. Diede una «falce di adamante» a Perseo, che l’eroe usò per recidere la testa di Medusa. Uccise Argo Panoptes che custodiva l’eroina argiva Io, in forma di giovenca.

Dopo le nozze di Peleo e Teti, Zeus ordinò a Ermes di condurre le tre potenti dee a Paride. Paride doveva giudicare chi delle tre fosse la più bella. Si veda Giudizio di Paride.

Ermes liberò pure Zeus e gli restituì i tendini, quando Zeus incontrò il mostro Tifone. Similmente liberò Ares, confinato in un vaso di bronzo per tredici mesi quando il dio della guerra fu catturato da Oto ed Efialte.

Ermes era pure la guida e il patrono dei viaggiatori. Fu guida di Perseo mentre l’eroe cercava le Gorgoni. Probabilmente perché Odisseo era suo pronipote, Ermes gli diede una pianta nota come moli che rese l’eroe immune alla magia di Circe.

Ermes aveva pure lo strano dovere di guidare le anime dei defunti agli Inferi. Le ombre dei morti seguivano il Caduceo di Ermes attraverso i passaggi di Ade. Fu per questo dovere che Ermes guadagnò l’epiteto Psicopompo — conduttore delle anime agli Inferi. Nell’Odissea Ermes guidò le anime dei pretendenti di Penelope che Odisseo aveva ucciso al dominio di Ade, dove incontrarono Agamennone.

Come si vede dopo la nascita, Ermes era piuttosto inventivo, così era naturale che fosse il dio delle invenzioni e della scienza, e forse dell’astronomia.

Come detto prima, Ermes condivideva alcuni attributi di Apollo. Era dio dei greggi e patrono dei pastori. Era pure dio della divinazione con i sassolini. Con Apollo, era dio delle gare atletiche e patrono degli atleti.

Ermes era dio del commercio e del mercato, il che lo rendeva patrono dei mercanti, ma allo stesso tempo era pure patrono di ladri e furfanti.


Come gli altri Olimpici più giovani, Ermes ebbe molti figli da molte amanti. Come Apollo, non sposò mai. Ebbe però molte famose relazioni e figli.

L’unica relazione notevole con una dea fu con Afrodite. Ella però non era interessata a Ermes. Zeus, avendo pietà del figlio, fece rubare all’aquila il sandalo preferito di Afrodite. Ella cedette alla lussuria di Ermes in cambio del sandalo. Ermes divenne padre di Ermafrodito. Ovviamente Ermafrodito prese il nome dai genitori, Ermes e Afrodite.

Ermes violentò Chione, figlia di Dedalione. Da questa unione fu padre di Autolico che seguì una delle occupazioni del padre come ladro. Autolico era un maestro ladro, ereditando l’astuzia e la scaltrezza del padre. Autolico fu padre di Anticlea e nonno di Odisseo. Apollo violentò Chione lo stesso giorno (di notte), così ella fu madre di gemelli: l’altro figlio da Apollo si chiamava Filammone il Bardo.

Ermes si diceva padre del dio dei boschi Pan da Penelope, moglie di Odisseo.

Ermes fu padre dell’Argonauta Aetalide da Eupolemia. Aetalide era notevole perché serviva da araldo o messaggero degli Argonauti. Ermes ebbe altri due figli, Echione ed Eritto, che navigarono con Giasone e gli Argonauti.


Ermes aveva vari epiteti: Argifonte (uccisore di Argo Panoptes), Cillenio, Epimelio (custode dei greggi), Hodios (patrono di viaggiatori e camminatori), Nomios, Oneiropompo (conduttore di sogni) e Psicopompo (conduttore delle anime agli Inferi).

Informazioni correlate

Nome

Ermes, Ἑρμἣς – «Pilastro» (greco).
E-MA-A?, Hermes Araios (miceneo).

Mercurio, Mercurius (romano).
Turms (etrusco).

Fonti

Inni omerici.

Iliade e Odissea di Omero.

Teogonia e Opere e giorni di Esiodo.

Cataloghi delle donne e Grandi Eoie forse di Esiodo.

Cipria, Etiopide, Piccola Iliade, Sacco di Ilio e Nostoi del Ciclo epico.

Biblioteca ed Epitome di Apollodoro.

Metamorfosi di Ovidio.

Favole e Poetica Astronomica di Igino.

Prometeo incatenato di Eschilo.

Ci sono troppi altri riferimenti a Ermes per elencarli qui.

Articoli correlati

Creato: 19 aprile 1999

Modificato: 18 aprile 2024