Dioniso (Bacco)

Classical

Dio del vino e dell’estasi. Dioniso (Διόνυσος) era figlio di Zeus e di Semele (Σεμέλη), figlia di Cadmo e di Armonia. Era pure noto come Bacco (Βάκχος) e identificato dai Romani come Libero.

Semele era ancora incinta di Dioniso quando fu uccisa. Zeus salvò il Dioniso non nato dal ventre della madre morta e cucì il bambino prematuro nella coscia, finché non fu pronto a nascere. Il nome Dioniso significa «nato due volte».

Si veda Semele nell’Ira del Cielo per la storia completa della morte di Semele e della nascita di Dioniso.

Alcuni dicono che la zia di Dioniso, Ino, lo allevò a Orcomeno con il marito Atamante. Ino travestì Dioniso da fanciulla, ma Era riconobbe il neonato e rese folli Atamante e Ino. Finirono per uccidere i propri figli. Per nascondere Dioniso, Zeus lo trasformò in capretto e Ermes lo affidò a Nisa, una ninfa. Sileno gli insegnò i segreti della natura e insieme scoprirono come fare il vino.

Quando Dioniso divenne giovane, Era lo riconobbe. Subito lo colpì di follia. Dioniso vagò per il mondo, fino all’India. Giunto a un fiume, Zeus gli mandò una tigre, sul cui dorso Dioniso lo attraversò. Così quel fiume fu chiamato Tigri, uno dei due grandi fiumi della Mesopotamia. Mentre viaggiava, insegnava a coltivare la vite e a fare il vino. Lo accompagnavano satiri e ninfe. I suoi seguaci erano detti Baccanti. Le seguaci femminili erano spesso dette Menadi.


Quando i pirati catturarono Dioniso, volevano venderlo come schiavo. Solo il timoniere lo riconobbe come dio, quando i pirati non poterono legarlo con le funi. Derisero il timoniere quando cercò di avvertirli che stavano offendendo un dio.

Presto avrebbero visto il potere del dio. Dalle parti spuntarono viti e crescevano su tutta la nave, mentre il ponte era inondato di un rivolo di vino. Dioniso inflisse follia ai pirati e cominciarono ad allucinare. Credettero di vedere bestie selvatiche a bordo. Si gettarono in mare per fuggire dalle creature fantasma. Una volta in acqua furono mutati in delfini. Solo il timoniere fu risparmiato.

Bacco e Arianna

Bacco e Arianna
Tiziano
Olio su tela, 1520-23
National Gallery, Londra

Dioniso sbarcò all’isola di Nasso. Lì trovò e s’innamorò di Arianna (Ἀριάδνη), figlia di Minosse e di Pasifae. Teseo l’aveva abbandonata sull’isola deserta.

Dioniso sposò Arianna. Secondo Esiodo, Zeus rese Arianna immortale per amore del figlio.

Dioniso spesso puniva chi resisteva al suo culto. Le zie Agave, Autonoe e Ino spargevano la voce che l’amante della madre fosse mortale. Le punì facendole impazzire e unirsi alle Baccanti nei loro riti, una sorta di baldoria ubriaca e orgia. Quando il cugino Penteo, re di Tebe, rifiutò di lasciargli istituire il culto in città, Dioniso fece sì che la madre e le zie squarciassero le membra e la testa di Penteo, credendolo un leone o un cinghiale. Si veda l’Ira del Cielo sulla morte di Penteo.


In Tracia punì pure Orfeo, mitico musico e uno degli Argonauti. Orfeo fu sbranato dalle adoratrici di Dioniso. Nei miti orfici, però, Orfeo era in realtà il sommo sacerdote di Dioniso.

Licurgo, re di Tracia, inseguì Dioniso con un pungolo da buoi e fece imprigionare i suoi seguaci. Il padre Zeus punì il re trace rendendolo folle e facendogli uccidere il figlio Driante. Licurgo stesso fu sbranato dai propri cavalli selvaggi, che teneva per le corse dei carri.

In questo episodio re Mida salvò Sileno, compagno di Dioniso, da Licurgo. Fu Dioniso a dare a Mida la capacità di trasformare in oro tutto ciò che toccava, come ricompensa. Ma il dono si rivelò una maledizione, perché non poteva toccare cibo o bevanda senza trasformarli in oro. Mida sarebbe morto di fame, ma Dioniso gli disse come rimuovere il dono. (Si veda Mida.)

Dioniso ebbe una relazione con Afrodite, che gli diede un figlio di nome Priapo, dio della fertilità. Priapo era sempre raffigurato come un dio brutto e deforme, simile a un satiro, con un pene sproporzionato.

Dioniso è elencato tra gli dèi che combatterono a fianco di Eracle contro i Giganti o Gigantes. Brandì il tirso, uccidendo Eurito.

Dioniso discese nell’Ade, liberando la madre Semele (Tione). O Dioniso o Zeus la resero dea immortale e il suo nome fu mutato in Tione. Tione o Semele divenne una dea madre. Dioniso ascese all’Olimpo dove ricevette un posto tra gli dèi, portando con sé la madre. Alcuni credevano che Dioniso fosse uno dei dodici grandi Olimpi.

Era a malincuore si era rassegnata a che Dioniso fosse uno di loro, ma lo accettò meglio in seguito, quando fu in difficoltà. Quando Efesto imprigionò la madre su un trono d’oro, fu Dioniso a venire in suo aiuto. Gli altri dèi non riuscirono a persuadere Efesto a liberare la propria madre, così Dioniso lo ubriacò e riuscì a convincere il dio fabbro a liberare la nemica giurata.

Vite e edera erano sacre a Dioniso. I suoi animali sacri erano pesci, delfini e capre, perché era stato trasformato in capretto per nasconderlo da Era. Nell’arte a volte appare barbuto e a volte imberbe. Dioniso era a volte raffigurato come un giovane effeminato, perché indossava abiti femminili per nascondersi da Era, ma fu reso folle quando lei lo riconobbe; avvenne quando raggiunse la virilità e iniziò il viaggio epico verso oriente. Lo si riconosceva con una corona d’edera in capo e abiti di pelli di animali. Di solito teneva un vaso da bere, ma a volte portava pure un tirso.

I suoi epiteti includono Bacco, Bromio (tuonante), Dendrite (degli alberi), Iacco (a Eleusi, forse identico a Bacco), Leneo (del torchio) e Lieo (che libera).


Molti culti e feste dionisiache furono istituiti nel mondo greco e a Roma. Queste feste si chiamavano Baccanali o Dionisie, in date diverse. Esistono diversi tipi di feste dionisiache, come le Grandi Dionisie, le Piccole Dionisie, le Antesterie e le Oscoforie. Molte delle sue feste e culti prevedevano vino, baldorie ubriache e orgie sessuali.

Si veda Dionisie nella pagina dei Misteri.

A Roma, dove era onorato come Libero o Bacco, la sua festa si teneva il 17 marzo.

Dobbiamo distinguere Dioniso o Bacco da un altro Dioniso. Finora nel mio racconto c’era un solo Dioniso, figlio di Zeus e Semele, ma alcuni scrittori dicono che non ce ne fosse uno solo, bensì diversi. Lo storico siciliano Diodoro (I secolo a.C.) ne riporta fino a tre. Il Dioniso più antico, dice Diodoro, veniva dall’India. Il secondo era figlio di Zeus e Persefone; chiaramente Diodoro aveva preso questo Dioniso dal mito orfico, dove il dio era noto pure come Zagreo. Il terzo era il noto dio del vino Bacco, figlio di Zeus e Semele, principessa tebana e figlia di Cadmo.

Bacco Dioniso va distinto dal Dioniso figlio di Zeus e Persefone. Secondo il mito orfico, i Titani uccisero Dioniso figlio di Persefone, altrimenti noto come Zagreo, e divorarono il neonato Dioniso-Zagreo, ma il cuore fu salvato. Zeus ingoiò il cuore del figlio e Dioniso rinacque come figlio di Semele, dove fu noto come Bacco Dioniso. Bacco era la reincarnazione di Dioniso-Zagreo.

Si veda la Creazione orfica.

La religione misterica orfica era austera rispetto agli altri culti dionisiaci, dove orgie sessuali e baldorie ubriache facevano parte del costume. Nel culto orfico l’accento era sull’astinenza. Il mitico musico e poeta Orfeo avrebbe fondato questo movimento orfico. Si diceva che Orfeo avesse scritto poemi e canti che formavano la base della religione orfica. La maggior parte di queste opere arcaiche non è sopravvissuta e abbiamo soprattutto frammenti. E la Creazione orfica fu scritta piuttosto tardi, al tempo degli scrittori neoplatonici.

La credenza centrale del movimento orfico era raggiungere l’Elisio, l’Isola dei Beati. Quando l’anima partiva, solo chi aveva vissuto una vita giusta poteva godere del riposo finale nell’Elisio come ricompensa. Potevano volerci diverse vite per abitare nell’Elisio. La religione orfica adottò la credenza nella reincarnazione. Il mito orfico mostrava chiaramente che Dioniso era reincarnato prima di raggiungere la divinità. Per tutti gli altri, l’Elisio si poteva ottenere solo con l’iniziazione ai misteri orfici e vivendo in austerità: astenersi dalla carne e dal vino e evitare i rapporti sessuali. Chi viveva una vita malvagia era punito all’Inferno o nel Tartaro, o continuava il ciclo della reincarnazione.

Per gli Orfici Dioniso non era solo il dio del vino e dell’estasi, ma pure un dio ctonio della fertilità e, in più, un dio della reincarnazione e l’ultimo sovrano supremo del mondo, dopo Zeus.

Si veda la pagina dei Misteri per qualche sfondo sui misteri orfici.

Informazioni correlate

Nome

Dioniso, Dionysos, Διόνυσος – «Nato due volte».
Bacco, Iacco, Βάκχος (greco).
DI-WO-NI-SO-JO (miceneo).
Diounsis (trace, frigio).

Zagreo, Ζαγρεύς (mito orfico); Fane?

Libero (romano).
Fuflans (etrusco).

Cucito dentro.
Bromio.

Feste

Baccanali o Dionisie (Piccole Dionisie, Lenee, Antesterie, Grandi Dionisie, Oscoforie).
Agrionie.

Fonti

Inni omerici.

Biblioteca ed Epitome furono scritte da Apollodoro.

Le Metamorfosi furono scritte da Ovidio.

Fabulae e Poetica Astronomica furono scritte da Igino.

Le Baccanti furono scritte da Euripide.

La Teogonia fu scritta da Esiodo.

I Cataloghi delle donne furono forse scritti da Esiodo.

L’Iliade e l’Odissea furono scritte da Omero.

L’Argonautica fu scritta da Apollonio.

La Descrizione della Grecia fu scritta da Pausania.

La Biblioteca storica fu scritta da Diodoro Siculo.

Le Dionisiache furono scritte da Nonno.

Frammenti orfici.

Le Storie furono scritte da Erodoto.

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Creato: 19 aprile 1999

Modificato: 18 aprile 2024