Gea e le sue figlie
Nella mitologia greca, Gea e le sue figlie — Rea, Temi e Dione — furono le prime dee della terra e madri. Queste dee ebbero ruoli decisivi nella Teogonia di Esiodo, dove fecero o deposero i sovrani.
Gea
Gea (Γαἳα) era vista come la terra stessa; non c’era differenza tra le due. Il nome si scriveva anche Ge e Gaia; per i Romani era Tellus o Terra. Gea non era solo la dea madre ultima: era una dea creatrice.
Gea nacque con Eros (Amore) e Tartaro dal Caos (abisso primordiale). Furono la prima materia fisica a venire all’esistenza.
Dal suo grembo scaturirono molti figli giganteschi e potenti. Senza partner maschile o da Etere, Gea divenne madre di Urano (Cielo), Ponto (Mare) e Ourea (Montagne).
Attraverso il matrimonio di Urano con la propria madre, egli divenne il sovrano supremo dell’universo. Gea e il marito/figlio rappresentavano la separazione di cielo e terra.
Gea generò la maggior parte dei figli a Urano: i Centimani (Ecatonchiri), i Ciclopi, i Titani e i Giganti. Dal fratello Tartaro ebbe il più potente dei suoi prole mostruosi, Tifone.
Urano cadde perché adirò la madre quando confinò e nascose i loro figli, i Centimani e i Ciclopi, nelle profondità della Terra (Gea). Ciò le causò grande dolore. Gea cercò aiuto dal figlio Crono, il più giovane e coraggioso dei Titani. Fu lei a dare al figlio la falce per evirare il figlio/marito.
Crono ottenne potere e signoria sull’universo, ma adirò pure la madre rifiutando di liberare i fratelli confinati. Gea era dotata di divinazione e si dice fosse la prima a tenere l’oracolo di Delfi. Così profetizzò al figlio Crono che sarebbe caduto per causa del figlio. Temendo di perdere il potere ai figli, Crono inghiottì ogni figlio che la moglie/sorella Rea gli partorì. Gea e Rea aiutarono il figlio più giovane di Crono, Zeus, a rovesciare Crono e la maggior parte degli altri Titani.
Sebbene Zeus liberasse i Centimani e i Ciclopi, la maggior parte dei Titani maschi restò imprigionata nel Tartaro. Così Gea si volse contro il nipote, incoraggiando gli altri figli, i Giganti e Tifone, a combattere gli Olimpici. Eppure fu Gea a profetizzare come i Giganti potessero essere sconfitti con l’aiuto dell’eroe mortale Eracle.
Uno dei ruoli interessanti di Gea era la divinazione. Si dice fosse la prima a tenere l’oracolo a Delfi. Passò questa responsabilità a un’altra figlia, Temi. Temi era pure una dea della terra nonché dea dell’ordine e della giustizia.
Gea era una dea primordiale della terra che poteva scatenare potere su chiunque fosse abbastanza stolto da adirarla. Aveva il potere di fare o spezzare un sovrano. Fu in parte responsabile della deposizione dei due figli (Urano e Crono) e quasi riuscì contro il nipote (Zeus).
Gea generò anche alcuni figli all’altro figlio, Ponto, personificazione del mare. Fu madre di Nereo, Forco, Eurybia, Taumante e del mostro marino Ceto.
Generò pure il gigante Anteo a Poseidone. Anteo di solito sfidava, lottava e uccideva i viaggiatori. Gran parte del potere di Anteo veniva dal contatto con la terra. Era virtualmente invincibile finché Eracle non lo uccise.
Da Efesto, Gea fu madre di Erittonio, quando il seme del dio fabbro cadde a terra.
Rea
Rea (Ῥεία), o Ops o Magna Mater, era una dea madre. A volte era identificata con la dea madre frigia Cibele.
Rea era una delle Titani, figli di Gea e Urano. Era sorella di Crono e quando egli divenne sovrano supremo del cielo e della terra la sposò e divenne sua consorte. Il matrimonio però non fu felice.
Quando Gea profetizzò che Crono sarebbe stato rovesciato da uno dei suoi figli, Crono inghiottì cannibalisticamente ogni figlio che Rea partorì al fratello. Cinque neonati successivi furono inghiottiti.
Temendo di perdere tutti i figli, Rea nascose l’ultimo, un figlio di nome Zeus, in una caverna del monte di Creta. Ingannò il marito/fratello dandogli una pietra avvolta in fasce, facendogliela inghiottire. Con l’aiuto della madre e della nonna, Zeus fece rigettare a Crono fratelli e sorelle. Alla fine Zeus e i fratelli sconfissero Crono e la maggior parte dei Titani maschi, confinandoli nel Tartaro.
Rea fu responsabile della riconciliazione tra i figli Zeus e Demetra, dando garanzia che Persefone avrebbe trascorso due terzi dell’anno con la madre Demetra e solo un terzo con il marito Ade in Erebo (Inferi). Si veda Demetra e Persefone sul mito di Demetra.
Temi
Temi (Θέμις) era pure una Titanide e figlia di Gea. Temi era originariamente una dea della terra prima di divenire dea dell’ordine e della giustizia.
Temi fu la seconda moglie di Zeus e gli partorì figlie. Fu madre di tre dee note come Ore o Stagioni. Fu forse madre delle Moirai o Destini.
Secondo Eschilo e pochi altri autori, Temi fu madre del Titano Prometeo dal fratello Iapeto.
Come dea della terra a volte era indistinguibile dalla madre (Gea). Come la madre, Temi possedeva pure la capacità di divinazione e tenne l’oracolo di Delfi, che la madre le diede.
Fu Temi a dire a Deucalione, figlio di Prometeo, come avrebbe potuto ripopolare la Terra dopo il Diluvio. Istruì Deucalione e Pirra a raccogliere rocce da terra e lanciarle all’indietro, oltre le spalle. Dove le rocce atterravano, le persone sarebbero scaturite dal suolo.
Fu Temi a profetizzare che qualsiasi figlio che la dea marina Teti avesse partorito sarebbe divenuto più grande e forte del padre. Teti confidò questa profezia solo a Prometeo. Prometeo rifiutò di rivelarla a Zeus, il che era un grande strumento di negoziazione. Prometeo fu punito per aver rivelato all’umanità come fare il fuoco. Disse questa profezia a Zeus solo dopo che Eracle lo liberò dalle catene sulla vetta più alta del Caucaso. Zeus, temendo di essere deposto dal proprio figlio, diede frettolosamente Teti in sposa a un eroe mortale, Peleo. Teti divenne madre di Achille.
Chiaramente la profezia di Temi era legata a Prometeo, a vantaggio di Prometeo direttamente o indirettamente, e così dell’umanità.
Temi avrebbe poi ceduto l’oracolo ad Apollo, quando il giovane dio giunse all’età. La maggior parte dei miti indica che Apollo vinse l’oracolo uccidendo il drago o serpente Pitone.
Come dea dell’ordine rappresentava pure la giustizia divina. Non solo sul cielo e sulla terra: la giustizia era amministrata anche negli Inferi. Nel dominio di Ade tre uomini servivano Temi come attendenti e giudici: Eaco figlio di Zeus e Egina, Minosse e Radamanto figli di Zeus e Europa. Erano responsabili di giudicare ogni mortale deceduto, se doveva essere premiato o punito nell’aldilà.
Dione
Dovrei forse menzionare anche Dione (Διώνη). Secondo Omero, Dione era la madre di Afrodite, che consolò la dea dell’amore quando Diomede ferì la figlia a Troia.
Omero non menziona i genitori di Dione, ma Esiodo la chiama figlia di Oceano e Teti. Altri autori, tra cui Apollodoro e Igino, dicono che Dione era una Titanide, e dunque figlia di Urano e Gea.
Gli attributi di Dione sono piuttosto oscuri, ma era probabilmente una dea madre. Alcuni credevano che fosse una dea della luna o dell’acqua.
Di solito Era è vista come moglie e consorte di Zeus, ma secondo le tavolette in lineare B il nome di Dione è un corrispettivo femminile di Zeus. Ciò suggerisce che Dione fosse originariamente la consorte di Zeus prima che Era la sostituisse, quando i Greci ellenici cominciarono a sopprimere la dea madre.
Informazioni correlate
Nome
Gea, Gaia, Ge, Γαἳα (greco).
Tellus, Terra, Terra Mater (romano).
Rea, Ῥεία (greco).
Ops, Magna Mater (romano).
Temi, Θέμις – «Ordine».
Dione, Διώνη.
Fonti
Teogonia e Opere e giorni di Esiodo.
Biblioteca di Apollodoro.








