Atalanta
Una cacciatrice e eroina della caccia al cinghiale calidonio. Atalanta (Ἀταλάντη) era figlia di Iaso, re di Tegea o di Menalo, da Climene figlia di Minia. I Beoti credevano che fosse figlia di Scheneo, figlio di Atamante e re di Orcomeno beota. Altri dicono che ci siano due Atalante con storie identiche. Qualunque sia la verità, è meglio trattarla come una sola.
Prime avventure
Il padre voleva un figlio, così fece esporre l’infante nella foresta. Un’orsa allattò l’infante finché Artemide inviò cacciatori a salvarla. Questi vecchi cacciatori la allevarono come propria figlia. Quando Atalanta crebbe adulta, amava la caccia tanto da voler restare non sposata e vergine come la dea Artemide. Poteva superare chiunque con l’arco. Era pure la più veloce mortale viva, con l’eccezione di Eufemo e Ificlo di Filace.
Ancora giovane, uccise due centauri, Reco e Ileo (Hyaelus), che avevano tentato di violentarla. In un paio di resoconti (ad es. in Diodoro Siculo) navigò con gli Argonauti, ma la storia usuale è che Giasone e l’equipaggio rifiutarono di farla partecipare alla quest. Durante i giochi funebri di Pelia sconfisse Peleo in una lotta.
Quando Atalanta cacciava presso la grotta di Asclepio (Cifanta?), era esausta e molto assetata, ma non c’era acqua vicina. Colpì una roccia con il giavellotto e ne sgorgò una nuova sorgente.
La sua più grande avventura fu quando Atalanta si unì ad altri eroi nella caccia al cinghiale calidonio.
Caccia al cinghiale calidonio
Eneo (Oineus), re di Calidone, offese la dea Artemide non sacrificandole. Artemide inviò un cinghiale gigante che devastava la campagna. Il cinghiale calidonio distruggeva fattorie e uccideva gente. Il re mandò notizia agli eroi di tutta la Grecia chiedendo guerrieri per uccidere il cinghiale. Offrì a chi per primo avesse tratto sangue dal cinghiale la pelle del cinghiale come premio.
La più grande caccia al cinghiale fu guidata da Meleagro, suo figlio da Altea (Althaia), figlia di Testio. Molti eroi che navigarono sull’Argo con Giasone si unirono pure alla caccia. Si veda la genealogia della Casa di Calidone.
Alcuni cacciatori, soprattutto gli zii di Meleagro, protestarono contro il permettere ad Atalanta di cacciare con loro. Ma Meleagro, follemente innamorato di Atalanta, le permise di partecipare. Durante la caccia il cinghiale uccise diversi cacciatori. Peleo uccise per errore Eurizione, il suocero, con la lancia. Altri furono feriti. Nestore scampò a stento. Atalanta trasse il primo sangue con la freccia, mentre Anfiarao trasse il secondo. Meleagro infine uccise il cinghiale. Meleagro assegnò la pelle del cinghiale ad Atalanta.
Quest’azione indignò gli zii, causando una lite mortale tra il giovane eroe e i fratelli della madre. I fratelli di Altea tolsero la pelle del cinghiale ad Atalanta. In un raptus di rabbia Meleagro uccise gli zii.
Quando Meleagro era infante, la madre Altea seppe che il figlio sarebbe morto se il tizzone ardente nel focolare fosse stato del tutto consumato. Altea spense il fuoco e nascose in salvo il tizzone. Ma il dolore di Altea per la morte dei fratelli fu tale che causò la morte del proprio figlio bruciando il tizzone che aveva nascosto. Quando Meleagro morì, Altea si suicidò.
Una versione diversa (Cataloghi delle donne) dice che Apollo uccise Meleagro durante la guerra tra Calidoni e Cureti.
Alcuni dicono che Atalanta ebbe un figlio da Meleagro di nome Partenopeo (Parthenopaeus), uno dei sette campioni che combatterono nella sfortunata guerra contro Tebe.
Per un resoconto più pieno della caccia al cinghiale calidonio e della vita di Meleagro, si legga la Caccia al cinghiale calidonio.
Pretendenti di Atalanta
Il padre di Atalanta accolse con gioia la figlia quando seppe delle sue imprese eroiche. Voleva che la figlia si sposasse. Atalanta, che voleva restare vergine come la cacciatrice/dea Artemide, ideò un modo astuto per evitare il matrimonio.
Acconsentì a sposare l’uomo che potesse batterla in una corsa a piedi. Se il pretendente perdeva la corsa, ella gli avrebbe mozzato la testa. Poiché nessun mortale tranne Eufemo o Ificlo di Filace poteva superarla, molti corpi senza testa spargevano la pista. Nonostante ciò, molti giovani pretendenti tentavano ancora di conquistarla. Atalanta di solito correva in armatura completa. Dava pure a ciascun pretendente un vantaggio di partenza. Se superava lo sfortunato pretendente, gli toglieva la testa con la spada.
Ma non riuscì mai a restare vergine. Afrodite aiutò uno dei pretendenti di nome Ippomene o Melanione dandogli tre mele d’oro. Durante la corsa, prima che Atalanta potesse raggiungerlo, egli lanciava una mela da un lato o dall’altro. Ogni volta Atalanta si distrava abbastanza da prendersi il tempo di raccogliere la mela. L’ultima mela fu lanciata così lontano dalla pista che quando raccolse l’ultima mela le fu impossibile vincere la corsa.
Felice, Atalanta decise di sposare il pretendente pieno di risorse. Purtroppo il matrimonio fu breve. Avevano dimenticato di ringraziare Afrodite, così Afrodite fece sì che Atalanta e il nuovo marito profanassero il tempio di Cibele facendo all’amore davanti all’altare. L’adirata dea trasformò Atalanta e il nuovo marito in leoni, e Cibele fece aggiogare i due leoni al suo carro.
Alcuni dicono che Atalanta diede alla luce Partenopeo (Parthenopaeus) dal marito, l’eroe Meleagro o il dio della guerra Ares.
Informazioni correlate
Nome
Atalanta, Atalante, Ἀταλάντη.
Fonti
L’Iliade fu scritte da Omero.
Metamorfosi fu scritte da Ovidio.
Biblioteca, di Apollodoro.
Biblioteca storica fu scritte da Diodoro Siculo.
Fabulae fu scritte da Igino.
Argonautica, di Apollonio Rodio.
Cataloghi delle donne fu forse scritte da Esiodo.
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Meleagro, Eneo, Altea, Peleo, Partenopeo, Artemide, Afrodite, Cinghiale calidonio.
Genealogia:
Casa d’Arcadia
Casa di Beozia (Eolidi)
Casa di Calidone (Eolidi)



