Decima Fatica (i buoi di Gerione)

Classical

Per la decima fatica, a Eracle fu richiesto di prendere i buoi di Gerione. Gerione (Γηρυονεύς) era re di Eritia (Cadice), in Spagna.

I buoi erano custoditi dal pastore di Gerione e dal cane a due teste chiamato Ortro (Ὄρθρος).

Eracle e Gerione

Eracle e Gerione
Anfora a figure nere, circa 550 a.C.
Musée du Louvre, Parigi

Il viaggio fu senza eventi finché Eracle non raggiunse lo Stretto di Gibilterra. Cominciò a ammassare rocce sul lato europeo e su quello africano dello stretto. L’erezione di queste rocce divenne nota come i Pilastri d’Ercole.

Il lavoro era lungo e duro, e Eracle si surriscaldò per il sole. Puntò la freccia verso il sole, minacciando di scoccare. Elio, dio del sole, fu tutt’altro che offeso dall’eroe impetuoso. Anzi, ammirò tanto l’audacia dell’eroe che gli diede una Coppa del Sole d’oro. Questa coppa d’oro era abbastanza grande perché Eracle navigasse oltre i Pilastri d’Ercole e nell’Oceano Atlantico.

(Secondo Diodoro Siculo, l’eroe Eracle distrusse del tutto una razza di guerriere chiamata le Gorgoni (simili alle Amazzoni), in Libia. Il bisnonno Perseo aveva in precedenza sconfitto le Gorgoni e ucciso la regina Medusa.)

Giunto a Eritia, Eracle dovette uccidere col clava il pastore Euritione e il cane a due teste Ortro, vicino alla cima del monte Abas. Menoete, pastore di Ade, vide tutto e andò da Gerione con la notizia che Eracle razziava i buoi. Gerione, che aveva tre teste, fu pure ucciso quando inseguì l’eroe al fiume Antemo. Eracle cercò allora di tornare a casa.

Passando per Abderia, a sud della Spagna, entrò nella terra dei Liguri. Vicino a Massalia (moderna Marsiglia), Ialebione e Dercino, figli di Poseidone, che volevano rubare i buoi, lo attaccarono. Eracle li uccise, ma fu ferito combattendo l’esercito ligure. Zeus mandò una pioggia di pietre, che Eracle usò per colpire i nemici.

Il gigante Caco rubò pure alcuni buoi in Italia. Eracle dovette lasciare il resto del bestiame per cercare i buoi scomparsi e uccidere Caco.

A Reggio, uno dei tori lasciò gli altri buoi, saltò e nuotò attraverso lo Stretto di Messina. Eracle chiese ai locali se avessero visto il toro scomparso, e gli dissero dove era andato. I locali chiamavano il toro italus, così Eracle chiamò l’intera penisola italiana Italia. Il toro scomparso era il migliore del branco, così Eracle lasciò il resto del bestiame per prenderlo in Sicilia.

Quando trovò il toro, lo trovò tra il branco di un pugile notorio di nome Eryx (Ἔρυξ), a Erice, Sicilia. Secondo Apollonio Rodio, Eryx era figlio dell’argonauta Bute e di Afrodite, o secondo Apollodoro, figlio di Poseidone. Eryx aveva l’abitudine di sfidare un viaggiatore a un incontro di pugilato in cui uccideva l’avversario. Eryx avrebbe acconsentito a restituire il toro all’eroe solo se Eracle l’avesse sconfitto in un incontro di pugilato. Eryx, però, non era all’altezza di Eracle, e fu ucciso durante l’incontro.

Eracle recuperò il toro e tornò agli altri buoi. Nuovi problemi sorsero al raggiungimento della Grecia. Era mandò tafani che punsero i buoi, disperdendoli in tutte le direzioni, ma la maggior parte fuggì sui monti traci. Eracle fu costretto a inseguirli e riuscì a recuperarne alcuni. Quelli lasciati indietro divennero selvatici. Portò il resto a Euristeo, che li offrì in sacrificio a Era.

C’era pure un’altra persona che rubò e nascose i buoi a Eracle. Secondo un poeta greco del I secolo a.C., Partenio, i Celti erano discendenti di Eracle.

Mentre Eracle tornava in Grecia coi buoi di Gerione, Celtine, figlia di Bretanno, vide e s’innamorò dell’eroe. Un giorno nascose i buoi e non avrebbe detto a Eracle dove fossero finché non avesse fatto l’amore con lei. Eracle dormì con lei, e Celtine divenne madre di Celto, antenato dei Celti.

Diodoro Siculo registrò pure lo stesso mito sull’origine dei Celti, salvo che Diodoro non diede un nome alla fanciulla con cui Eracle dormì. L’unica descrizione data era che proveniva da Alesia, e il figlio si chiamava Galate o Gaulo. Autori greci e romani scambiavano spesso i Celti con Galli e Galati.

Informazioni correlate

Fonti

La Biblioteca fu scritta da Apollodoro.

La Teogonia fu scritta da Esiodo.

La Descrizione della Grecia fu scritta da Pausania.

L’Istmica I fu scritta da Pindaro.

La Biblioteca storica fu scritta da Diodoro Siculo.

Le Metamorfosi furono scritte da Ovidio.

L’Eneide fu scritta da Virgilio.

Articoli correlati

Elio, Bute, Euristeo, Zeus.

Gerione, Ortro, Caco.

Fatti e figure: Astronomia, vedi la costellazione di Ercole.

Creato: 9 aprile 1999

Modificato: 4 agosto 2024