Lisistrata

Classical

(Commedia, greca, 411 a.C., 1.320 versi)

Introduzione — Lisistrata è una tragedia o una commedia?

La Lisistrata è una commedia anti-guerra spinta e scollacciata del drammaturgo greco antico Aristofane, messa in scena per la prima volta nel 411 a.C. È il racconto comico della straordinaria missione di una donna per porre fine alla guerra del Peloponneso: Lisistrata convince le donne di Grecia a negare i privilegi sessuali ai mariti come mezzo per costringere gli uomini a negoziare la pace. Alcuni la considerano la sua opera maggiore, ed è probabilmente la più antologizzata.

Lisistrata, personaggio della commedia di Aristofane

Lisistrata, personaggio della commedia di Aristofane

Sinossi — riassunto di Lisistrata

Dramatis personae – personaggi

PersonaggioDescrizione
LisistrataDonna ateniese, capo dello sciopero del sesso
CaloniceDonna ateniese
MirrineDonna ateniese
LampitoDonna spartana
MagistratoFunzionario ateniese
CinesiaMarito di Mirrine
Araldo spartanoMessaggero da Sparta
Coro di vecchiAnziani ateniesi
Coro di vecchieDonne ateniesi anziane

Lisistrata, una forte donna ateniese con un grande senso di responsabilità individuale, rivela il piano di prendere le cose in mano e porre fine all’interminabile guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta.

Ha convocato un incontro di donne di varie città greche e, con l’appoggio della spartana Lampito, spiega alle altre il piano: negare i privilegi sessuali ai loro uomini come mezzo per costringerli a porre fine alla guerra.

Le donne sono dubbiose e riluttanti all’inizio, ma l’accordo è siglato con un lungo e solenne giuramento intorno a una coppa di vino, e le donne accettano di rinunciare a tutti i piaceri sessuali, comprese varie posizioni esplicitamente menzionate. Nello stesso tempo un’altra parte del piano di Lisistrata (una misura precauzionale) si compie: le vecchie di Atene si impadroniscono dell’Acropoli vicina, che custodisce il tesoro dello stato, senza il quale gli uomini non possono a lungo continuare a finanziare la guerra. La parola della rivolta si diffonde e le altre donne si ritirano dietro le porte sbarrate dell’Acropoli ad attendere la risposta degli uomini.

Lisistrata, donna della commedia di Aristofane

Lisistrata, donna della commedia di Aristofane

Arriva un Coro di vecchi maldestre, intenzionati a bruciare la porta dell’Acropoli se le donne non aprono. Tuttavia, prima che gli uomini possano prepararsi, un secondo Coro di vecchie arriva con brocche d’acqua. Segue una discussione e si scambiano minacce, ma le vecchie difendono con successo le più giovani e i vecchi ricevono una bella doccia.

Un magistrato riflette sulla natura isterica delle donne e sulla loro devozione al vino, al sesso promiscuo e ai culti esotici, ma soprattutto incolpa gli uomini della scarsa sorveglianza delle donne. Ha bisogno dell’argento del tesoro per lo sforzo bellico, e lui e i suoi agenti tentano di entrare nell’Acropoli, ma sono rapidamente sopraffatti da gruppi di donne indisciplinate con nomi lunghi e strani.

Lisistrata ristabilisce un po’ d’ordine dopo la rissa e permette al magistrato di interrogarla sul piano e sulla guerra. Gli spiega le frustrazioni che le donne provano in tempo di guerra, quando gli uomini prendono decisioni stupide che colpiscono tutti e le opinioni delle mogli non sono ascoltate. Esprime pietà per le giovani senza figli, lasciate a invecchiare a casa negli anni migliori della vita, mentre gli uomini sono via in campagne militari infinite, e costruisce un’elaborata analogia in cui mostra che Atene dovrebbe essere strutturata come una donna filerebbe la lana. Per illustrare i punti, Lisistrata e le donne vestono il magistrato, prima da donna e poi da cadavere. Alla fine egli se ne va infuriato a riferire l’incidente ai colleghi, e Lisistrata torna all’Acropoli.

Il dibattito prosegue tra il Coro dei vecchi e il Coro delle vecchie, finché Lisistrata torna con la notizia che alcune donne sono già disperate di sesso e cominciano a disertare la causa con i pretesti più sciocchi (come arieggiare le coperte e fare altre faccende) e una è persino colta mentre tenta di scappare in un bordello. Riesce però a radunare le compagne e a ripristinare la disciplina, e torna ancora all’Acropoli ad attendere la resa degli uomini. Intanto Cinesia, giovane marito di Mirrine, appare disperato di sesso. Mentre Lisistrata sovrintende, Mirrine gli ricorda i termini e lo tormenta ulteriormente preparando un letto invitante, oli ecc., prima di deludere il giovane richiudendosi nell’Acropoli.

Il Coro delle vecchie fa avances ai vecchi, e presto i due Cori si fondono, cantando e danzando all’unisono. Iniziano i colloqui di pace e Lisistrata presenta i delegati spartani e ateniesi a una splendida giovane nuda chiamata Riconciliazione o Pace, da cui i delegati non riescono a staccare gli occhi. Lisistrata rimprovera entrambe le parti per errori di giudizio passati e, dopo qualche litigio sui termini di pace (e con la figura nuda della Riconciliazione davanti e il peso della privazione sessuale ancora pesante), superano rapidamente le divergenze e si ritirano all’Acropoli per celebrazioni, canti e danze.

Analisi di Lisistrata

La Lisistrata fu messa in scena per la prima volta nel 411 a.C., solo due anni dopo la catastrofica sconfitta di Atene nella spedizione siciliana, punto di svolta della lunga guerra del Peloponneso contro Sparta, e dopo 21 anni di guerra sembrava esserci altrettanto poca prospettiva di pace di sempre. La rivoluzione oligarchica ad Atene, brevemente riuscita lo stesso anno, fu più un fallout politico del disastro siciliano. Il nome Lisistrata si può tradurre come «scioglitrice di guerra» o «scioglitrice d’eserciti».

Scena di Lisistrata, commedia di donne di Aristofane

Scena di Lisistrata, commedia di donne di Aristofane

Gli adattamenti moderni della commedia sono spesso femministe e/o pacifiste nel loro intento, ma la commedia originale non era né particolarmente femminista né incondizionatamente pacifista. Anche mentre sembra dimostrare empatia per la condizione femminile, Aristofane tendeva ancora a rafforzare gli stereotipi sessuali delle donne come creature irrazionali da proteggere da se stesse e dagli altri. Di certo sembra chiaro che Aristofane non propugnasse un reale potere politico per le donne.

Va ricordato che era un’epoca in cui le donne non avevano il voto e gli uomini avevano ampie opportunità di sfamare l’appetito sessuale altrove. In effetti, l’idea stessa che una donna potesse avere abbastanza influenza da porre fine a una guerra sarebbe stata considerata piuttosto ridicola per il pubblico greco. Interessante: nello stabilire le regole del ban sessuale Lisistrata fa anche concessione ai casi in cui la donna è costretta a cedere, nel qual caso deve farlo di malavoglia e in modo da offrire al partner la minima gratificazione, restando passiva e non prendendo parte al gioco amoroso più di quanto assolutamente obbligata.

Un giro di vite aggiunto alla battaglia di genere nasce dal fatto che, sebbene i ruoli di genere fossero invertiti (con le donne che agiscono in qualche misura come uomini prendendo l’iniziativa politica, e gli uomini che si comportano più come donne), nel teatro greco TUTTI gli attori erano in realtà maschi. I personaggi maschili nella commedia indossavano probabilmente grandi falli di cuoio eretti.

Lisistrata stessa, però, è chiaramente una donna eccezionale e, anche quando le altre donne vacillano nella risoluzione, resta forte e impegnata. Di solito è del tutto separata dalle altre: non mostra ella stessa alcun desiderio sessuale, non ha amanti o marito evidenti e non flirta di proposito con gli uomini; è più intelligente, spiritosa e in generale adotta un tono più serio delle altre, e usa un linguaggio diverso. Per queste ragioni sia il magistrato sia i delegati sembrano darle più rispetto e, alla fine della commedia, ha dimostrato il suo potere sugli uomini, con perfino i rispettati capi di Grecia sottomessi ai suoi argomenti.

Vi sono molti paralleli tra la Lisistrata e i Cavalieri (dove il protagonista è pure un improbabile salvatore di Atene), nonché con due altre commedie di Aristofane sul tema della pace, gli Acarnesi e la Pace (in particolare l’uso di figure allegoriche piene di allusioni sessuali, come la figura della Riconciliazione o Pace). Le Tesmoforiazuse, un’altra commedia di Aristofane incentrata su questioni di genere, fu presentata lo stesso anno della Lisistrata.

Come tutte le commedie di Aristofane (e della Commedia antica in generale), l’umorismo è altamente topico e il drammaturgo si aspettava che il pubblico conoscesse una miriade di personalità, luoghi e questioni locali: una difficoltà per qualsiasi produttore che tenti di mettere in scena la Lisistrata per pubblici moderni. Oltre all’umorismo slapstick e ai doppi sensi rauchi e scabrosi, gran parte dell’umorismo della commedia deriva dalla conoscenza del pubblico di figure specifiche della vita pubblica e della storia recente di Atene.

La Lisistrata appartiene al periodo intermedio della carriera di Aristofane, quando cominciava a discostarsi significativamente dalle convenzioni della Commedia antica. Per esempio incorpora un doppio Coro (che inizia la commedia diviso contro se stesso — vecchi contro vecchie — ma poi si unisce per esemplificare il tema maggiore, la riconciliazione), non c’è una parabasi convenzionale (dove il Coro si rivolge direttamente al pubblico) e ha un agone o dibattito insolito (in quanto la protagonista Lisistrata fa quasi tutto il parlare, sia domande sia risposte, mentre l’antagonista — il magistrato — si limita a fare la strana domanda o a esprimere indignazione). Il personaggio di Lisistrata stessa agisce molto come la mente dell’azione, e quasi a tratti come un regista in scena.

Risorse

Creato: 25 ottobre 2024

Modificato: 23 dicembre 2024