Le Nuvole

Classical

(Commedia, greca, 423 a.C., 1.509 versi)

Introduzione

Le Nuvole (gr. Nephelai) è una commedia del drammaturgo greco antico Aristofane, prodotta originariamente alle Dionisie cittadine di Atene del 423 a.C. È forse la prima «commedia di idee» superstite del mondo e prende di mira le mode intellettuali dell’Atene classica. Nella commedia Strepsiade, un anziano ateniese immerso nei debiti, iscrive il figlio Fidippide alla scuola di filosofia di Socrate perché impari le abilità retoriche necessarie a sconfiggere i creditori in tribunale; ma ciò che impara davvero è un cinico disprezzo per i costumi sociali e il disprezzo per l’autorità, tanto che Strepsiade finisce per bruciare la scuola per disgusto.

Socrate che insegna a un banchetto, scena dalle Nuvole

Socrate che insegna a un banchetto, scena che raffigura le discussioni filosofiche satirizzate nelle Nuvole

FattoInformazione
AutoreAristofane
Data di produzione423 a.C.
GenereCommedia antica
AmbientazioneAtene, Grecia antica
Temi chiaveEducazione, filosofia, conflitto generazionale, retorica, sofistica

Sinossi — riassunto delle Nuvole

Dramatis personae – personaggi

  • STREPSIADE
  • FIDIPPIDE, figlio di Strepsiade
  • SERVO DI STREPSIADE
  • DISCEPOLI DI SOCRATE
  • SOCRATE
  • DISCORSO GIUSTO
  • DISCORSO INGIUSTO
  • PASIA, un usuraio
  • AMINIA, un altro usuraio
  • CORO DELLE NUVOLE

Riassunto della trama

La commedia inizia con Strepsiade seduto a letto, troppo preoccupato per dormire perché deve affrontare un’azione legale per mancato pagamento dei debiti. Si lamenta che il figlio Fidippide, addormentato beatamente nel letto accanto, è stato incoraggiato dalla moglie aristocratica a indulgere a un costoso gusto per i cavalli e la casa vive oltre i propri mezzi.

Strepsiade sveglia il figlio per spiegargli il piano per uscire dai debiti. Dapprima Fidippide lo asseconda, ma presto cambia idea quando apprende di doversi iscrivere al Phrontisterion (traducibile come «La Penserìa» o «Bottega del pensiero»), una scuola di filosofia per nerd e pezzenti intellettuali a cui nessun giovane atletico e rispettoso di sé come Fidippide vuole legarsi. L’idea di Strepsiade è che il figlio impari a far sembrare buono un cattivo argomento e così battere i creditori offesi in tribunale. Fidippide non si lascia convincere e Strepsiade decide alla fine di iscriversi lui stesso, nonostante l’età avanzata.

Socrate sospeso in un cesto dalle Nuvole

La famosa scena delle Nuvole con Socrate sospeso in un cesto, «che cammina sull’aria» mentre osserva i cieli

Alla Penserìa Strepsiade sente parlare di alcune scoperte recenti di Socrate, capo della scuola: una nuova unità di misura per la distanza del salto di una pulce, la causa esatta del ronzio di un moscerino e un nuovo uso di un grande compasso (per rubare mantelli dai ganci oltre il muro della palestra). Impressionato, Strepsiade prega di essere presentato all’uomo dietro queste scoperte, e Socrate appare in alto in un cesto che usa per osservare il Sole e altri fenomeni meteorologici. Il filosofo scende e introduce il nuovo anziano allievo nella scuola in una cerimonia che include una sfilata delle maestose Nuvole cantanti, dee patronali di pensatori e altri fannulloni (che diventano il Coro della commedia).

Le Nuvole dichiarano che questa è la commedia più intelligente dell’autore e quella che gli è costata il maggior sforzo, lodandolo per l’originalità e per il coraggio passato nel prendere di mira politici influenti come Cleone. Promettono favori divini se il pubblico punirà Cleone per la corruzione, e rimproverano gli Ateniesi di pasticciare col calendario mettendolo fuori passo con la luna.

Socrate torna in scena protestando per quanto inetto sia il nuovo anziano allievo. Tenta un’ulteriore lezione, ordinando a Strepsiade di sdraiarsi sotto una coperta perché i pensieri sorgano naturalmente nella mente. Quando Strepsiade è colto a masturbarsi sotto la coperta, Socrate alla fine rinuncia e rifiuta di avere più a che fare con lui.

Strepsiade ricorre a intimidazioni e minacce per iscrivere il figlio Fidippide alla Penserìa. Due associati di Socrate, il Giusto e l’Ingiusto, discutono su chi possa offrire a Fidippide la migliore educazione: il Giusto offre una preparazione a una vita seria di disciplina e rigore, l’Ingiusto una base per una vita di agio e piacere, tipica di chi sa cavarsela a parole e di chi occupa posizioni eminenti ad Atene. Il Giusto è sconfitto; l’Ingiusto conduce Fidippide nella Penserìa per l’educazione che gli cambierà la vita, e Strepsiade torna a casa felice.

Le Nuvole si fanno avanti per rivolgersi al pubblico una seconda volta, esigendo il primo posto nel concorso del festival, in cambio del quale promettono buone piogge e minacciano di distruggere raccolti, sfondare tetti e rovinare matrimoni se non otterranno il premio.

Scena caricata dalle Nuvole di Aristofane

Scena illustrata caricaturale che raffigura la natura satirica delle Nuvole

Quando Strepsiade torna a prendere il figlio dalla scuola, gli viene presentato un nuovo Fidippide, sconcertantemente trasformato nel nerd pallido e pezzente intellettuale che un tempo temeva di diventare, ma a quanto pare ben preparato a cavarsi d’impaccio finanziario a parole. Arrivano i primi due creditori offesi con citazioni in giudizio, e lo fiducioso Strepsiade li liquida con disprezzo e rientra a continuare le celebrazioni.

Presto però riappare, lamentando le botte che il «nuovo» figlio gli ha appena inflitto. Fidippide esce e dibatte con freddezza insolente il diritto di un figlio a picchiare il padre, finendo per minacciare di picchiare anche la madre. A questo Strepsiade monta in furore contro la Penserìa, incolpando Socrate dei suoi ultimi guai, e guida gli schiavi in un assalto frenetico alla scuola disdicevole. Gli allievi allarmati sono inseguiti fuori scena e il Coro, senza nulla da celebrare, se ne va in silenzio.

Analisi

Sebbene prodotta originariamente al concorso drammatico delle Dionisie cittadine di Atene nel 423 a.C., la commedia fu rivista tra il 420 e il 417 a.C. dopo la scarsa accoglienza iniziale (arrivò ultima delle tre in gara quell’anno). È insolitamente seria per una Commedia antica e forse fu questa la ragione del fallimento alla prima. Non sopravvive alcuna copia della produzione originale, e è probabile che la versione superstite sia leggermente incompleta.

Nonostante la scarsa accoglienza, resta una delle commedie elleniche più celebrate e perfettamente finite, con alcuni dei più fini esemplari di poesia lirica che ci siano pervenuti.

La produzione originale delle Nuvole nel 423 a.C. cadde in un momento in cui Atene attendeva una tregua e potenzialmente un periodo di pace nella guerra del Peloponneso con Sparta. Aristofane non vide dunque la necessità di rinnovare gli attacchi iniziati nelle commedie precedenti (in particolare i Cavalieri) contro Cleone, capo populista della fazione pro-guerra, e volse l’attenzione a questioni più ampie: lo stato corrotto dell’educazione ad Atene, il ricorrente tema del Vecchio contro il Nuovo e la cosiddetta «battaglia delle idee» derivante dalle idee razionaliste e scientifiche di pensatori come Talete, Anassagora, Democrito e Ippocrate, e la crescente convinzione che la società civile non fosse un dono degli dèi ma si fosse sviluppata gradualmente dall’esistenza animale dell’uomo primitivo.

Socrate (raffigurato come piccolo ladro, truffatore e sofista) era uno dei filosofi più distinti del tempo di Aristofane e aveva apparentemente un volto poco favorito che si prestava facilmente alla caricatura dei fabbricanti di maschere; le Nuvole non furono l’unica commedia dell’epoca a prenderlo di mira. La commedia guadagnò una certa notorietà nell’antichità per la caricatura acida del filosofo, e fu menzionata specificamente nell’Apologia di Platone come fattore che contribuì al processo e all’eventuale esecuzione del vecchio filosofo (anche se in realtà il processo di Socrate avvenne molti anni dopo la messa in scena).

Come di consueto nelle commedie della tradizione antica, le Nuvole sono costellate di battute topiche che solo un pubblico locale poteva capire, e si menzionano un’enorme quantità di personalità e luoghi locali. A un certo punto il Coro dichiara che l’autore scelse Atene per la prima messa in scena (implicando che avrebbe potuto produrla altrove), ma questa è a sua volta una battuta: la commedia è specificamente tagliata sul pubblico ateniese.

Una delle principali forme di arguzia aristofanea in generale è prendere una metafora in senso letterale; esempi in questa commedia includono l’introduzione di Socrate che fluttua in un cesto nel cielo (così camminando sull’aria come un sognatore ozioso) e le Nuvole stesse (che rappresentano pensieri metafisici che non poggiano sul terreno dell’esperienza ma aleggiano senza forma e sostanza definite nella regione delle possibilità).

Risorse

Creato: 25 ottobre 2024

Modificato: 23 dicembre 2024