Le Trachinie

Classical

(Tragedia, greca, c. 440 a.C., 1.278 versi)

Introduzione

«Le Trachinie» (gr. «Trachiniai», note anche come «Le donne di Trachis», «Le donne trachinie» o «Le fanciulle di Trachis») è una tragedia del drammaturgo greco antico Sofocle. Fu probabilmente scritta e rappresentata nel periodo iniziale di Sofocle, tra circa il 440 e il 430 a.C. In modo insolito, il titolo si riferisce al Coro (osservatori e commentatori dell’azione) piuttosto che ai protagonisti principali, l’eroe greco Eracle e la moglie gelosa Deianira, che involontariamente provoca la morte di Eracle con una veste avvelenata.

Dipinto di Deianira

Deianira

Sinossi

Il dramma si apre con Deianira, moglie di Eracle, che racconta alla nutrice la storia della sua giovinezza e descrive la difficoltà di adattarsi alla vita coniugale. Si lamenta che l’eroe Eracle sia sempre via in qualche avventura e trascuri vergognosamente la famiglia, visitandola di rado.

Il Coro del pezzo, un gruppo di giovani donne della città di Trachis (le «donne trachinie» del titolo), parla direttamente al pubblico e aiuta a spiegare il contesto dell’intreccio (secondo le convenzioni della tragedia greca antica), ma si coinvolge pure emotivamente nell’azione e tenta spesso di consigliare Deianira.

Su consiglio della nutrice e del Coro, Deianira manda il figlio Illo a cercare Eracle, soprattutto perché è preoccupata per una profezia che ha udito su Eracle e l’isola di Eubea dove si dice che si trovi. Poco dopo la partenza di Illo, però, un messaggero arriva con la notizia che l’Eracle vittorioso è già in cammino verso casa.

Un araldo arriva portando schiave catturate nell’assedio recente di Ecalia da parte di Eracle, tra loro Iole, la bella figlia del re Eurito. L’araldo dà a Deianira una storia falsa sul perché Eracle abbia assediato la città, sostenendo che avesse giurato vendetta contro Eurito e il suo popolo dopo esserne stato reso schiavo. Deianira scopre presto, però, che in realtà Eracle assediò la città proprio per ottenere la ragazza Iole come concubina.

Dipinto di Iole ed Eracle

Iole ed Eracle

Angosciata al pensiero che il marito cada per questa donna più giovane, decide di usare su di lui un filtro d’amore e prepara una veste imbevuta del sangue del centauro Nesso, che un tempo, morendo, le aveva detto che il suo sangue avrebbe impedito a Eracle di amare qualsiasi altra donna più di lei. Invia l’araldo Lica da Eracle con la veste, con istruzioni rigorose che nessun altro la indossi e che sia tenuta al buio finché lui non se la metta, come Nesso aveva spiegato.

Inizia però a nutrire cattivi presentimenti sul filtro e poi nota che, quando un pezzo di materiale avanzato della veste è esposto al sole, reagisce come acido bollente, rivelando che Nesso l’aveva in realtà ingannata sul sangue come filtro d’amore, intendendo solo vendicarsi di Eracle.

Illo arriva presto a informarla che il padre Eracle giace moribondo tra atroci dolori a causa del suo dono, e nella rabbia e nel dolore ha ucciso Lica, il latore del dono. Umiliata dalle dure parole del figlio, Deianira si uccide. Solo allora Illo scopre che non era davvero sua intenzione uccidere Eracle, e apprende l’intera storia pietosa.

L’Eracle morente è portato a casa in orribile dolore, furioso per ciò che crede un tentativo di omicidio da parte della moglie. Ma quando Illo spiega la verità, Eracle si rende conto che le profezie sulla sua morte si sono avverate: doveva essere ucciso da qualcuno già morto (ossia Nesso il centauro).

Mentre il dramma si chiude, un Eracle in parte castigato chiede di essere liberato dalla sofferenza, invitando l’anima a incontrare il destino con gioia. Esprime l’ultimo desiderio che Illo sposi Iole, cosa che Illo (protestando) promette di fare. Alla fine del pezzo Eracle è portato fuori per essere bruciato vivo e porre fine alle sue sofferenze.

Analisi

Più di gran parte dei contemporanei, Sofocle seppe indagare con sensibilità e profondità il mondo delle donne e il modo in cui i loro destini sono strettamente e complessiamente legati al destino di un eroe. I primi due terzi del pezzo si concentrano sulla sofferenza della moglie di Eracle, Deianira, e non sull’eroe epico e potente figlio di Zeus, qui ritratto in modo sorprendentemente poco simpatico (come Sofocle aveva già ritrattato in luce negativa l’eroe noto Aiace).

Deianira ed Eracle

Deianira ed Eracle

Il pezzo può aver lasciato perplessi i critici contemporanei (che si sarebbero aspettati da una tragedia greca un solo eroe tragico) mettendo Deianira nel ruolo di protagonista principale solo per ucciderla a pezzo ancora in gran parte da svolgere, anche se abbiamo poco o nessun commento critico contemporaneo su cui giudicare la prima ricezione. Il passaggio dal quieto stoicismo di Deianira ai deliri di Eracle è certo scomodo, e si può sostenere che la tragedia di Deianira sottragga qualcosa a quella di Eracle (e viceversa).

Alcuni critici hanno biasimato il pezzo come debole e privo di passione, e di certo la Deianira di Sofocle è molto diversa dalla Deianira furiosa e assetata di sangue di Ovidio e Seneca, sebbene altri abbiano trovato la sua tenerezza e il pathos gentile tali da farne il più delizioso di tutti i pezzi di Sofocle. Ci sono certe coincidenze di espressione con l’«Eracle» e le «Supplici» del quasi contemporaneo Euripide, e non è del tutto chiaro se Sofocle attingesse da Euripide (l’assunzione generale) o viceversa.

Un tema maggiore del pezzo è la lealtà e la responsabilità verso la famiglia. Ciascuno dei personaggi principali si misura con doveri e obbedienza, sebbene nessuno li svolga alla perfezione, e la mancanza di rispetto di Eracle per la moglie è un punto di tensione prominente. La condizione delle donne è descritta con una certa sensibilità (almeno per l’epoca) e il potere distruttivo dell’amore è un altro tema familiare al pubblico greco.

Come tutte le tragedie dell’età d’oro del dramma greco, Sofocle usa versi poetici con sillabe strettamente misurate e raggiunge un senso di bellezza musicale e ritmica con la poesia nelle «Trachinie».

Risorse

Creato: 1 gennaio 2025

Modificato: 28 novembre 2024