Filottete
(Tragedia, greca, 409 a.C., 1.471 versi)
Introduzione
Filottete (gr. Philoktetes) è una tragedia del drammaturgo greco antico Sofocle, rappresentata per la prima volta alle Grandi Dionisie di Atene nel 409 a.C., dove vinse il primo premio. La storia si colloca verso la fine della guerra di Troia, dopo gli eventi narrati nell’«Iliade» di Omero, e descrive il tentativo di Neottolemo e Ulisse di persuadere o ingannare il disabile Filottete affinché li accompagni a Troia, per adempiere una profezia e infine chiudere la guerra decennale.
Sinossi
Dramatis personae
- ULISSE, re di Itaca
- NEOTTOLEMO, figlio di Achille
- FILOTTETE, figlio di Peante e compagno di Eracle
- UNA SPIA
- ERACLE
- CORO, composto dai compagni di Ulisse e Neottolemo
Lo sfondo presupposto della storia risale a quando Eracle era vicino alla morte (come narrato in un altro pezzo di Sofocle, «Le Trachinie»), e desiderava essere bruciato vivo per abbreviare l’agonia. Nessuno tranne il giovane Filottete era disposto ad accendere il rogo, e in cambio di questo favore Eracle diede a Filottete il suo arco magico le cui frecce uccidono infallibilmente.
Più tardi, quando Filottete (ormai grande guerriero e arciere) partì con gli altri greci per partecipare alla guerra di Troia, fu morso al piede da un serpente (forse a causa di una maledizione per aver rivelato il luogo del corpo di Eracle). Il morso si infettò, lasciandolo in agonia costante e emanando un odore nauseabondo. Il fetore e le grida continue di dolore di Filottete indussero i greci (soprattutto per iniziativa di Ulisse) ad abbandonarlo sull’isola deserta di Lemno, mentre proseguivano verso Troia.
Dopo dieci anni di guerra i greci sembravano incapaci di finire Troia. Ma, catturando il figlio del re Priamo, Eleno (gemello della profetessa Cassandra, e egli stesso veggente e profeta), scoprirono che non avrebbero mai vinto la guerra senza Filottete e l’arco di Eracle. Così Ulisse (contro voglia), accompagnato da Neottolemo, giovane figlio di Achille, è costretto a salpare di nuovo per Lemno a recuperare l’arco e ad affrontare il Filottete amaro e contorto.
All’inizio del pezzo Ulisse spiega a Neottolemo che devono compiere un’azione vergognosa per ottenere gloria futura, cioè ingannare Filottete con una storia falsa mentre l’odiato Ulisse si nasconde. Contro il proprio miglior giudizio, l’onorevole Neottolemo accetta il piano.
Filottete è pieno di gioia nel rivedere greci dopo tutti gli anni di isolamento ed esilio e, mentre Neottolemo procede a indurlo a credere di odiare pure Ulisse, tra i due uomini si costruisce presto amicizia e fiducia.
Filottete soffre poi una serie di attacchi insopportabili di dolore al piede e chiede a Neottolemo di tenere l’arco, prima di cadere in un sonno profondo. Neottolemo è lacerato tra prendere l’arco (come consiglia il Coro dei marinai) e restituirlo al pietoso Filottete. Alla fine la coscienza di Neottolemo prevale e, consapevole pure che l’arco è inutile senza Filottete stesso, restituisce l’arco e rivela a Filottete la vera missione. Ulisse si rivela allora e cerca di persuadere Filottete ma, dopo un’aspra lite, è infine costretto a fuggire prima che il Filottete infuriato lo uccida.
Neottolemo tenta, senza successo, di convincere Filottete a venire a Troia di sua spontanea volontà, argomentando che devono confidare negli dèi, che hanno destinato (secondo la profezia di Eleno) che lui e Filottete divengano compagni d’armi e siano strumentali alla presa di Troia. Ma Filottete non è convinto, e Neottolemo alla fine cede e accetta di riportarlo a casa in Grecia, rischiando così l’ira dell’esercito greco.
Mentre stanno partendo, però, Eracle (che ha un legame speciale con Filottete e che ora è un dio) appare e comanda a Filottete di andare a Troia. Eracle conferma la profezia di Eleno e promette che Filottete sarà guarito e guadagnerà molto onore e fama in battaglia (sebbene non sia coperto nel pezzo, Filottete è in effetti uno di quelli scelti per nascondersi nel Cavallo di Troia e si distinse durante il sacco della città, inclusa l’uccisione di Paride stesso). Eracle conclude avvertendo tutti di rispettare gli dèi o affrontare le conseguenze.
Analisi
La leggenda della ferita di Filottete e del suo esilio forzato sull’isola di Lemno, e del suo eventuale richiamo da parte dei greci, è menzionata brevemente nell’«Iliade» di Omero. Il richiamo è descritto con più dettaglio nell’epica perduta «La piccola Iliade» (in quella versione fu riportato da Ulisse e Diomede, non da Neottolemo). Nonostante la posizione un po’ periferica ai margini della storia principale della guerra di Troia, era chiaramente un racconto popolare, e sia Eschilo sia Euripide avevano già scritto pezzi sul soggetto prima di Sofocle (sebbene nessuno dei loro pezzi sia giunto a noi).
Nelle mani di Sofocle non è un pezzo di azione e fare ma di emozioni e sentire, uno studio della sofferenza. Il senso di abbandono di Filottete e la sua ricerca di senso nella sofferenza parlano ancora a noi oggi, e il pezzo pone domande dure sul rapporto medico/paziente, sulla soggettività del dolore e sulla difficoltà di gestirlo, sulle sfide a lungo termine della cura dei malati cronici e sui confini etici della pratica medica. È interessante che i due pezzi della vecchiaia di Sofocle, Filottete e «Edipo a Colono», trattino entrambi gli eroi anziani e decrepiti con grande rispetto e quasi riverenza, suggerendo che il drammaturgo comprendesse la sofferenza, sia da prospettive mediche sia psicosociali.
Centrale al pezzo è pure l’opposizione tra l’uomo d’azione onesto e onorevole (Neottolemo) e l’uomo di parole cinico e senza scrupoli (Ulisse), e l’intera natura della persuasione e dell’inganno. Sofocle sembra suggerire che l’inganno sia ingiustificabile nel discorso democratico per quanto alte siano le poste, e che un terreno comune fuori dalla politica debba essere trovato se i conflitti devono risolversi.
L’apparizione soprannaturale di Eracle verso la fine del pezzo, per ottenere una risoluzione del problema apparentemente insolubile, è molto nella tradizione greca antica del «deus ex machina».
Risorse
- Traduzione inglese di Thomas Francklin (Internet Classics Archive): https://classics.mit.edu/Sophocles/philoct.html
- Versione greca con traduzione parola per parola (Perseus Project): Perseus Digital Library









