Aiace

Classical

(Tragedia, greca, c. 444 a.C., 1.421 versi)

Introduzione

«Aiace» (gr. «Aias») è una tragedia del drammaturgo greco antico Sofocle. Sebbene la data esatta della prima esecuzione sia sconosciuta, la maggior parte degli studiosi la data a relativamente presto nella carriera di Sofocle (possibilmente la più antica pièce sofoclea ancora esistente), da qualche parte tra il 450 a.C. e il 430 a.C., forse intorno al 444 a.C. Il soggetto è preso da un poema epico perduto, alluso nell’«Odissea» di Omero, e cronaca il destino del guerriero greco Aiace Maggiore dopo gli eventi dell’«Iliade» e della guerra di Troia.

Suicidio di Aiace

Suicidio di Aiace

Sinossi — riassunto di Aiace

Prima dell’inizio della pièce, c’è stata una lotta tra Odisseo e Aiace su chi dovesse ricevere l’armatura del guerriero-eroe greco Achille dopo la sua morte. L’armatura invulnerabile era stata fatta per Achille dal dio Efesto, e il ricevente avrebbe così ricevuto riconoscimento come il più grande dopo Achille. I Greci fecero votare i prigionieri troiani su quale dei due guerrieri avesse fatto più danni nella guerra di Troia, e l’armatura fu alla fine assegnata a Odisseo (sebbene non senza l’aiuto della sua protettrice, la dea Atena). L’infuriato Aiace giurò di uccidere i capi greci Menelao e Agamennone che lo avevano disonorato in questo modo ma, prima che potesse attuare la vendetta, la dea Atena lo trasse in inganno.

All’inizio della pièce, Atena sta spiegando a Odisseo come ha tratto in inganno Aiace a credere che le pecore e i buoi presi dagli Achei (Greci) come spoglie di guerra siano in realtà i capi greci. Li macella e mutila alcuni di loro, e porta gli altri a casa a torturare, incluso un ariete che crede essere il principale rivale, Odisseo.

Aiace e Cassandra

Aiace e Cassandra

Quando finalmente torna in sé, Aiace è scioccato e vergognoso delle sue azioni e si compiange per il disonore. Il Coro di marinai sottolinea quanto in basso questo grande guerriero sia stato portato dal destino e dalle azioni degli dèi.

La moglie di Aiace, Tecmessa, dopo aver spiegato al Coro come Aiace sia pieno di rimorso nello scoprire cosa ha fatto, esprime il timore che possa fare qualcosa di ancora più terribile, e lo prega di non lasciarla e il figlio indifesi. Finge di essere commosso dal suo discorso, e dice di uscire a purificarsi e a seppellire la spada donatagli da Ettore.

Dopo che se n’è andato, un messaggero arriva in ritardo a dire che il veggente Calcante ha avvertito che se Aiace lascia la casa quel giorno, morirà. La moglie e i soldati tentano di rintracciarlo, ma sono troppo tardi: Aiace aveva davvero seppellito la spada ma lasciato la lama sporgente dal terreno, e si era gettato su di essa per porre fine alla vita e alla vergogna. Nelle sue agonie di morte, Aiace chiama vendetta contro i figli di Atreo (Menelao e Agamennone) e l’intero esercito greco.

Sorge allora una disputa su cosa fare del corpo di Aiace. Il fratellastro di Aiace, Teucro, insiste a seppellirlo nonostante le richieste di Menelao e Agamennone che il cadavere del guerriero disonorato sia lasciato insepolto. Odisseo, sebbene non in precedenza un grande amico di Aiace, interviene e li persuade a permettere ad Aiace un funerale adeguato, sottolineando che perfino i nemici meritano rispetto nella morte, se erano nobili. La pièce si conclude con Teucro che fa disposizioni per una sepoltura rispettosa per il fratellastro, sebbene Odisseo stesso non debba assistere.

Analisi

Aiace di Sofocle è ritratto come un grande eroe, ma è rigidamente definito come l’eroe all’antica, orgoglioso e intransigente e incapace di riconoscere le proprie debolezze e limitazioni. Omero, che fu probabilmente la fonte di Sofocle per la pièce, pure ritrasse Aiace come ostinato fino al punto di stupidità nell’«Iliade». È l’hybris di Aiace nel rifiutare l’aiuto della dea Atena in primo luogo che prepara il palcoscenico per questa tragedia. Nonostante la violenza intransigente e il trattamento piuttosto detestabile delle donne (specialmente in contrasto con l’Odisseo più generoso e ragionevole), Aiace ha grande statura e nobiltà e domina la pièce anche se è effettivamente sul palco solo per un tempo limitato.

Cassandra e Aiace

Cassandra e Aiace

La pièce esplora temi di rabbia e odio, onore (nella tradizione omerica, l’onore dipende interamente da ciò che gli altri nella comunità guerriera pensano di te), e pure la misura in cui gli individui hanno una scelta genuina o sono meri pedine del destino.

Durante il suo periodo precoce, si afferma che Sofocle abbia ammesso di star deliberatamente cercando di scrivere come Eschilo. Ciononostante, ha ancora l’audacia di portare una divinità olimpica (Atena) sul palco, e pure di mostrare la morte effettiva di Aiace sul palco (altrove nella tragedia antica, le uccisioni avvengono sempre fuori scena), violazioni quasi senza paralleli della pratica drammaturgica attesa del periodo.

Risorse

Creato: 1 gennaio 2025

Modificato: 19 novembre 2024