Elettra
(Tragedia, greca, circa 410 a.C., 1.510 versi)
Introduzione
Elettra (gr. Elektra) è una tragedia del drammaturgo greco antico Sofocle, che data probabilmente a tardi nella carriera, intorno al 410 a.C. o dopo. Si basa sulla storia di Elettra e del fratello Oreste, e della vendetta che prendono sulla madre Clitennestra e sul patrigno Egisto per l’assassinio del padre Agamennone all’indomani della guerra di Troia. È considerata una delle drammaturgie di maggior successo di Sofocle.
Sinossi
Dramatis personae
- ORESTE, figlio di Agamennone e Clitennestra
- ELETTRA, sorella di Oreste
- CRISOTEMI, sorella di Oreste
- UN VECCHIO, già Pedagogo o Attendente di Oreste
- CLITENNESTRA
- EGISTO
- CORO DI DONNE DI MICENE
- PILADE, figlio di Strofio, re di Focide, e amico di Oreste
Come sfondo della pièce, il re Agamennone di Micene era tornato dalla guerra di Troia con la nuova concubina Cassandra. La moglie Clitennestra, che portava rancore contro Agamennone da molti anni da quando aveva sacrificato la figlia Ifigenia all’inizio della guerra di Troia per placare gli dèi, e che nel frattempo aveva preso come amante il cugino ambizioso di Agamennone Egisto, uccise sia Agamennone sia Cassandra.
Oreste, figlio infante di Agamennone e Clitennestra, fu mandato all’estero in Focide per la propria sicurezza, mentre la sorella Elettra restò a Micene (sebbene più o meno ridotta allo status di serva), come pure la sorella minore Crisotemi (che, però, non protestava né cercava vendetta contro la madre ed Egisto).
Quando la pièce inizia, molti anni dopo la morte di Agamennone, Oreste, ormai uomo adulto, arriva a Micene in segreto con l’amico Pilade di Focide e un vecchio attendente o tutore. Ordono un piano per guadagnare l’ingresso al palazzo di Clitennestra annunciando che Oreste era morto, e che i due uomini (in realtà Oreste e Pilade) arrivano a consegnare un’urna con i suoi resti.
Elettra non si è mai rassegnata all’assassinio del padre Agamennone, e ne lamenta la morte al Coro di donne micenee. Discute aspramente con la sorella Crisotemi sul suo accomodamento con gli assassini del padre, e con la madre, che non aveva mai perdonato per l’assassinio. La sua unica speranza è che un giorno il fratello Oreste torni a vendicare Agamennone.
Quando il messaggero (il vecchio di Focide) arriva con la notizia della morte di Oreste, dunque, Elettra è devastata, sebbene Clitennestra sia sollevata di sentirlo. Crisotemi menziona di aver visto alcune offerte e una ciocca di capelli sulla tomba di Agamennone e conclude che Oreste deve essere tornato, ma Elettra respinge gli argomenti, convinta che Oreste sia ora morto. Elettra propone alla sorella che ora spetti a loro uccidere l’odiato patrigno Egisto, ma Crisotemi rifiuta di aiutare, sottolineando l’impraticabilità del piano.
Quando Oreste arriva al palazzo, portando l’urna che presumibilmente contiene le proprie ceneri, non riconosce subito Elettra, né lei lui. Rendendosi conto tardi di chi sia, però, Oreste rivela la propria identità all’emotiva sorella, che quasi tradisce la sua identità nell’eccitazione e nella gioia che sia vivo.
Con Elettra ora coinvolta nel piano, Oreste e Pilade entrano in casa e uccidono la madre Clitennestra, mentre Elettra fa la guardia per Egisto. Nascondono il cadavere sotto un lenzuolo e lo presentano a Egisto quando torna a casa, affermando che sia il corpo di Oreste. Quando Egisto alza il velo per scoprire la moglie morta, Oreste si rivela, e la pièce finisce mentre Egisto è scortato via per essere ucciso al focolare, lo stesso luogo in cui fu ucciso Agamennone.
Analisi
La storia si basa sui «Nostoi», un’epopea perduta della letteratura greca antica e parte del «Ciclo epico», che copre grosso modo il periodo tra l’«Iliade» e l’«Odissea» di Omero. È una variante della storia raccontata da Eschilo nelle «Coefore» (parte della trilogia «Orestea») circa quarant’anni prima. Pure Euripide scrisse un’«Elettra» all’incirca nello stesso tempo di Sofocle, sebbene ci siano differenze significative tra le due trame, pur basandosi sulla stessa storia di base.
Elettra** è diffusamente considerata la migliore drammaturgia di carattere di Sofocle**, per la completezza dell’esame della morale e dei motivi di Elettra stessa. Dove Eschilo raccontò la storia con un occhio alle questioni etiche associate, Sofocle (come Euripide) affronta il problema del carattere, e chiede che tipo di donna vorrebbe così acutamente uccidere la madre.
Elettra come persona è molto emotiva e ostinatamente devota ai principi di giustizia, riverenza e onore (anche se a volte la sua presa su questi principi sembra discutibile). Oreste, d’altra parte, è dipinto come un giovane ingenuo e inesperto, che agisce più perché così istruito dall’oracolo di Apollo che per un’emozione intensa o profonda. Crisotemi è meno emotiva e più distaccata di Elettra, e si aggrappa al principio dell’opportunità nella speranza di massimizzare il proprio comfort e profitto.
Il Coro della pièce, composto in questo caso dalle vergini del palazzo di Micene, è tradizionalmente riservato e conservatore, sebbene questo Coro abbandoni la posizione convenzionale per sostenere di tutto cuore sia Elettra sia l’atto finale di vendetta della pièce.
I temi principali esplorati attraverso la pièce includono il conflitto tra giustizia e opportunità (incarnato rispettivamente nei personaggi di Elettra e Crisotemi); gli effetti della vendetta sul suo perpetrato (man mano che si avvicina il momento della vendetta, Elettra cresce sempre più irrazionale, dimostrando una presa discutibile sul principio stesso di giustizia da cui pretende di essere motivata); e gli effetti degradanti del disonore.
Sofocle** riconosce i lati «cattivi» degli «eroi» e i lati «buoni» dei «cattivi»**, di fatto sfumando le distinzioni tra queste due categorie e prestando alla pièce un tono moralmente ambiguo. Molti studiosi sono divisi sul se la vittoria di Elettra sulla madre rappresenti il trionfo della giustizia o la caduta (persino la follia) di Elettra.
Risorse
- Traduzione inglese di F. Storr (Internet Classics Archive): https://classics.mit.edu/Sophocles/electra.html
- Versione greca con traduzione parola per parola (Perseus Project): Perseus Digital Library













