Tartaro

Classical

Il Tartaro era la regione più profonda dell’Ade. Si diceva che ci volessero nove giorni e nove notti perché un’incudine cadesse dalla superficie della terra fino al fondo del Tartaro. Lì Zeus e gli Olimpi avevano confinato Crono e gli altri Titani maschi.

In origine Urano (Ouranos) aveva confinato i Centimani e i Ciclopi nel Tartaro, ma Zeus li liberò durante la guerra contro i Titani. Furono determinanti per la vittoria di Zeus. Con i Titani rinchiusi nel Tartaro, i Centimani ne guardavano la prigione. Si descriveva il Tartaro circondato da un recinto di bronzo con porte di ferro.

Vedi Guerra in cielo e sulla terra nella pagina della Creazione.

Solo i mortali più malvagi erano puniti nel Tartaro. Questo luogo era noto come Dimora dei Maledetti.

Tantalo, figlio di Zeus, doveva stare in una pozza d’acqua con una grande roccia sospesa sulla testa. Tantalo aveva creduto di poter ingannare gli dèi, suoi ospiti, facendoli cibare della carne del figlio Pelope. Per questo orrendo crimine non poteva bere dalla pozza in cui stava, né mangiare il fico appena fuori portata.

Varie ragioni sono date per Sisifo, re di Corinto e figlio di Eolo. Una è che rivelò ad Asopo che Zeus aveva rapito Egina, figlia amata di Asopo. Un’altra che Sisifo aveva imprigionato Thanatos, dio della morte, così che per un tempo nessuno potesse morire. Benché Ares avesse liberato Thanatos, Sisifo truffò Ade per tornare in superficie. Un’altra ragione della pena è che Sisifo aveva appreso dall’oracolo di poter rivelare tutti i segreti degli dèi. Qualunque fosse la causa, Sisifo doveva faticare nel Tartaro, spingendo per sempre un grosso masso in salita. Ogni volta, prima di raggiungere la vetta, il masso rotolava di nuovo a valle.

Il gigante Tizio aveva tentato di violentare la titanide Leto, madre di Apollo e Artemide, in viaggio verso Delfi. Apollo e Artemide lo uccisero con le frecce e fu punito nell’Ade, dove due grandi avvoltoi si nutrivano del suo fegato. (Vedi Leto su Tizio.)

Issione, re dei Lapiti, fu punito in modo simile per un tentativo di stupro. L’oggetto della sua lussuria era Era, consorte di Zeus. Zeus sospettò la lussuria del re e creò un fantasma di nube somigliante a Era. Zeus colse Issione a letto con la falsa Era e lo punì incatenandolo a una ruota infuocata e rotante.

Poi c’erano le cinquanta figlie di Danao, re di Argo, note come Danaidi. Il fratello di Danao, Egitto, aveva cinquanta figli che volevano sposare le Danaidi. Danao fu costretto ad accettare le proposte di matrimonio dei nipoti, ma nella notte di nozze diede a ciascuna figlia un pugnale con l’ordine di uccidere i nuovi mariti nel sonno. Solo Ipermestra disobbedì, salvando Linceo. Le Danaidi, tranne Ipermestra, furono punite dopo la morte per gli omicidi dei mariti, attingendo per sempre acqua in secchi bucati.

Secondo i miti classici, il Tartaro era prole del Caos e nacque nello stesso tempo di Gea (Terra) e Eros (Amore). Non era che una personificazione della regione, eppure si unì a Gea generando prole mostruosa, tra cui Tifone ed Echidna.

Vedi anche Tartaro in Antiche divinità.

Informazioni correlate

Nome

Tartaro, Tartaros.

Creato: 29 settembre 2002

Modificato: 26 aprile 2024