Taliesin
Taliesin è un nome che compare di frequente nei miti e nelle leggende gallesi come maestro bardo. Eppure Taliesin potrebbe pure essere una figura storica vissuta nel VI secolo d.C., come menzionato da Nennio, storico del IX secolo. Qui troverete il Taliesin mitico nonché alcune note sul Taliesin storico.
Secondo Hanes Taliesin (Racconto di Taliesin), un racconto aggiuntivo nel Mabinogion, Taliesin era una reincarnazione di Gwyon Bach (o Gwion Bach), servo della dea Ceridwen. Gwyon Bach aveva assaggiato per errore tre gocce dal calderone dell’Ispirazione, destinato al figlio di Ceridwen. Temendo la punizione della dea, fuggì, trasformandosi in varie forme animali. Ma quando Gwyon Bach si trasformò in un chicco, Ceridwen si fece gallina e inghiottì Gwyon Bach (il chicco). Ceridwen restò incinta e diede alla luce Taliesin.
Invece di uccidere il bambino, Ceridwen lo gettò in mare. Il bambino fu salvato da Elffin (Elphin), che divenne padre adottivo di Taliesin. A tredici anni Taliesin guadagnò fama come bardo per eccellenza quando salvò i genitori adottivi da Maelgwn Gwynedd, re del Galles. Lo fece sfidando i bardi di corte di Maelgwn con le sue abilità in poesia, saggezza e preveggenza.
Troverete la leggenda completa di Taliesin nel Mabinogion.
Taliesin l’eroe
Taliesin compare in altri poemi gallesi del Mabinogion. Nel racconto di Branwen, Taliesin era uno dei sette superstiti, inclusi Manawyddan e Pryderi, nella guerra contro l’Irlanda. Portarono la testa di Bran il Benedetto a un castello a Gwales, dove vissero per ottant’anni.
In un altro racconto chiamato Culhwch e Olwen, Taliesin è elencato tra i compagni di Artù che aiutarono Culhwch nella quest. Non ci sono altre descrizioni della partecipazione di Taliesin alla storia.
Nel racconto del Sogno di Rhonabwy, Taliesin aveva un figlio di nome Afaon (Avaon) che compare due volte nel sogno di Rhonabwy.
Taliesin navigò pure su una nave chiamata Prydwen con Artù e i compagni di Artù (incluso Pryderi), in un racconto chiamato Preiddiau Annwfn (Spoglie di Annwfn). Di nuovo Taliesin era uno dei sette superstiti che cercarono di rubare un calderone magico a Caer Siddi, un Annwfn o Altro mondo.
Taliesin era a volte confuso con Myrddin o Merddin (la grafia gallese di Merlino). Tuttavia Myrddin era un personaggio puramente fittizio che si diceva impazzito dopo la battaglia di Arfderydd. Sebbene a volte gli autori li distinguessero come due persone separate, quando i due comparivano in un dialogo. Merlino può essere stato un successore di Taliesin, pure abile nella profezia.
Secondo la Vita Merlini di Goffredo di Monmouth (c. 1150), Merlino si riprese dalla follia e visse in una grande casa con 70 porte e finestre, costruita dalla sorella Ganieda. Si dice pure che Taliesin si unì a Merlino. Discussero di questioni e profezie a venire. Prima di arrivare, Taliesin aveva portato l’Artù morente, dopo la battaglia di Camlann, sull’isola di Avalon perché nove sorelle guarissero il re.
Si veda Merlino, l’uomo selvatico dei boschi.
Il vero Taliesin?
Secondo Nennio, storico gallese dell’VIII secolo che scrisse la Historia Brittonum, Taliesin era uno dei cinque grandi bardi gallesi noti come i cynfeirdd (i più antichi poeti gallesi) durante il VI secolo. Gli altri poeti erano Talhaiarn Cataguen, Aneirin (Neirin), Bluchbard e Cian (Guenith Guaut). Non furono dati altri dettagli. Taliesin era considerato il bardo dei bardi. Nulla si sa davvero del vero Taliesin.
Il Libro di Taliesin doveva contenere una raccolta di poemi composti da Taliesin. Tuttavia i poemi superstiti sono conservati in un manoscritto scritto nel XIII secolo, settecento anni dopo Taliesin. Dei sessanta poemi trovati in questo manoscritto, non più di dodici possono dirsi genuini, ma pure questi non sono datati prima del IX secolo.
Tra questi poemi genuini c’è un poema o elogio di Urien, re dell’antico territorio gallese di Rheged (Lowland scozzesi), che piangeva la perdita del figlio Owain (Yvain), caduto in battaglia contro gli Angli germanici.
Urien e Owain ricompariranno poi nelle leggende arturiane come Urien di Moray (Scozia) o Urien di Gorre, e il figlio Owein era noto con il nome francese e inglese: Yvain o Ywain. Yvain era cugino primo di Gawain e divenne uno dei cavalieri eminenti di Artù della Tavola Rotonda. (Se parliamo dell’Artù e Urien storici, allora secondo gli Annali gallesi Urien aveva vissuto una o due generazioni dopo il tempo di Artù. Tuttavia la leggenda arturiana rese i due re contemporanei e imparentati per matrimonio.)
Si credeva che Taliesin fosse contemporaneo di Urien Rhegd e Owain. In alcune opere c’era una versione sulla vita di Taliesin diversa dalla nascita miracolosa da Ceridwen.
Taliesin era figlio di san Henwg di Caerlleon (Caerleon) sull’Usk. Taliesin servì Urien Rhegd come bardo capo ad Aberllychwr, e divenne tutore di Elffin, figlio di Urien Rhegd.
Un giorno pirati dall’Irlanda catturarono Taliesin. Taliesin fuggì in un coracle di pelle. Gwyddno Garanhir salvò Taliesin quando il coracle si impigliò nella nassa di Gwyddno. Gwyddno, che pure aveva un figlio di nome Elffin, chiese al bardo di essere tutore del figlio.
Gwyddno Garanhir era signore di Lowland Cantred, e il suo territorio fu sommerso dal mare. Taliesin lasciò Gwyddno e servì come bardo capo di Artù, ma si ritirò nella tenuta quando Artù morì.
C’erano altri resoconti simili a questo, con variazioni leggermente diverse sulla sua vita.
Che Taliesin esistesse davvero o no, svolse un ruolo in parte della letteratura gallese come il bardo più divino.
Informazioni correlate
Nome
Taliesin, Talyessin, Thaliesin – «Fronte raggiante».
Gwyon Bach, Gwion Bach (nella vita precedente).
Merddin? (Myrddin, Merlino)?
Fonti
Le seguenti opere appartengono al Mabinogion:
Taliesin (o Hanes Taliesin)
Branwen figlia di Llŷr
Culhwch e Olwen.
Libro di Taliesin fu scritto c. 1275.
Historia Brittonum fu scritte da Nennio (c. 796).
Articoli correlati
Ceridwen, Bran il Benedetto, Manawyddan, Re Artù, Merlino.
Urien, Yvain.
Vedi anche Leggenda di Taliesin, Branwen figlia di Llŷr, Culhwch e Olwen, e Spoglie di Annwfn.
Genealogia: Famiglia di Ceridwen e Taliesin.






