Helgi Hundingsbani (Helgi Sigmundarson)

Norse

Questa è la leggenda di Helgi Hundingsbani, che formava parte della Saga dei Völsunghi, il mito dell’eroe Sigurd e dei Niflung (Nibelunghi tedeschi). Helgi era fratellastro di Sigurd; il padre era Sigmund e il nonno Völsung. Il capitolo della Saga dei Völsunghi parallela alcune parti dei due poemi dell’Edda poetica (Helgakviða Hundingsbana I e II).

Helgi non va confuso con un altro Helgi, figlio di Hiorvard (Hiorvardsson), che compare in un altro poema eddico intitolato Helgakviða Hjörvarðssonar. Nel secondo poema di Helgakviða Hundingsbana si dice che Helgi fu chiamato così alla nascita in onore di questo Helgi Hiorvardsson. Lo stesso poema indica che Helgi era una reincarnazione di Helgi Hiorvardsson.

La storia di Helgi inizia dopo la morte di Signy, sorella di Sigmund e madre del loro figlio Sinfjotli; Sinfjotli era fratellastro di Helgi. Sigmund, con l’aiuto di Sinfjotli, tornò nella terra del padre e con guerrieri e navi riprese il regno uccidendo il re. Sigmund sposò Borghild. Ebbero due figli, Helgi e Hamund. Le Norne vennero alla nascita di Helgi e dissero che il destino del bambino era di diventare il più famoso dei re. Sigmund diede a Helgi Hringstead, Solfell (sull’isola di Zealand, Danimarca).

A quindici anni Helgi combatté la prima guerra. Sigmund diede al figlio truppe, e Sinfjotli era con Helgi nella maggior parte delle guerre. La prima delle grandi guerre fu contro un re di nome Hunding. Quale regno governasse Hunding, la Saga dei Völsunghi non lo dice. Sappiamo che in battaglia Helgi uccise Hunding.

Hunding aveva però molti figli; e questa battaglia aprì conflitti più lunghi tra i Völsunghi e gli Hunding. Alf, Eyjolf, Hervard e Hagbard vollero vendicare la morte del padre, radunarono un esercito e impegnarono le truppe di Helgi in battaglia a Logafell (Logafell non è menzionato nella Saga dei Völsunghi). La fama di Helgi crebbe con questa nuova battaglia. Helgi si aprì la via fino agli stendardi degli Hunding e uccise tutti e quattro i fratelli.

Fu dopo aver vinto questa battaglia che Helgi incontrò nel bosco donne a cavallo che lo attendevano. Una di esse, di nome Sigrun, lo invitò a casa loro. Sigrun era figlia del re Hogni (da non confondere con Hogni Niflung), e il padre voleva darla in sposa a Hodbrodd, figlio del re Granmar; più tardi la saga lo chiama fratello di Hodbrodd. Sigrun disse al giovane eroe di voler essere sua moglie, non di Hodbrodd, e lo consigliò di conquistarla in battaglia; egli accettò di buon grado.

Helgi chiamò guerrieri a unirsi a lui a Raudabjorg: 18.000 guerrieri da Hedinsey e 12.000 da Norvasund, con navi. Salparono verso il regno di Hodbrodd, a Svarinshaug, ma incontrarono tempeste e mari violenti. Invece di ammainare le vele, Helgi ordinò con avventatezza di tenerle spiegate. Sigrun, vedendo le navi in difficoltà, andò sulla costa e le diresse verso un porto sicuro a Gnipalund. Secondo l’Edda poetica, Sigrun, con nove valchirie, guidò le navi lontano dalla rete della dea del mare Ran.

Mentre le navi erano ormeggiate a riva, Granmar chiese il motivo dell’intrusione. Sinfjotli iniziò una gara di flyting con Granmar; cominciarono a insultarsi a vicenda. A questo punto la saga dice che Granmar era fratello di Hodbrodd, non padre. Nell’Edda poetica, invece, questa persona si chiama Gudmund e si impegna nel flyting con Sinfjotli.

Granmar chiamò Sinfjotli lupo e disse che aveva ucciso i fratelli e succhiato sangue dai cadaveri; il che sembrava vero, perché Sinfjotli e il padre avevano in precedenza vagato nel bosco indossando pelli di lupo e agendo da lupi. E anche perché Sinfjotli aveva davvero ucciso il fratellastro (si veda la Saga dei Völsunghi, Sigmund e Signy).

Sinfjotli chiamò Granmar donna, strega, con cui Sinfjotli, da lupo, aveva generato nove cuccioli di lupo. Granmar ribatté che Sinfjotli non poteva generare nulla, essendo castrato. Sinfjotli rispose subito chiamando Granmar giumenta. Alla fine intervenne Helgi, dicendo che era meglio combattere in duello che litigare così vergognosamente a parole.

Si noti che nei poemi eddici (Helgakviða Hundingsbana I e II) i dialoghi tra Sinfjotli e Granmar sono più lunghi e coloriti di quelli della Saga dei Völsunghi.

Granmar tornò da Hodbrodd con la notizia di un esercito nemico comandato da Helgi. Hodbrodd chiamò gli alleati in aiuto per la battaglia imminente, tra cui Hogni, padre di Sigrun; gli altri alleati erano Alf il Vecchio e i figli di Hring, Atli e Yngvi.

La battaglia si svolse a Frekastein. Le perdite furono pesanti da entrambe le parti. Poi arrivò Sigrun con una banda di scudieri-donne, cioè valchirie. L’autore anonimo della Saga dei Völsunghi parla delle scudieri-donne come se fossero fuoco. Intorno a questo punto Helgi uccise Hodbrodd e Sigrun lo dichiarò nuovo re.

La saga termina molto in fretta dopo, dicendo che Helgi sposò Sigrun e divenne un re famoso, ma Helgi non ha più ruolo nella Saga dei Völsunghi.

Il secondo poema di Helgi Hundingsbani, però, non termina con la vittoria sul rivale e il matrimonio con Sigrun. Il secondo poema eddico dice che Helgi e Sigrun ebbero alcuni figli, ma il regno non durò a lungo.

Tra i caduti nell’ultima battaglia c’era il padre di Sigrun, Hogni, alleato di Hodbrodd. Hogni aveva un figlio di nome Dag. Dag volle vendetta contro Helgi e sacrificò al dio norreno Odino; la preghiera fu esaudita. Odino prestò la lancia a Dag, che se ne servì per uccidere Helgi a Fetter-grove.

Dag andò dalla sorella a Sefafell e raccontò a Sigrun la morte del marito. Sigrun maledisse il fratello come traditore. Dag cercò di placare la sorella addolorata offrendo anelli d’oro rosso come risarcimento. Ella rispose che finché Helgi non fosse vivo, a cavallo di Vigblær, aveva perso ogni desiderio di vivere. Sigrun pianse giorno e notte.

Fu eretto un grande tumulo per Helgi. Odino offrì a Helgi un alto posto in Valhalla, per regnare con lui. Helgi disse a Hunding che doveva preparare un bagno ai piedi per ogni guerriero ucciso e aver cura di cavalli e cani e nutrire i maiali. Hunding, un tempo potente re a capo di un esercito, era ridotto a servo umile in Valhalla.

Una delle ancelle di Sigrun passò presso il tumulo di Helgi e lo vide a cavallo con una banda di guerrieri. Chiaro all’ancella: erano tutti morti. Pensò che fosse giunto Ragnarök. Tornò alla fortezza (Sefafell) e informò Sigrun che il marito era là, al tumulo.

Sigrun uscì al tumulo del marito con idromele in mano. Dopo un breve scambio di parole, preparò un letto dentro il tumulo, dove avrebbe dormito con il principe morto come quando era vivo. Poco prima dell’alba Helgi si alzò e se ne andò a cavallo con la compagnia di guerrieri uccisi, mentre Sigrun tornò a casa e attese il ritorno del marito al tramonto, per incontrarlo di nuovo al tumulo. Ma Helgi non tornò.

Il dolore di Sigrun tornò, e non molto dopo morì di cuore spezzato.

Il secondo poema eddico termina dicendo che Helgi e Sigrun sarebbero rinati. Helgi come Helgi Haddingia-damager; Sigrun reincarnata come l’eroina Kara. Kara sarebbe stata una valchiria, e si diceva ci fosse un Libro di Kara, ma per quanto ne so non vi è prova che tale libro esistesse.

Informazioni correlate

Nome

Helgi («Il sacro»).

Helgi Sigmundarson.
Helgi Hundingsbani («Helgi flagello degli Hunding»).

Fonti

Saga dei Völsunghi.

Dall’Edda poetica:

  • Primo poema di Helgi Hundingsbani (Helgakviða Hundingsbana I)
  • Secondo poema di Helgi Hundingsbani (Helgakviða Hundingsbana II)

Creato: 4 aprile 2010

Modificato: 11 agosto 2024