Fenicie (Le donne fenicie)

(Tragedia, latina/romana, circa 65 d.C., 664 versi)

Introduzione

«Phoenissae» («Le donne fenicie») è una tragedia (possibilmente incompleta) del drammaturgo romano Seneca il Giovane, scritta probabilmente tra circa 62 e 65 d.C. Basata su pezzi anteriori di Euripide e Sofocle, racconta l’esilio del cieco re Edipo di Tebe, accompagnato dalla figlia Antigone, e il conflitto tra i figli Eteocle e Polinice per il trono di Tebe.

Antigone e Polinice di Sébastien Norblin

Antigone e Polinice di Sébastien Norblin

Sinossi

Dramatis personae

  • EDIPO, re esiliato di Tebe
  • ANTIGONE, figlia di Edipo
  • GIOCASTA, moglie e madre di Edipo
  • POLINICE, figlio di Edipo
  • ETEOCLE, figlio di Edipo
  • MESSAGGERO

Il re disgraziato e accecato Edipo vaga in esilio dopo la caduta dal potere, accompagnato dalla fedele figlia Antigone. Edipo prega Antigone di lasciarlo porre fine alla vita misera, ma Antigone lo dissuade e dice che non lo lascerà mai. Rivela incidentalmente che la moglie e madre di Edipo, Giocasta, è ancora viva, e pure che il figlio Polinice è nel processo di guidare un esercito a riprendere la città di Tebe dal proprio fratello Eteocle, che ha usurpato il trono.

Nella seconda parte della pièce, la scena si sposta sul campo di battaglia fuori Tebe. Giocasta tenta di mediare tra i due fratelli e soprattutto appella Polinice a riconsiderare l’attacco, ma le preghiere falliscono e la pièce si interrompe proprio mentre Polinice sta per attaccare la città.

Analisi

«Phoenissae» si basa in gran parte sulle «Fenicie» di Euripide, ma pure in parte su «Edipo a Colono» e «Edipo re» di Sofocle, e Seneca probabilmente conosceva pure una pièce, pure chiamata «Phoenissae», di Lucio Accio. Alcuni critici, però, hanno sostenuto che la pièce fu scritta senza riferimento diretto a pezzi più antiche, puramente dalla conoscenza personale di Seneca del mito e della tradizione letteraria (sarebbe cresciuto con la conoscenza di almeno una versione della leggenda famosa, forse più di una).

Busto di Seneca il Giovane, filosofo e stoico romano

Busto di Seneca il Giovane, filosofo e stoico romano

Prende nome dalla pièce di Euripide, anche se il Coro di donne fenicie (per cui Euripide intitolò la sua tragedia) è essenzialmente inesistente nella versione di Seneca, ed è difficile immaginare cosa un gruppo di donne fenicie potesse fare nell’ambientazione di Seneca della zona selvaggia intorno al Citerone. In effetti c’è un certo dubbio su come o perché la pièce di Seneca ricevette quel titolo (un titolo alternativo è «Thebais», o «I Tebani», sebbene pure la provenienza storica di quel titolo sia sospetta).

La pièce appare pure leggermente incompleta, data la mancanza delle usuali liriche corali tra gli atti, la mancanza di un prologo soddisfacente o «vero», la brevità complessiva e soprattutto il finale piuttosto brusco e irrisolto, con la questione principale di chi regnerà su Tebe lasciata indecisa. Questo, e altre analisi tecniche del testo, suggeriscono che «Phoenissae» possa ben essere stata l’ultima tragedia di Seneca, e incompiuta. Sembra probabile che intendesse un atto finale che trattasse la battaglia attesa e le tre morti di Eteocle, Polinice e Giocasta, e qualsiasi altro finale sembrerebbe rappresentare una partenza straordinariamente audace dalla forma tradizionale della leggenda, un tipo di partenza non trovato altrove nelle opere di Seneca.

Gli altri drammi senecani genuini constano tutti di cinque atti più o meno collegati in trimetro giambico, divisi da quattro odi corali, mentre «Phoenissae» è sostanzialmente divisa in due sezioni lunghe e in gran parte non integrate, la prima (versi 1–362) incentrata sul personaggio di Edipo, e la seconda (versi 363–664) su Giocasta. Alcuni critici hanno pure messo in dubbio se le due sezioni non possano in realtà essere frammenti (o schizzi) di due pezzi del tutto separate, sebbene ci siano legami (principalmente la figura di Giocasta) tra le sezioni, e almeno alcuni elementi di disegno complessivo.

Come con le altre pezzi di Seneca, non è ancora chiaro se fosse originariamente scritta per la rappresentazione o solo per la lettura, forse come strumento educativo, o forse pure come una sorta di pezzo di propaganda per la filosofia stoica di Seneca. L’influenza dello stoicismo di Seneca è apparente, per esempio, nella discussione sul suicidio, che è il tema principale della prima parte della pièce, con Antigone che prende la posizione stoica di distacco rispetto alla morte e di coraggio di fronte alla sventura. Tuttavia le idee stoiche in generale sono subordinate alle preoccupazioni drammatiche della pièce.

Edipo e Antigone di Kokular

Edipo e Antigone di Kokular

La pièce getta un’enfasi distintamente romana sul fratricidio e sulla guerra civile, e sembra sottolineare l’inefficacia dell’antica virtù greca e romana di «pietas» (grosso modo dovere o devozione) di fronte all’ambizione nuda e alla spinta a dominare, e il fallimento dei tentativi di mediazione di Giocasta tra i figli in guerra mostra pure il fallimento della pietas. Il conflitto fratricida tra Eteocle e Polinice avrebbe pure assunto un aspetto cospicuamente politicizzato nel contesto delle realtà fratricide del mondo romano.

Lo sfondo di Seneca come retore è pure in primo piano nella pièce, a volte forse troppo fortemente per il bene del dramma. Monologhi statici di grande lunghezza abbondano, e i passi porpora di descrizione e le massime e sententiae pungenti possono dare a volte l’impressione di artificialità, o di parole per se stesse. Seneca dimostra la predilezione per l’apostrofe, le domande retoriche e molti altri dispositivi retorici e pirotecniche verbali in tutta la pièce, sebbene di nuovo generalmente subordinati al proposito drammatico.

Alcuni critici hanno sostenuto che la costante ricerca di effetti verbali di Seneca avviene a spese di personaggi interessanti e a tutto tondo, e che molti dei suoi personaggi appaiono meri figure di repertorio. Certamente è vero che uno qualsiasi (e tutti) dei personaggi di Seneca tende a produrre risposte argute, persuasive e ben ragionate in qualunque situazione si trovi, e c’è una certa monotonia nel modo in cui tutti i personaggi esprimono le emozioni.

Risorse

Creato: 25 ottobre 2024

Modificato: 24 dicembre 2024