Amores

(Poema elegiaco, latino/romano, circa 16 a.C., 2.490 versi)

Introduzione

Gli «Amores» («Amori») sono una raccolta di 49 elegie del poeta lirico romano Ovidio. Fu il suo primo libro di poesia completato, pubblicato in cinque volumi (poi ridotti a tre) nel 16 a.C. o prima. I poemi, alcuni piuttosto espliciti, ritraggono l’evoluzione di una relazione con una donna sposata di nome Corinna.

Sinossi

Ci sono troppi poemi per trattarli in dettaglio, ma i soggetti generali dei poemi dei tre libri degli «Amores» sono i seguenti:

Libro 1:

Dipinto di una coppia che conversa (illustrazione per gli Amores di Ovidio)

Dipinto di una coppia che conversa

  • Elegia I: Cupido muta i versi del poeta dall’esametro epico nei distici elegiaci della poesia d’amore (20 versi).
  • Elegia II: Il poeta rinuncia alla guerra a favore dell’amore (52 versi).
  • Elegia III: Il poeta giura fedeltà immutabile all’amante (26 versi).
  • Elegia IV: L’amante del poeta e il marito sono invitati a un banchetto con lui, e lui le istruisce su come comportarsi in sua compagnia (70 versi).
  • Elegia V: Il poeta canta il corpo nudo dell’amante al crepuscolo (26 versi).
  • Elegia VI: Il poeta chiede al portiere dell’amante di aprirgli il cancello (74 versi).
  • Elegia VII: Il poeta si pente di aver picchiato l’amante (68 versi).
  • Elegia VIII: Il poeta maledice una vecchia per aver insegnato all’amante a fare la cortigiana (114 versi).
  • Elegia IX: Il poeta paragona amore e guerra (46 versi).
  • Elegia X: Il poeta si lamenta che l’amante gli abbia chiesto denaro e cerca di dissuaderla dal diventare cortigiana (64 versi).
  • Elegia XI: Il poeta chiede all’ancella Nape di consegnare la lettera all’amante (28 versi).
  • Elegia XII: Il poeta maledice la lettera perché non ha avuto risposta (30 versi).
  • Elegia XIII: Il poeta invoca l’alba a non arrivare troppo presto (92 versi).
  • Elegia XIV: Il poeta conforta l’amante per la perdita dei capelli dopo che ha cercato di abbellirli (56 versi).
  • Elegia XV: Il poeta spera di vivere attraverso l’opera come altri poeti famosi (42 versi).

Libro 2:

  • Elegia I: Il poeta introduce il secondo libro e spiega perché è costretto a cantare d’amore e non di guerra (38 versi).
  • Elegia II: Il poeta prega l’eunuco Bagoas di accedere all’amante (66 versi).
  • Elegia III: Il poeta si rivolge di nuovo all’eunuco Bagoas (18 versi).
  • Elegia IV: Il poeta confessa di amare ogni sorta di donne (48 versi).
  • Elegia V: Il poeta accusa l’amante di agire falsamente verso di lui (62 versi).
  • Elegia VI: Il poeta lamenta la morte di un pappagallo che aveva dato all’amante (62 versi).
  • Elegia VII: Il poeta protesta di non aver mai avuto a che fare con l’ancella dell’amante (28 versi).
  • Elegia VIII: Il poeta chiede all’ancella dell’amante come l’amante abbia scoperto di loro (28 versi).
  • Elegia IX: Il poeta chiede a Cupido di non usare tutte le frecce su di lui (54 versi).
  • Elegia X: Il poeta dice a Grecino di essere innamorato di due donne allo stesso tempo (38 versi).
  • Elegia XI: Il poeta cerca di dissuadere l’amante dall’andare a Baia (56 versi).
  • Elegia XII: Il poeta gioisce di aver finalmente ottenuto i favori dell’amante (28 versi).
  • Elegia XIII: Il poeta prega la dea Iside di assistere Corinna nella gravidanza e di impedirle di abortire (28 versi).
  • Elegia XIV: Il poeta rimprovera l’amante, che ha cercato di provocarsi un aborto (44 versi).
  • Elegia XV: Il poeta si rivolge a un anello che manda in dono all’amante (28 versi).
  • Elegia XVI: Il poeta invita l’amante a visitarlo nella casa di campagna (52 versi).
  • Elegia XVII: Il poeta si lamenta che l’amante sia troppo vana, ma che sarà comunque sempre suo schiavo (34 versi).
  • Elegia XVIII: Il poeta si scusa con Macer per essersi dato interamente al verso erotico (40 versi).
  • Elegia XIX: Il poeta scrive a un uomo di cui era innamorato della moglie (60 versi).
Illustrazione ispirata agli Amores di Ovidio

Illustrazione ispirata agli «Amores» di Ovidio

Libro 3:

  • Elegia I: Il poeta delibera se continuare a scrivere elegie o tentare la tragedia (70 versi).
  • Elegia II: Il poeta scrive all’amante alle corse dei cavalli (84 versi).
  • Elegia III: Il poeta scopre che l’amante gli ha mentito (48 versi).
  • Elegia IV: Il poeta esorta un uomo a non sorvegliare così rigidamente la moglie (48 versi).
  • Elegia V: Il poeta racconta un sogno (46 versi).
  • Elegia VI: Il poeta rimprovera un fiume in piena per avergli impedito di visitare l’amante (106 versi).
  • Elegia VII: Il poeta si rimprovera di aver fallito nel dovere verso l’amante (84 versi).
  • Elegia VIII: Il poeta si lamenta che l’amante non gli abbia dato un’accoglienza favorevole, preferendo un rivale più ricco (66 versi).
  • Elegia IX: Elegia sulla morte di Tibullo (68 versi).
  • Elegia X: Il poeta si lamenta di non poter condividere il letto dell’amante durante la festa di Cerere (48 versi).
  • Elegia XI: Il poeta si stanca delle infedeltà dell’amante, ma ammette di non poter fare a meno di amarla (52 versi).
  • Elegia XII: Il poeta si lamenta che i suoi poemi abbiano reso l’amante troppo famosa e gli abbiano procurato troppi rivali (44 versi).
  • Elegia XIII: Il poeta scrive della festa di Giunone a Falerii (36 versi).
  • Elegia XIV: Il poeta chiede all’amante di non fargli sapere se lo tradisce (50 versi).
  • Elegia XV: Il poeta saluta Venere e giura di aver finito di scrivere elegie (20 versi).

Analisi

Originariamente gli «Amores» erano una raccolta di poesia d’amore in cinque libri, pubblicata per la prima volta nel 16 a.C. Ovidio rivide poi questo assetto, riducendolo alla raccolta superstite di tre libri, con alcuni poemi aggiuntivi scritti fino all’1 d.C. Il Libro 1 contiene 15 poemi elegiaci d’amore su vari aspetti dell’amore e dell’erotismo, il Libro 2 ne contiene 19 e il Libro 3 altri 15.

Dipinto di Venere e Adone

Venere e Adone

La maggior parte degli «Amores» è decisamente ironica e, sebbene Ovidio aderisca in gran parte ai temi elegiaci standard già trattati da poeti come Tibullo e Properzio (come l’exclusus amator o amante escluso, per esempio), li affronta spesso in modo sovversivo e umoristico, con motivi e dispositivi comuni esagerati fino all’assurdo. Si ritrae inoltre come romanticamente capace, piuttosto che emotivamente abbattuto dall’amore come Properzio, la cui poesia spesso ritrae l’amante sotto il piede della donna. Ovidio prende anche alcuni rischi, come scrivere apertamente di adulterio, reso illegale dalle riforme matrimoniali di Augusto del 18 a.C.

Alcuni hanno persino suggerito che gli «Amores» possano considerarsi una specie di epica parodica. Il primissimo poema della raccolta inizia con la parola arma («armi»), come l’«Eneide» di Virgilio, un confronto intenzionale col genere epico che Ovidio poi deride. Descrive in questo primo poema l’intenzione originale di scrivere un poema epico in esametri dattilici su un soggetto adatto come la guerra, ma Cupido rubò un piede (metrico) trasformando i versi in distici elegiaci, il metro della poesia d’amore. Torna al tema della guerra più volte negli «Amores».

Gli «Amores», dunque, sono scritti in distico elegiaco, forma poetica frequentemente usata nella poesia d’amore romana, che consiste in versi alternati di esametro dattilico e pentametro dattilico: due dattili seguiti da una sillaba lunga, una cesura, poi altri due dattili seguiti da una sillaba lunga. Alcuni critici hanno notato che la raccolta si sviluppa come una specie di «romanzo», spezzando lo stile solo poche volte, più famosamente con l’elegia sulla morte di Tibullo nell’Elegia IX del Libro 3.

Come molti poeti prima di lui, i poemi di Ovidio negli «Amores» spesso ruotano attorno a una relazione romantica tra il poeta e la sua «ragazza», nel suo caso di nome Corinna. Questa Corinna è improbabile che sia davvero vissuta (soprattutto perché il personaggio sembra mutare con grande regolarità), ma è mera creazione poetica di Ovidio, un motivo generalizzato di amanti romane, liberamente basato su una poetessa greca dello stesso nome (il nome Corinna può anche essere stato un gioco di parole tipicamente ovidiano sulla parola greca per fanciulla, korē).

Si è congetturato che gli «Amores» fossero parte del motivo per cui Ovidio fu poi bandito da Roma, poiché alcuni lettori forse non apprezzarono o non capirono la loro natura ironica. Tuttavia il bando era più probabilmente legato alla successiva «Ars amatoria», che offese l’imperatore Augusto, o forse al presunto legame con la nipote di Augusto, Giulia, anch’essa esiliata all’incirca nello stesso periodo.

Risorse

Creato: 25 ottobre 2024

Modificato: 25 ottobre 2024