Ciclope

(Tragicommedia, greca, c. 408 a.C., 709 versi)

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Introduzione “Ciclope” (gr. “Kyklops”) è un dramma satirico del drammaturgo greco antico Euripide, l’unico dramma satirico completo sopravvissuto dall’antica Grecia. È una pièce comica da burlesque sulla storia della cattura di Odisseo e della fuga dal gigante monocolo Ciclope Polifemo, come descritto nell’«Odissea» di Omero. La data della presentazione è incerta ma può essere stata intorno al 408 a.C. (o forse molto prima).

Sinossi

Dramatis Personae — personaggi

  • SILENO, vecchio servo del Ciclope
  • CORO DI SATIRI
  • ODISSEO
  • IL CICLOPE (Polifemo)

Nel viaggio di ritorno dalla guerra di Troia, Odisseo e il suo equipaggio hanno perso la strada e fanno sosta al monte Etna in Sicilia, abitata dalla razza di giganti monocoli primitivi noti come i Ciclopi. Incontrano i satiri (che formano il Coro della pièce) e il loro padre ubriaco Sileno, che sono stati ridotti in schiavitù da un particolare Ciclope (Polifemo dall’«Odissea», sebbene sia indicato semplicemente come «il Ciclope» per tutto il tempo).

Ulisse in fuga dalla caverna di Polifemo

Ulisse in fuga dalla caverna di Polifemo

Odisseo offre di scambiare vino a Sileno in cambio di cibo per il suo equipaggio affamato e, nonostante il fatto che il cibo non sia suo da scambiare, il servo di Dioniso non può resistere alla promessa di più vino. Quando arriva il Ciclope, Sileno è svelto ad accusare Odisseo di aver rubato il cibo, giurando su tutti gli dèi e le vite dei satiri che dice la verità.

Nonostante gli sforzi di un satiro più giovane e moderno per far conoscere la verità, l’arrabbiato Ciclope spinge Odisseo e il suo equipaggio nella caverna e comincia a divorarli. Inorridito da ciò che ha assistito, Odisseo riesce a fuggire e trama uno schema per ubriacare il Ciclope e poi bruciargli l’unico occhio con un’asta gigante.

Il Ciclope e Sileno bevono insieme, cercando di superarsi a vicenda nei loro sforzi. Quando il Ciclope è ben e davvero ubriaco, porta via Sileno nella caverna (presumibilmente per gratificazione sessuale), e Odisseo vede l’opportunità di eseguire la fase successiva del piano. I satiri offrono di aiutare, ma poi si tirano indietro con una varietà di scuse assurde quando arriva il momento, e l’annoiato Odisseo fa aiutare invece il suo equipaggio. Tra di loro, riescono a bruciare l’occhio del Ciclope.

Tre satiri che portano il Sileno ubriaco

Tre satiri che portano il Sileno ubriaco

Il Ciclope accecato urla di essere stato accecato da «Nessuno» (il nome che Odisseo diede al primo incontro) e i satiri se ne fanno beffe. Tuttavia, l’egocentrico Odisseo sbottola per sbaglio il suo vero nome e, sebbene lui e il suo equipaggio riescano a fuggire, il resto dei guai che Odisseo affronta nel viaggio di ritorno è dovuto a questo atto, poiché il Ciclope era figlio di Poseidone.

Analisi Sebbene la pièce abbia alcuni meriti intrinseci, il suo interesse principale per i lettori moderni è come unico esemplare completo restante della tradizione del dramma satirico. I drammi satirici (da non confondere con le «satire») erano un’antica forma greca di tragicommedia irriverente, simile allo stile burlesque moderno, con un Coro di satiri (i seguaci mezzo uomo mezzo capra di Pan e Dioniso, che vagavano per boschi e montagne) e basati su temi della mitologia greca, ma contenenti temi di bere, sessualità esplicita, scherzi e allegria generale.

I drammi satirici erano presentati come un seguito leggero dopo ogni trilogia di tragedie ai festival drammatici delle Dionisie ateniesi per rilasciare la tensione tragica delle pièce precedenti. Gli eroi parlavano in verso giambico tragico, apparentemente prendendo la propria situazione molto sul serio, in contrasto con le osservazioni e le buffonate flippanti, irriverenti e oscene dei satiri. Le danze usate di solito erano caratterizzate da movimenti violenti e rapidi, parodiando e caricaturando le danze nobili e graziose delle tragedie.

Ciclope Polifemo di Annibale Carracci

Ciclope Polifemo di Annibale Carracci

La storia è presa direttamente dal Libro IX dell’«Odissea» di Omero, l’unica innovazione essendo la presenza di Sileno e dei satiri. Gli elementi discordanti del coraggioso, avventuroso e pieno di risorse guerriero Odisseo, del grossolano e brutale Ciclope, dell’ubriaco Sileno e dei codardi e lascivi satiri sono combinati da Euripide con rara abilità in un’opera di armoniosa bellezza.

Risorse

Creato: 25 ottobre 2024

Modificato: 25 ottobre 2024