Juno
Giunone: regina romana degli dèi. Giunone, dea del matrimonio, era la regina romana degli dèi. Era la versione romana di Era ed era sia sorella sia moglie di Giove. È pure la dea romana del matrimonio ed era la protettrice delle donne.
Queste pagine condividono la storia di Giunone, i figli e la costante rivalità per gli affetti del marito.
Chi era Giunone nella mitologia romana?
Giunone era la dea principale del pantheon romano. Insieme a Giove, fratello e marito, regnava su Roma e sul resto degli dèi. Giove era il dio più potente del pantheon e Giunone la dea più potente. I Romani assorbirono il pantheon greco e lo fecero proprio. Giunone prese molti miti dalla versione greca, Era.
Il nome di Giunone potrebbe essere venuto da varie parole tutte centrate sull’idea di giovinezza. Ad esempio, molti credono che il nome venga dal latino iuvenis, che significa «giovinezza». Era la dea del parto, della fertilità e protettrice delle donne e della loro salute.
Giunone e Giove erano due di sei fratelli e insieme ebbero quattro figli:
-
Vulcano (Efesto), dio della fucina e del fuoco
-
Marte (Ares), dio della guerra
-
Bellona (Enyo), dea della guerra
-
Juventus (Hebe), dea della giovinezza e del ringiovanimento
La protezione di donne e matrimonio la rese pure dea del parto. Aveva nomi diversi per i vari aspetti della natura. C’erano molti nomi, ma tre principali. Uno degli epiteti, Giunone Lucina, era il nome di lei come dea del parto. Un altro, Giunone Sospita, era la dea patrona delle donne in attesa del parto in confinamento. L’altro era Giunone Moneta. Questo epiteto si riferiva specificamente alla dea che proteggeva il denaro o i fondi.
Diverse feste erano tenute in celebrazione dei diversi aspetti di questa dea. Era a capo di tutte le questioni di salute e vitalità che colpivano il popolo di Roma. Era coinvolta in matrimoni, sesso, cicli mestruali e nascite. La luna rispecchia i cicli della mestruazione. Diana, una delle figlie di Giove, era la dea della luna. Ma Giunone era più a capo dei cicli mestruali, essendo l’impulso dietro di essi.
La nascita della regina romana degli dèi
Giunone era una dei sei figli. Il padre e la madre di Giove, Giunone e gli altri erano Saturno e Ops. I fratelli di Giunone erano:
-
Giove (il dio del fulmine)
-
Nettuno (il dio del mare)
-
Plutone (il dio dell’oltretomba)
-
Cerere (la dea dell’agricoltura)
-
Vesta (la dea del focolare e della casa)
Purtroppo il padre era sia geloso sia impaurito. Mentre la moglie Ops era incinta, decise di mangiare ciascuno dei figli appena nati. Così poteva evitare di essere rovesciato nello stesso modo in cui aveva rovesciato il padre, Caelo.
Come nacque Giunone?
Insieme a Nettuno, Plutone, Cerere e Vesta, Giunone fu mangiata da Saturno appena uscì dal grembo. Ma Ops tenne Giove al sicuro, dando al marito una roccia avvolta in un panno invece del bambino da mangiare. Si ammalò così tanto per la roccia che vomitò tutti gli altri figli e così Giunone fu salvata.
Insieme si spartirono l’universo, ciascuno prendendo una parte per sé. E come squadra alla fine sconfissero il padre e lo rovesciarono comunque. Saturno fu estromesso e Giove divenne re degli dèi e marito di Giunone.
Miti di Giunone, la dea celeste
Molti dei miti di Giunone la ritraevano come una moglie gelosa e vendicativa, in cerca delle amanti del marito per liberarsene. Giunone era la dea romana del matrimonio, ma il suo stesso matrimonio era un po’ difficile. Gran parte della nostra conoscenza dei miti di Giunone viene dai poeti romani Ovidio, Virgilio e Omero. Una storia discuteva di come Giove creasse la nebbia per nascondere le molte avventure dalla moglie. Nonostante tutti gli sforzi per nascondere ciò che faceva, Giunone era vigile nel scoprire e vendicarsi.
Un esempio di tale situazione fu dopo che Giove ebbe un’avventura con la dea Io. Era una sacerdotessa di Giove ed egli se ne era innamorato come era solito fare. Io alla fine cedette al fascino di Giove e giacquero insieme. Ma Giunone lo scoprì e per tenere Io al sicuro Giove la trasformò in una giovenca. Stranamente, una giovenca era uno dei simboli di Giunone.
Giunone non si arrese, però. Chiese a un mostro con cento occhi di nome Argo di trovare la giovenca e sorvegliarla. Il mostro iniziò la ricerca, ma Giove mandò il dio Mercurio a fermarlo. Mercurio cullò il mostro nel sonno e poi lo uccise. Per ricordare il mostro che aveva cercato di renderle un buon servizio, Giunone pose i cento occhi nella coda del pavone. Il pavone era un altro dei simboli di Giunone.
Un’altra storia riguardava la nascita di Diana e Apollo, gemelli nati da Giove e dalla dea Latona. Giunone scoprì dell’avventura di Giove con Latona e corse dietro Latona per punirla. Ma da dentro il grembo della madre, Apollo avvertì la madre dove nascondersi. Si nascose e Giunone non poté trovarla, ma Latona cominciò a partorire i gemelli. Come punizione, Giunone Lucina, uno degli aspetti di Giunone, rifiutò di assistere. Latona dovette affrontare il parto da sola.
Giunone e la fondazione di Roma
Giove ebbe il proprio ruolo nella fondazione di Roma, ma pure Giunone. Diversa dalla versione greca, Era, Giunone ebbe più un ruolo in politica e guerra. Il poeta romano Virgilio scrisse una storia chiamata l’Eneide. Descrisse la riluttanza di Giunone ad aiutare l’eroe della sua storia, Enea, a fondare la città di Roma.
Virgilio usò il nome di Giunone nella storia, ma ciò potrebbe pure essere stato preso dalla mitologia greca. A Giunone non piaceva Enea e così voleva impedirgli di riuscire. Enea progettava di andare alla città di Cartagine ed ella amava quella città. Era il suo luogo preferito in cui dimorare e sapeva che in futuro la futura città di Roma avrebbe distrutto Cartagine.
Voleva impedire la fondazione di Roma per tenere la città amata. Ora, nella storia, Virgilio non capiva all’inizio l’ira di Giunone contro Enea. In seguito fu rivelato che era gelosa. Enea era un troiano e il principe troiano Paride pensava che Elena fosse ancora più bella di Giunone.
Alla fine Enea arrivò a Cartagine e là la regina Didone se ne innamorò. Gli chiese di restare. Tutto ciò faceva parte del piano di Giunone, tenere Enea a Cartagine così che non potesse partire e andare a fondare Roma. Ma Enea era figlio di Venere e iniziò una battaglia tra Venere e Giunone sul destino di Enea di fondare la grande città.
Alla fine Enea partì e la regina Didone si uccise di tristezza per la perdita. Navigò verso la Sicilia, ma Giunone continuò a cercare di fermarlo. Chiese alle donne di bruciare le barche. Poi creò una tempesta sul mare per impedirgli di raggiungere la destinazione. Ma Nettuno, il fratello, era arrabbiato che invadesse il suo dominio e così rovinò i suoi piani. Enea e i suoi uomini sbarcarono al sicuro e in seguito fondarono la città di Roma.
Culto della regina degli dèi
Giunone, Giove e la figlia di Giove Minerva avevano tutti templi sul Campidoglio. Erano il triumvirato divino regnante, chiamato la Triade Capitolina. Il Campidoglio era il centro religioso di Roma. Al suo tempio c’erano sempre stormi di oche, che era uno dei suoi simboli. Una volta le oche salvarono Roma quando il loro rumore avvertì i guerrieri che arrivavano i nemici.
C’erano molte feste dedicate a Giunone durante l’anno. Una di esse era la Matronalia. Questa festa si teneva il primo di marzo di ogni anno. Era un tempo per celebrare Giunone come «Madre» di Roma nonché Giunone Lucina, la dea del parto. Era un tempo di risveglio e rinnovamento della vita. La gente sacrificava agnelli e bestiame nei suoi templi.
Un’altra festa in suo onore si chiamava Caprotinae. Era a luglio. C’erano sacrifici di animali e le schiave si battevano ritualmente.
Le altre feste erano:
-
Dedicata a Giunone Moneta (giugno)
-
Giunone Capitolina (settembre)
-
Dedicata a Giunone Regina (ottobre)
-
Dedicata a Giunone Sospita (febbraio)
Il suo nome fu l’ispirazione per il mese di giugno. Poiché era la dea del matrimonio, i Romani pensavano fosse molto di buon augurio sposarsi a giugno.
Giunone nell’arte
Nell’arte Giunone era rappresentata sia potente sia bella. A seconda dell’aspetto di Giunone mostrato, indossava oggetti diversi. Spesso era raffigurata con attrezzatura militare. Indossava pelle di capra e aveva un mantello nonché una piccola corona. Poteva pure avere uno scudo e portare una lancia. Si possono trovare sculture di Giunone, sia antiche sia moderne, in tutto il mondo.
Simboli di Giunone
Giunone aveva molti simboli. Aveva stormi di oche al tempio. Gli altri animali erano il pavone e la giovenca.
Giunone nella cultura popolare
Proprio come gli antichi Romani, chiamiamo ancora il mese «giugno» ed è ancora un tempo popolare per la gente di sposarsi. Inoltre nel 2011 la NASA mandò una sonda senza equipaggio nello spazio. La chiamarono Juno. Proprio come la dea, la sonda Juno era in missione per osservare e sorvegliare Giove.
Conclusione
-
Giunone era la regina degli dèi nella mitologia romana. Era pure la dea del matrimonio, del parto e la protettrice delle donne a Roma.
-
Era una dei sei figli di Saturno e Ops. La madre li salvò tutti dall’ira del padre dando a Saturno una roccia invece di Giove.
-
I figli di Saturno spezzarono l’universo e lo divisero tra loro. Rovesciarono pure il padre.
-
I fratelli erano Giove, Cerere, Nettuno, Plutone e Vesta.
-
Giove divenne re degli dèi e Giunone la sua regina. Insieme ebbero quattro figli: Vulcano, Juventus, Marte e Bellona.
-
C’erano aspetti diversi al potere di Giunone. Aveva molti nomi e c’erano molte feste che celebravano i vari aspetti.
-
Lei, Giove e Minerva avevano tutti templi sul Campidoglio. Faceva parte della triade divina regnante.
-
Giove era famoso per le abitudini di donnaiolo e Giunone era famosamente gelosa. Spesso cercava di vendicarsi sulle altre donne e di ferire i loro figli. Si diceva che Giove creasse la nebbia per tenere nascoste le avventure.
-
Ebbe un ruolo nell’Eneide cercando di impedire a Enea di fondare Roma per proteggere Cartagine.
-
I simboli includevano pavone, oche e giovenca. Il mese di giugno porta il suo nome.
Giunone resta la regina potente e complessa del pantheon romano: protettrice delle donne, dea del matrimonio e forza da non sottovalutare.













