Adone

Classical

Secondo la più antica menzione di Adone (Ἄδωνις) nei Cataloghi delle donne (attribuiti a Esiodo), nonché nella Biblioteca di Apollodoro, Adone era figlio di Fenice e Alfesibea. Ma i Cataloghi delle donne non parlavano della sua vita e della sua morte.

Apollodoro menzionò pure altri possibili genitori per Adone. Adone poteva essere figlio di Cinira, figlio di Megassare, e di Metarme, figlia di Pigmalione. Adone aveva pure un fratello di nome Ossiporo e tre sorelle — Orsedice, Laogore e Braisia. Le sorelle dormivano con stranieri e vissero in Egitto, come punizione di Afrodite.

Ma Apollodoro prediligeva Teia, re d’Assiria, come padre, mentre la madre era Smirna, figlia di Teia. Il poeta romano Ovidio chiamò il padre Cinira e la madre Mirra, figlia di Cinira. I nomi Smirna e Mirra sono gli stessi, e entrambi significano «albero di mirra». Qualunque fossero i genitori di Adone, i racconti di Apollodoro e Ovidio erano gli stessi: la figlia aveva dormito col proprio padre, e gli dèi la nascosero dalla furia omicida del padre mutandola in un albero di mirra. Userò principalmente Ovidio come fonte, ma farò pure riferimento ad Apollodoro dove le due versioni differiscono.

Secondo Apollodoro, Afrodite punì Smirna per non averla onorata, e così la dea fece innamorare la ragazza del proprio padre. Con l’aiuto di una nutrice, Smirna dormì col padre.

Quando il padre scoprì che la ragazza con cui dormiva era la propria figlia, tra dolore e rabbia la inseguì con la spada. Gli dèi salvarono la ragazza (Mirra o Smirna), incinta del seme del padre, mutandola in un albero di mirra.

Vedi Mirra (Smirna) nell’Ira del Cielo per il racconto tragico di lei e del padre.

Dieci mesi dopo, l’albero di mirra si spaccò, rivelando un bambino. La dea Afrodite (Venere), che era molto probabilmente responsabile della passione incestuosa di Mirra per il padre, s’innamorò del neonato, che chiamò Adone. Nascose in segreto il bambino agli dèi in un forziere, affidando il piccolo a Persefone perché se ne prendesse cura.

Tuttavia Persefone s’innamorò pure del bambino quando aprì il forziere, e rifiutò di restituirlo ad Afrodite. Il padre Zeus compose l’aspra disputa tra le due dee. Zeus giudicò che Adone avrebbe vissuto un terzo della vita come voleva; un terzo nell’Oltretomba con Persefone, e l’altro terzo con Afrodite. Adone in realtà passò il tempo libero con Afrodite.

Secondo un altro autore romano, Igino, Zeus ebbe la Musa Calliope come giudice nella disputa tra Afrodite e Persefone, e lei decretò che Adone passasse metà dell’anno con ciascuna dea. Afrodite fu furiosa per la decisione e suscitò guai tra le Menadi, che uccisero il cantore trace Orfeo, figlio di Calliope.

Quando divenne un bel giovane, Adone passava la maggior parte del tempo a caccia nei boschi, con Afrodite come compagna. Apollodoro menzionò che Artemide era adirata con Adone e mandò un cinghiale a ucciderlo, mentre era ancora ragazzo, forse perché Afrodite aveva causato la morte di Ippolito, figlio di Teseo. Ma poi Apollodoro menzionò che Adone fu ucciso da giovane uomo.

Ovidio elaborò ulteriormente un secondo scenario. Eros o Cupido graffiò per caso Afrodite con una freccia sul seno bianco, facendola innamorare di Adone. Afrodite seguì Adone nella caccia e spesso cercò di dissuaderlo dal cacciare animali selvatici nei boschi. Afrodite lasciò il giovane, sul carro trainato da cigni, diretta a Cipro. Ma il giovane rifiutò di ascoltare l’avvertimento.

Adone inseguì un cinghiale, ferendolo con una lancia. Inferocito per la ferita, il cinghiale lo inseguì e lo ferì mortalmente all’inguine con le zanne. Prima che Afrodite raggiungesse la sua isola, udì il gemito morente di Adone. Distrutta, tornò in fretta al giovane amante, ma non poté salvare Adone. Lo trovò giacente in una pozza di sangue.

Per assicurarsi che Adone non fosse dimenticato, decretò che si tenesse un festival, Adonia, che avrebbe ri-escenato la sua morte. Afrodite fece pure spuntare dal sangue di Adone un fiore rosso sangue chiamato anemone.

Si è speculato che il cinghiale fosse in realtà o il marito geloso di Afrodite Efesto o l’amante Ares.

Informazioni correlate

Adone

Adone, Ἄδωνις.

Fonti

La Biblioteca fu scritta da Apollodoro.

Le Metamorfosi furono scritte da Ovidio.

Le Fabulae e la Poetica Astronomica furono scritte da Igino.

Il Catalogo delle donne fu attribuito a Esiodo.

Il Lamento per Adone fu scritto da Bione.

Articoli correlati

Vedi pure Mirra.

Mirra (Smirna), Afrodite (Venere), Persefone (Proserpina), Ares (Marte).

Creato: 22 giugno 2000

Modificato: 22 ottobre 2024