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La vera Atlantide era nel Mar Nero?

Di Caleb Howells

Il Mar Nero era un importante massa d’acqua all’interno dell’ambito dell’attività geografica degli antichi Greci. Anche per questo motivo, alcuni ricercatori hanno sostenuto che Atlantide possa trovarsi in quella zona. Inoltre, esistono prove che il Mar Nero abbia subito, in un lontano passato, un grande evento di allagamento, che alcuni hanno cercato di collegare alla leggenda dell’inabissamento di Atlantide. Questo articolo esaminerà tali argomentazioni e valuterà se esse siano compatibili con le evidenze.

Mappa del Mar Nero da un manoscritto miniato del diciassettesimo secolo
Mappa del Mar Nero da un manoscritto miniato del diciassettesimo secolo

Panoramica del Mar Nero

Il Mar Nero è collegato al Mar Mediterraneo tramite due stretti canali. Partendo dal Mar Egeo, che si trova nell’angolo nord-orientale del Mediterraneo, si incontra lo Stretto dei Dardanelli, il primo di questi due canali. Questo si apre sul Mar di Marmara, una massa d’acqua relativamente piccola situata tra i due canali.

Da lì si raggiunge il secondo dei due canali, lo Stretto del Bosforo, che conduce dal Mar di Marmara direttamente nell’angolo sud-occidentale del Mar Nero.

Il Mar Nero è una massa d’acqua enorme. Sebbene sia molto più piccolo del Mar Mediterraneo, non contiene praticamente alcuna isola, il che lo rende un’unica, immensa distesa d’acqua aperta. È di gran lunga più pericoloso del Mediterraneo. Le tempeste tendono a scoppiare all’improvviso e perfino le coste sono relativamente insidiose.

La colonizzazione greca delle sponde del Mar Nero, avvenuta nell’ottavo e nel settimo secolo a.C., fu una grande impresa per la loro cultura. Fu come la conquista di una belva formidabile che era sembrata impossibile da domare. I Greci lo conoscevano come il “Mare Inospitale” e, in seguito, ironicamente, come il “Mare Ospitale”.

Le argomentazioni secondo cui la vera Atlantide si trovava nel Mar Nero

Perché alcuni ricercatori sostengono che la vera Atlantide del racconto di Platone si trovasse nel Mar Nero? Pare che il principale elemento che ha contribuito alla popolarità di questa teoria sia l’ipotesi, proposta per la prima volta nel 1997, secondo cui il Mar Nero avrebbe subito un devastante evento di allagamento molte migliaia di anni fa. Ciò presenta alcune ovvie somiglianze con il racconto di Atlantide che scompare in mare.

Tuttavia, questa teoria su Atlantide non dipende unicamente dal presunto evento di allagamento. Molte altre argomentazioni sono state avanzate a suo sostegno. In questa sezione, iniziaremo con una considerazione degli argomenti geografici e del modo in cui la localizzazione proposta per Atlantide si adatterebbe, presumibilmente, alla posizione descritta da Platone.

Argomentazioni geografiche

Il racconto di Platone su Atlantide fornisce una descrizione relativamente dettagliata della sua posizione. Tuttavia, questa descrizione geografica è stata interpretata da vari ricercatori in molti modi diversi.

Le argomentazioni geografiche alla base di questa teoria sul Mar Nero tentano di confutare la comprensione tradizionale secondo cui Atlantide si trovava nell’Oceano Atlantico. Una linea di ragionamento è che diverse espressioni geografiche erano originariamente applicate a luoghi molto lontani da quelli con cui sarebbero poi state associate (come le “Colonne d’Ercole”).

Le Colonne d’Ercole

Nel racconto di Platone su Atlantide troviamo due indicatori geografici fondamentali. Il primo è che Atlantide si trovava nel Mare Atlantico; il secondo è che era “davanti” alle Colonne d’Ercole. Questo viene solitamente inteso nel senso che si trovava al di là di quelle colonne.

Tradizionalmente, le Colonne d’Ercole sono state collocate nello Stretto di Gibilterra. Questa è la collocazione più comune nell’antichità e continua a essere considerata la collocazione standardizzata ancora oggi. Per questo motivo, si è generalmente ritenuto che Atlantide dovesse trovarsi fuori dal Mediterraneo, nell’Oceano Atlantico.

Le prove di Isocrate

Esistono tuttavia prove che le “Colonne d’Ercole” non sempre si riferivano allo Stretto di Gibilterra. Forse la prova più diretta in tal senso proviene da Isocrate, che scrisse all’inizio del quarto secolo a.C. Il passo rilevante recita:

“Egli [Ercole] marciò contro Troia… e con una piccola spedizione espugnò facilmente la città. Dopo ciò, mise a morte tutti, fino all’ultimo, i principi delle tribù che abitavano lungo le sponde di entrambi i continenti… Quando ebbe compiuto queste imprese, eresse le Colonne d’Ercole, come sono chiamate, a trofeo della vittoria sui barbari, monumento del proprio valore e dei pericoli affrontati, e a confine del territorio degli Elleni.”

Secondo questo passo, Ercole eresse le Colonne d’Ercole nelle vicinanze di Troia per segnare il limite (evidentemente orientale) del territorio greco. Questo si trova vicino all’ingresso del Mar Nero. Per paragone, poiché le Colonne d’Ercole a occidente si riferivano allo Stretto di Gibilterra, si potrebbe logicamente sostenere che le Colonne d’Ercole a oriente si riferissero a uno stretto analogo. Questo sarebbe lo Stretto dei Dardanelli oppure lo Stretto del Bosforo.

Il mare simile a un porto

Nei riferimenti di Platone alle Colonne d’Ercole, egli contrappone due diverse masse d’acqua. Definisce un mare come situato all’interno delle Colonne d’Ercole. Egli afferma:

“Questo mare che si trova all’interno delle Colonne d’Ercole è soltanto un porto, dall’ingresso stretto, mentre quell’altro è un vero mare, e la terra che lo circonda può a buon diritto essere chiamata un continente sconfinato.”

Si noti la conferma che le Colonne d’Ercole erano uno stretto, come dedotto in precedenza. Ma, più significativamente, vediamo qui che il mare “all’interno delle Colonne d’Ercole” è descritto come un semplice porto. Esso è contrapposto a un altro mare, che è un “vero mare”.

Secondo questa teoria, questo “mare simile a un porto” è il Mar di Marmara. Esso si trova all’interno delle Colonne d’Ercole se collochiamo queste ultime al Bosforo. Il “vero mare”, al contrario, si trova fuori, al di là di quello stretto, e viene identificato con il Mar Nero.

L’ingresso al Mar di Marmara, sia che lo si definisca nei Dardanelli sia nel Bosforo, è effettivamente stretto, esattamente come afferma Platone.

Mappa del Mar di Marmara, che mostra gli ingressi stretti a entrambe le estremità. Crediti: Thomas Quine, CC-BY 2.0
Mappa del Mar di Marmara, che mostra gli ingressi stretti a entrambe le estremità. Crediti: Thomas Quine, CC-BY 2.0
Il Mare Atlantico

Che dire allora del Mare Atlantico? Se Atlantide si trovava appena oltre, o davanti, le Colonne d’Ercole, e Atlantide era nel Mare Atlantico, allora logicamente il Mare Atlantico deve essere la massa d’acqua immediatamente al di là di quelle colonne.

Poiché i sostenitori di questa teoria sul Mar Nero collocano le Colonne d’Ercole al Bosforo, ciò identificherebbe chiaramente il Mare Atlantico con il Mar Nero. Questo si incastra con la suddetta identificazione del Mar Nero con il “vero mare” del racconto di Platone. In effetti, quasi tutte le interpretazioni del racconto di Platone equiparano il Mare Atlantico al “vero mare” contrapposto al mare simile a un porto.

Il racconto di Platone su Atlantide nel Timeo inizia con:

“Questa potenza uscì dal Mare Atlantico, perché in quei giorni l’Atlantico era navigabile.”

Ciò suggerisce, naturalmente, che non fosse navigabile quando questo racconto fu narrato. I Greci dell’epoca storica conoscevano il Mar Nero come il Mare Inospitale, il che dimostra che era considerato molto difficile da navigare.

Pontos

Una prova a sostegno di questa identificazione proviene dalla seguente frase del Timeo di Platone:

*“[Atlantide] era la via verso altre isole, e da queste si poteva passare all’intero continente opposto che circondava il vero oceano.”

La parola qui tradotta con “oceano” è in realtà il termine greco “pontos”, più correttamente traducibile come “mare”. Tuttavia, questo non era l’unico termine greco per “mare”, e questa parola in particolare aveva un’associazione speciale con una specifica massa d’acqua.

La parola “pontos” finì per essere applicata specificamente al Mar Nero. In effetti, divenne alla fine il nome proprio di questa massa d’acqua. A volte i Greci lo chiamavano Pontos Axeinos, che significa Mare Inospitale. In seguito, ironicamente, questo fu mutato in Pontos Euxeinos, che significa Mare Ospitale. Tuttavia, molto spesso era chiamato semplicemente “Pontos”. Per i Greci questo era il mare per eccellenza, il Pontos. Su questa base, è logico associare il “pontos” menzionato da Platone al Mar Nero.

Le argomentazioni contro l’identificazione tradizionale

Non accontentandosi di presentare soltanto gli argomenti a favore di queste identificazioni geografiche, i sostenitori di questa teoria sostengono che la collocazione tradizionale di Atlantide nell’Oceano Atlantico è impossibile.

Secondo la visione tradizionale, il “mare simile a un porto” è il Mar Mediterraneo, mentre il “vero mare” è l’Oceano Atlantico. Tuttavia, questa teoria sostiene che le popolazioni dell’Età del Ferro non sapevano che il Mar Mediterraneo era completamente circondato dalla terraferma, come un immenso porto. Le popolazioni dell’Europa dell’Età del Ferro, si presume, credevano che la massa continentale dell’Europa fosse interamente circondata dall’acqua. Descrivere quindi il Mediterraneo come un porto non avrebbe avuto alcun senso.

Inoltre, la visione tradizionale richiederebbe che gli antichi credessero nell’esistenza di un’immensa massa terrestre che circondava l’Oceano Atlantico. Una simile massa terrestre non esiste, né gli antichi Greci credevano che esistesse. Si potrebbe quindi logicamente sostenere che Platone non potesse stare descrivendo l’Oceano Atlantico.

La ricollocazione delle nazioni mediterranee

Un altro elemento fondamentale dell’aspetto geografico di questa teoria è la ricollocazione di diverse nazioni che in epoca storica vivevano sul Mar Mediterraneo.

La necessità di ciò deriva dalla descrizione platonica del dominio di Atlantide. Secondo il suo racconto:

“Gli uomini di Atlantide avevano sottomesso le parti della Libia entro le Colonne d’Ercole fino all’Egitto, e quelle dell’Europa fino alla Tirrenia. Questa immensa potenza, riunita in una sola, tentò di sottomettere in un colpo solo il nostro paese e il vostro.”

Poiché Atlantide sarebbe esistita in un passato remoto, prima dei grandi imperi dell’antichità, come potremmo concludere che vi sia stata una guerra tra un’Atlantide nel Mar Nero e i Greci, gli Egizi e le altre nazioni sulle sponde settentrionali e meridionali del Mediterraneo?

La spiegazione è l’idea che gli antenati dei Greci e degli Egizi (così come di altre nazioni vicine) vivessero originariamente in Anatolia, sulla sponda meridionale del Mar Nero. Vivevano in quella regione quando si verificarono gli eventi descritti nel racconto di Platone. Poi, in un periodo successivo, migrarono verso le loro sedi attuali.

Atlante il Titano

Una presunta prova in tal senso riguarda Atlante il Titano. I Greci, com’è noto, lo collocavano molto a occidente rispetto al loro paese, nell’Africa nord-occidentale. Secondo questa teoria, Atlante era originariamente collocato a occidente del loro precedente territorio, presso il Mar Nero.

Nell’Africa nord-occidentale, Atlante aveva monti che portavano il suo nome. Si potrebbe quindi sostenere che dovessero esservi montagne anche nella sua località originaria. Per caso, sulla sponda occidentale del Mar Nero si trova il fiume Olt, che scende dai Monti Carpazi. Nell’antichità il fiume Olt era chiamato “Alutus” o “Aluta”.

Secondo i sostenitori di questa teoria, questo nome è una corruzione di “Atlas”. I Monti Carpazi sarebbero quindi gli originari Monti Atlas. Ciò dimostrerebbe, si dice, che il mondo greco era originariamente centrato sul Mar Nero, con i Monti Carpazi a indicare i limiti occidentali del mondo così come facevano i Monti Atlas dell’Africa nord-occidentale in epoca storica.

Le mappe pontocentriche

Un altro argomento a favore dell’idea che i Greci vivessero originariamente sulle sponde del Mar Nero è il fatto che, presumibilmente, le loro antiche mappe sono centrate sul Mar Nero. Ciò si deduce dalle descrizioni del mondo fornite da autori come Erodoto. Sebbene egli non abbia personalmente realizzato una mappa fisica del mondo, ricercatori più moderni ne hanno create sulla base delle descrizioni di Erodoto.

Mappa del mondo basata sulle descrizioni di Erodoto
Mappa del mondo basata sulle descrizioni di Erodoto

Come può notare chiunque osservi anche solo superficialmente una di queste mappe basate sugli scritti di Erodoto, esse appaiono effettivamente centrate sul Mar Nero. Presumibilmente, ciò dimostrerebbe che i Greci conservavano ancora una traccia del ricordo della loro precedente patria centrata sul Mar Nero.

Ercole in Iberia

Un argomento aggiuntivo riguarda la leggenda di Ercole che viaggia verso l’estremo occidente, nella regione dell’Iberia. Questa viene sempre intesa come un riferimento alla Penisola Iberica, che comprende gli attuali Spagna e Portogallo.

Tuttavia, i sostenitori di questa teoria sostengono che la storia derivasse originariamente da resoconti di viaggi di Ercole nella regione nota come Iberia, sulla costa orientale del Mar Nero. Pur non trovandosi a occidente, essa costituisce una sorta di limite, e non è assurdo sostenere che la storia possa semplicemente essere stata trasferita da una direzione all’altra.

L’isola di Atlantide

Che dire del fatto che Atlantide sarebbe dovuta essere un’isola? In che modo la collocazione di Atlantide nel Mar Nero si concilia con la descrizione di Platone sotto questo aspetto?

Come abbiamo visto in precedenza, nel Mar Nero non vi sono praticamente isole. Un’eccezione è l’Isola dei Serpenti, un’isola ucraina al largo del delta del fiume Danubio. Questa, si sostiene, sarebbe stata la capitale, l’isola di Atlantide. Sarebbe stata molto, molto più grande e in realtà collegata alla terraferma nell’era precedente l’allagamento del Mar Nero, quando il livello dell’acqua era tra i 30 e gli 80 metri più basso di quello odierno.

Come potrebbe Atlantide essere descritta come un’isola se in realtà era collegata alla terraferma prima che avvenisse l’alluvione? Questa teoria sostiene che il geroglifico egizio per “isola” non si distingueva da quello per “paese straniero”, il che farebbe della descrizione di Atlantide come “isola” un errore di traduzione.

La cronologia di Atlantide

Oltre a stabilire dove si trovasse Atlantide, è necessario anche chiarire quando essa sarebbe esistita, poiché ciò ha un impatto sulla civilizzazione (come vedremo nella sezione seguente). Secondo questa teoria, Atlantide era una civilizzazione che esistette sulle sponde del Mar Nero fino a circa il 5500 a.C., quando fu annientata.

Le prove derivanti dalla scrittura

I sostenitori di questa teoria giungono alla loro conclusione su quando esistette Atlantide basandosi su un ragionamento circa l’uso della scrittura. Essi ragionano che, se gli Egizi avessero già sviluppato il loro sistema di scrittura al momento della distruzione di Atlantide, avrebbero potuto affermare con precisione esattamente quando e dove ciò accadde. Tuttavia, il sacerdote egizio che narra la storia a Solone la colloca in un passato remoto.

L’argomentazione prosegue quindi affermando che la distruzione di Atlantide deve essere avvenuta prima che gli Egizi sviluppassero la loro scrittura. Eppure, non può essere accaduta troppo tempo prima, altrimenti ogni memoria degli eventi sarebbe andata perduta.

Inoltre, i sostenitori di questa teoria sostengono che Atlantide stessa possedeva un proprio sistema di scrittura, secondo il racconto di Platone. Ciò corrisponderebbe, secondo la teoria, alla scrittura di Vinča, che compare su vari manufatti dell’Europa sud-orientale, molto vicina alla localizzazione proposta per il grande paese di Atlantide sulla costa occidentale del Mar Nero.

Questa scrittura è stata datata dagli archeologi fino a un’epoca anteriore al 5300 a.C., non troppo lontana dal teorizzato allagamento del Mar Nero verso il 5500 a.C. Questa prova sembra dunque convergere proprio su quell’era come epoca della distruzione di Atlantide.

La civilizzazione di Atlantide

Ora che abbiamo visto come questa teoria sostiene una corrispondenza geografica con il racconto di Platone, e come afferma che Atlantide esistette verso il 5500 a.C., che dire della reale civilizzazione di Atlantide?

Un centro del commercio internazionale

Atlantide sarebbe stata una civilizzazione ricca e potente, un centro del commercio internazionale. In armonia con ciò, si fa notare che collocare Atlantide sulla sponda occidentale del Mar Nero ha molto senso.

Come abbiamo notato in precedenza, l’Isola dei Serpenti si trova al largo del delta del fiume Danubio. Questo fiume attraversa l’intera Europa sud-orientale. In effetti, attraversa anche gran parte dell’Europa centrale, arrivando quasi fino alla Francia. Vicino si trova anche il fiume Dnestr.

Data la vicinanza a questi fiumi, qualsiasi grande insediamento in quell’area avrebbe logicamente avuto un eccellente accesso alle rotte commerciali che li percorrevano. Ciò si accorda bene con la descrizione di Platone nel Crizia, come si può vedere qui:

“molte cose giungevano a loro dai paesi stranieri… i più grandi dei porti erano pieni di navi e di mercanti provenienti da ogni parte.”

L’oricalco

Platone menziona un tipo speciale di materiale usato ad Atlantide. Lo descrive in questi termini:

“Ciò che oggi è soltanto un nome, e che allora era qualcosa di più di un nome, l’oricalco, veniva estratto dalla terra in molte parti dell’isola, essendo in quei giorni più prezioso di qualsiasi cosa tranne l’oro.”

In altre parti del Crizia, Platone descrive come gli Atlantidi decorassero alcune parti della città con oricalco, insieme ad argento e oro. Come si vede da questo fatto e dalla citazione precedente, l’oricalco era molto prezioso. E tuttavia, al tempo stesso, era qualcosa di cui Egizi e Greci non erano più a conoscenza.

Esistono prove che l’ossidiana fosse molto preziosa nell’era neolitica dell’Europa, nel periodo e nel luogo in cui questa teoria colloca Atlantide. Tuttavia, in epoca storica, l’ossidiana non fu quasi mai usata come bene di valore, se non mai. Era decisamente qualcosa più strettamente associato all’Europa neolitica. Questa teoria identifica quindi l’ossidiana come l’oricalco del racconto di Platone.

Pezzo di ossidiana a forma di foglia della cultura cicladica neolitica
Pezzo di ossidiana a forma di foglia della cultura cicladica neolitica

I re di Atlantide

Un sostegno aggiuntivo a questa teoria proviene dai re di Atlantide menzionati da Platone. Egli ne registra dieci, compresi i nomi di ciascuno. Il più famoso era Atlante, il maggiore dei dieci figli di Poseidone. Tre di loro ricevono particolare attenzione dai sostenitori di questa teoria.

Gadiro

Il racconto di Platone include la seguente informazione:

“Al [suo] fratello gemello, nato dopo di lui, che ebbe in sorte l’estremità dell’isola verso le Colonne d’Ercole, di fronte al paese che oggi è chiamato regione di Gadeira in quella parte del mondo, diede il nome che nella lingua ellenica è Eumelo, nella lingua del paese che da lui prende nome, Gadiro.”

Quindi, secondo questo passo, uno dei re di Atlantide si chiamava Gadiro. Il suo territorio era quello più vicino alle Colonne d’Ercole e prendeva il nome da lui.

A sud dell’Isola dei Serpenti, in direzione delle Colonne d’Ercole al Bosforo, si trovava il territorio degli antichi Geti. Questa teoria suggerisce che “Geti” derivi da “Gadiro”.

Mestore

Un altro dei dieci figli di Poseidone era Mestore. Nessun’altra informazione viene rivelata su di lui, se non che era uno dei dieci re originari di Atlantide.

Secondo questa teoria, il fiume Dnestr fu chiamato così in suo onore. A parte la prima lettera, il nome di questo fiume è indubbiamente molto simile al nome del re di Platone, Mestor.

Diaprepe

Un esempio analogo è Diaprepe. Come Mestor, nulla si sa di lui se non che era uno dei dieci re originari. Il suo nome presenta una somiglianza con il nome del fiume Dnepr, il che porta a suggerire che il fiume fosse stato chiamato così in onore di questo re.

La distruzione di Atlantide

Che dire del leggendario inabissamento di Atlantide? Come abbiamo già visto, esso sarebbe stato il risultato della catastrofica alluvione avvenuta nel Mar Nero verso il 5500 a.C. Ciò avvenne a causa della rottura del Bosforo, che permise all’acqua del Mar Mediterraneo di riversarsi nel Mar Nero.

Questo avrebbe completamente sommerso una parte enorme delle coste settentrionali e nord-orientali di quel mare, dove questa teoria colloca Atlantide. Così, una parte considerevole dell’antico paese di Atlantide fu sommersa.

Le obiezioni a questa teoria

Questa teoria è piena di seri problemi, più di molte altre teorie su Atlantide.

Il problema delle Colonne d’Ercole

L’argomento secondo cui l’espressione “le Colonne d’Ercole” era talvolta applicata all’ingresso del Mar Nero è corretto. Oltre alla prova fornita da Isocrate, esiste anche una prova nel Commento di Servio all’Eneide di Virgilio, dove Servio osserva specificamente che vi sono Colonne d’Ercole sia in Spagna sia nel Mar Nero.

Tuttavia, il racconto di Platone afferma chiaramente che la guerra tra Atlantide e la Grecia fu una guerra tra coloro che stavano dentro le Colonne d’Ercole e coloro che stavano fuori. Ciò rende privo di senso l’argomento che i Greci vivessero originariamente in Anatolia, sulla sponda meridionale del Mar Nero. Se così fosse, i Greci e gli Atlantidi si sarebbero trovati dalla stessa parte delle Colonne d’Ercole.

Il problema del continente sconfinato

L’idea che il Mar Nero fosse il “vero mare” menzionato nel racconto di Platone non è priva di meriti. Tuttavia, si noti di nuovo il modo in cui Platone si riferisce a questo mare e al continente che lo circondava:

*“[Atlantide] era la via verso altre isole, e da queste si poteva passare all’intero continente opposto che circondava il vero mare.”

Se il vero mare è il Mar Nero, il “continente opposto che circondava il vero mare” deve essere l’Eurasia. Eppure questa teoria colloca Atlantide stessa proprio su quel medesimo tratto di costa che circonda il Mar Nero. Ciò contraddice il racconto di Platone, che distingue chiaramente tra Atlantide e il continente circostante.

La navigabilità del Mare Atlantico

Identificando il “vero mare” con il Mare Atlantico del racconto di Platone, questa teoria sostiene che il Mar Nero fosse noto ai Greci come “Inospitale” in relazione al fatto che Platone riferiva che il Mare Atlantico non fosse più navigabile.

Un problema fondamentale di ciò è il semplice fatto che essere inospitale non equivale a non essere affatto navigabile. Inoltre, il racconto di Platone prosegue spiegando in che modo il Mare Atlantico non fosse più navigabile. Come spiegò il sacerdote egizio a Solone:

“…anche l’isola di Atlantide svanì analogamente nelle profondità del mare. Per questo motivo il mare in quelle zone è impercorribile e inaccessibile, perché vi è un banco di fango che ostruisce il passaggio; e ciò fu causato dall’inabissamento dell’isola.”

Come possiamo vedere qui, il racconto non afferma in realtà che il Mare Atlantico nella sua interezza non fosse navigabile. Piuttosto, dice che non è navigabile semplicemente perché vi è un banco di fango a ostruire il passaggio. Ciò non ha nulla a che vedere con il motivo per cui il Mar Nero era noto come inospitale.

La ricollocazione del Mediterraneo

L’idea che le nazioni del Mediterraneo vivessero in realtà sulle sponde del Mar Nero non esiste solo per cercare di spiegare come Atlantide potesse aver combattuto una guerra contro la Grecia e l’Egitto. Esiste anche per spiegare la citazione riportata in precedenza, in cui si afferma che Atlantide aveva sottomesso l’Europa fino alla Tirrenia e la Libia fino all’Egitto.

Il carro di Monteleone degli Etruschi, i Tirreni del racconto di Platone
Il carro di Monteleone degli Etruschi, i Tirreni del racconto di Platone

Si tratta di un’ipotesi estremamente implausibile. Non solo dobbiamo supporre che le nazioni che vivevano vicino al Mar Nero abbiano preservato le loro identità nazionali per migliaia di anni mentre migravano da un luogo all’altro. Dobbiamo anche supporre che esse siano riuscite a mantenere le loro reciproche relazioni geografiche approssimative.

Ad esempio, dobbiamo supporre che gli Egiti fossero in precedenza associati a un’area più ampia che era parimenti un tempo chiamata dai Libici, esattamente identica alla situazione in Africa in epoca storica.

Inoltre, dobbiamo supporre che i Tirreni (cioè gli Etruschi) risiedessero in precedenza in una regione un tempo nota come Europa, esattamente come fecero in epoca storica. Tali supposizioni portano la credibilità al suo punto di rottura. Ciò è particolarmente difficile nel caso degli Etruschi, poiché essi in realtà migrarono verso l’Italia dal Mar Nero in epoca storica.

Nessuna confusione tra isola e paese straniero

Che dire dell’argomento secondo cui Atlantide potrebbe essere stato un grande paese sulla sponda del Mar Nero, sulla base del fatto che gli Egizi in realtà non avessero alcun geroglifico per indicare un’isola? Questo è semplicemente falso. Gli Egizi avevano un segno specifico per “isola”, in contrasto con “paese straniero”.

Il segno per “isola” aveva l’aspetto di una piattaforma piatta, indicante un banco di sabbia. Il segno per “paese straniero” era una piattaforma con tre cime a indicare colline.

Argomento illogico riguardo alla scrittura

Secondo questa teoria, Atlantide deve essere esistita prima che gli Egizi sviluppassero la propria scrittura, poiché gli Egizi avrebbero saputo esattamente quando e dove si trovava Atlantide se avessero già avuto un proprio sistema di scrittura al momento della sua distruzione.

Naturalmente, questo argomento si basa sulla conclusione preconcetta che le informazioni fornite dal sacerdote egizio a Solone fossero inesatte, poiché egli dice a Solone specificamente quanto tempo prima esistette Atlantide: 9000 anni. Questa teoria assume prima che ciò sia inesatto e poi usa questa conclusione preconcetta per dedurre quando Atlantide debba realmente essere esistita.

È evidente che non vi è alcun fondamento per questa logica. Si tratta inoltre di un argomento che si basa su una selezione arbitraria dei dati, poiché quando consideriamo tutti i dettagli presentati da Platone, vediamo che egli colloca il racconto nell’era in cui i Greci stessi sapevano scrivere. Ciò collocherebbe la narrazione non prima di circa il 1500 a.C.

Inoltre, l’idea che la scrittura di Vinča sia un vero e proprio sistema di scrittura è altamente controversa.

Perché l’oricalco non può essere ossidiana

Sebbene l’idea che l’ossidiana fosse un bene di grande valore nel periodo neolitico dell’Europa sud-orientale sia vera, non è possibile collegarla all’oricalco di Atlantide. In un passo, Platone menziona un muro attorno alla cittadella di Atlantide che “risplendeva del bagliore rosso dell’oricalco”.

Ciò dimostra che l’oricalco era evidentemente una sorta di metallo rossastro. L’ossidiana, d’altra parte, è un tipo di vetro vulcanico nero. Non è rossa e certamente non risplende di luce rossa.

I deboli collegamenti con i re di Atlantide

Il problema principale dell’argomento riguardante i re di Atlantide è il semplice fatto che i collegamenti sono molto deboli. Dei dieci re, solo tre possono essere collegati ai nomi di elementi geografici circostanti. Gli elementi stessi, peraltro, non sono coerenti: in due casi si usano nomi di fiumi, mentre in un altro caso si tratta del nome di un popolo.

Non sorprende che si possano trovare alcune vaghe somiglianze nella grande area che copre la sponda nord-occidentale del Mar Nero. Ciò può essere attribuito alla coincidenza.

Tuttavia, anche i collegamenti esistenti possono, in almeno due casi, essere dimostrati invalidi. Il fiume Dnepr, ad esempio, era in realtà noto come Borysthenes nelle fonti greche e romane antiche. Chiaramente, ciò non ha nulla a che vedere con il re chiamato Diaprepe.

Il fiume Dnestr, analogamente, aveva un nome diverso nell’antichità: era chiamato Tyras. Anche in questo caso, ciò non ha chiaramente nulla a che vedere con il re chiamato Mestor.

Il discusso allagamento del Mar Nero

Perfino l’allagamento del Mar Nero, che secondo questa teoria spiegherebbe la distruzione di Atlantide, non è universalmente accettato dagli scienziati. Le prove sono controverse e complesse, e non vale la pena esaminarle in profondità qui, poiché abbiamo già visto motivi adeguati per concludere che questa teoria non regge a un esame critico.

Ciononostante, è degno di nota il fatto che molti scienziati sostengano che l‘“allagamento” del Mar Nero fu un processo molto graduale che ebbe luogo nel corso di secoli.

Conclusione

In conclusione, la teoria secondo cui Atlantide si trovava in realtà nel Mar Nero si basa sull’idea che le Colonne d’Ercole menzionate da Platone fossero in realtà al Bosforo, non allo Stretto di Gibilterra. Sebbene questa sia una premessa ragionevole, essa richiede vari enormi salti di fede per creare uno scenario plausibile su come una simile civilizzazione possa aver combattuto una guerra contro i Greci e gli Egizi, sostenendo con insistenza che quelle nazioni vivessero originariamente in Anatolia. Come abbiamo visto, gli argomenti usati portano la credibilità al suo punto di rottura. Molti dei collegamenti di questa teoria sono estremamente deboli, come quelli che coinvolgono i nomi dei re di Atlantide. Inoltre, questa teoria non tenta nemmeno di spiegare i vari aspetti specifici della descrizione di Platone, come il culto e il tempio di Poseidone, la lotta con i tori, i porti e numerosi altri aspetti.

Fonti

https://web.archive.org/web/20190830053312/https://www.black-sea-atlantis.com/black-sea-atlantis/

https://atlantipedia.ie/samples/archive-5099-n/

https://atlantipedia.ie/samples/927/

https://atlantipedia.ie/samples/schoppe-christian-siegfried/

https://atlantipedia.ie/samples/pillars-of-herakles-revised/

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0277379112000650

Di Caleb Howells

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