Orione
Orione era un grande cacciatore. Figlio di Poseidone e di Euriale, figlia del re Minosse di Creta. Era un gigante che poteva guadare il mare con la testa fuori dall’acqua.
Un’altra versione dice che Irieo, re di Tracia, aveva ospitato con ospitalità Zeus, Poseidone e Hermes, e ricevette un dono. Irieo voleva avere figli. Gli dèi presero una pelle di toro sacrificato e vi urinarono sopra. Mesi dopo nacque un bambino.

Cedalione guida il cieco Orione verso oriente
Nicolas Poussin
Olio su tela, 1658
Metropolitan Museum of Art, New York
Orione andò a Chio a corteggiare la figlia del re Enopione, Meròpe; secondo Partenio il suo nome era Aero. Enopione accecò Orione ubriaco e lo scacciò dall’isola. Orione andò a Lemno, dove Efesto gli diede come guida uno dei suoi servi, Cedalione.
Orione seppe che la vista gli sarebbe stata restituita se avesse viaggiato a est fino al sorgere del sole. Con Cedalione seduto sulla spalla, fu guidato a oriente. Giunto alla dimora di Elio, il dio del sole gli restituì la vista.
Orione tornò a Chio per vendicarsi di Enopione, ma il re chio si era nascosto in una grotta sotterranea. Dopo la ricerca vana, Orione andò a Creta.
Si diceva che Orione bramasse le Pleiadi, le sette figlie di Atlante. Zeus, impietosito, le pose nel cielo come costellazione.
Orione divenne favorito di Artemide, dea della caccia. Insieme inseguivano gli animali nei boschi di Creta. Esistono diversi resoconti della morte di Orione.
Uno vuole che Artemide lo uccidesse quando la sfidò; un altro che Apollo, fratello di Artemide, uccise Orione, forse perché la dea vergine pensava seriamente di sposarlo.
Il più popolare è che Apollo non voleva che la sorella sposasse il gigante cacciatore e truffò Artemide facendole uccidere Orione. Orione camminava in mare profondo con la cima della testa fuori dall’acqua. Apollo, vedendo la testa, sfidò la sorella a colpire il bersaglio. La freccia di Artemide volò vera e traforò la testa di Orione. Artemide restò inorridita al corpo morto di Orione che galleggiava sull’acqua.
Fu sconvolta di aver ucciso il suo cacciatore preferito. Per onorarlo, lo pose tra le stelle. Là la costellazione di Orione riprese a inseguire le Pleiadi. Con lui c’era forse il suo famoso cane, trasformato nella costellazione del Cane Maggiore; c’era anche la costellazione della lepre, nota come Lepre.
Secondo l’Astronomia, opera attribuita a Esiodo, Orione ebbe un destino diverso. Era compagno di Artemide e della madre Leto, a caccia sull’isola di Creta. Si vantò di poter uccidere tutti gli animali selvatici della terra. Gea (Terra), temendo il massacro di tutte le creature selvatiche, inviò un gigantesco scorpione contro Orione. Lo scorpione uccise Orione.
Leto e Artemide chiesero a Zeus di immortalare il cacciatore preferito come costellazione. Anche lo scorpione fu posto tra le stelle. Mentre Orione inseguiva le Pleiadi, il cacciatore era inseguito dallo scorpione nel cielo notturno.
Informazioni correlate
Nome
Orione, Urion, Ὠρίωνα.
Fonti
Astronomia fu forse scritta da Esiodo.
L’Odissea fu scritta da Omero.
Fabulae e la Poetica Astronomica furono scritte da Igino.
Biblioteca fu scritta da Apollodoro.
Biblioteca storica fu scritta da Diodoro Siculo.
Storie d’amore (o Erotica Pathemata) fu scritta da Partenio.

