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Il dio babilonese della saggezza: una divinità notevole di cui forse non hai sentito parlare

Nabu era il dio babilonese della saggezza e della scrittura, nonché la seconda divinità più importante della mitologia babilonese. Purtroppo mancano molte fonti mitologiche che lo menzionino in dettaglio.

Grazie ad alcuni testi sopravvissuti, il più antico dei quali risale al regno di Hammurabi, sappiamo che Nabu ebbe un’importanza centrale. In questo articolo riassumiamo tutto ciò che occorre sapere su Nabu, il dio babilonese della saggezza.

Statua di Nabu

Chi è Nabu: dio della saggezza, patrono degli scribi

Gli antichi mesopotamici credevano che i loro dèi fossero responsabili di tutto ciò che possedevano. Arte, cultura, tecnologia e diritto erano tutti doni degli dèi. Per i babilonesi Nabu non era solo figlio della loro divinità più potente: era anche l’inventore e il donatore della scrittura alla civiltà.

Nella tradizione babilonese Nabu è il patrono divino degli scribi, il dio della saggezza e l’inventore della scrittura. La mitologia lega il suo ruolo tra gli dèi a quello del padre Marduk.

I babilonesi credevano che Nabu avesse donato la scrittura alla loro società. Gli storici riconoscono che almeno quattro società diverse inventarono la scrittura più o meno nello stesso periodo. Tuttavia i testi cuneiformi mesopotamici sono tra i più antichi scoperti: alcuni hanno quasi seimila anni.

Cosa significa il nome «Nabu»?

Il nome «Nabu» deriva dalla radice semitica nb, che significa «nominare». Un’altra interpretazione è «annunciatore» o «araldo». In altre parole, come scriba divino, Nabu registra e poi annuncia la parola del divino.

Alcuni studiosi interpretano «Nabu» come «parlare». I testi associano anche la moglie Taŝmetu alla saggezza. Lei e Nabu formano un’unione perfetta: il suo nome è spesso inteso come «ascoltare» o «udire».

La famiglia di Nabu

Il dio babilonese Nabu è il figlio primogenito di Marduk, la divinità più importante del pantheon babilonese. Nabu serve come ministro, scriba e in parte come secondo in comando del padre. La madre è la dea Sarpanitum; la moglie è la dea Taŝmetu.

Non sappiamo molto del rapporto tra Nabu e la madre, né di moglie e figli. Sappiamo però che i babilonesi consideravano Nabu e il padre quasi di pari importanza. Dalle fonti sul festival Akitu emerge quanto il ruolo di Nabu fosse legato a quello del padre.

Marduk e Nabu: un duo padre-figlio distintivo

Come accennato, Nabu è il primogenito di Marduk, capo del pantheon babilonese. Gran parte di ciò che sappiamo sul ruolo di Nabu nel mito e nella società è connesso a Marduk.

La mitologia descrive Marduk come protettore della civiltà contro le forze del male. Nell’Epopea della Creazione babilonese (Enuma Elish), Marduk strappò la Tavola dei Destini a Tiamat, dea del mare.

La Tavola dei Destini conferiva potere e autorità supremi a chi la possedeva. Dopo la sconfitta di Tiamat, Marduk ne spezzò il corpo per creare il Tigri e l’Eufrate e i cieli.

Marduk affidò al figlio i ruoli di ministro e scriba. La responsabilità più importante di Nabu come scriba era scrivere il nome del re sulla Tavola dei Destini ogni anno, al termine del festival Akitu.

Come appariva Nabu? Raffigurazione e altri simboli

I babilonesi raffiguravano Nabu in forma umana. Molte divinità mesopotamiche erano antropomorfe: apparivano umane ma avevano poteri sovrumani. In alcune rappresentazioni Nabu ha le ali, in altre no.

La maggior parte degli dèi babilonesi aveva simboli cuneiformi propri. I simboli di Nabu erano un segno a cuneo singolo. A volte il simbolo era uno strumento di scrittura (stilo) appoggiato su una tavoletta d’argilla.

Come si venerava Nabu? Perché era importante?

I babilonesi onoravano spesso il dono della scrittura di Nabu invocandone il nome nei testi. Gli scribi usavano i suoi simboli per chiedere benedizione e favore. Nel tempio di Nabu gli archeologi hanno trovato indizi che gli scribi lasciassero tavolette scritte come offerta.

Nabu e la scrittura in Mesopotamia

I mesopotamici riverivano scrittura e alfabetizzazione, ma la maggior parte non sapeva leggere né scrivere. Gli studiosi concordano in genere che gli scribi avessero il ruolo più critico in Mesopotamia.

Diventare scriba era un percorso lungo e difficile, accessibile a pochi. Senza scribi che registrassero e comunicassero le informazioni, molte attività che costruirono l’antica Mesopotamia non sarebbero state possibili.

Uomo che ringrazia Nabu per avergli salvato la vita

L’importanza di Nabu

Nabu ebbe grande peso in Babilonia, nell’odierno Iraq. Esistono anche prove del suo rilievo nell’Impero assiro, tra Iraq e Siria attuali. Un piccolo culto di Nabu esisteva nell’antico Egitto. Nabu compare addirittura nella Bibbia come «Nebo».

È chiaro, dunque, che Nabu ha avuto un’importanza persistente nel tempo, mentre le civiltà cambiavano.

Il tempio di Nabu

Ezida, il tempio di Nabu, sorge su una ziggurat nell’antica città di Borsippa, nell’odierno Iraq. A est dell’Eufrate e a circa 26 km a sud di Babilonia, Borsippa è la città patrona e la dimora di Nabu.

Gli antichi mesopotamici credevano che il tempio di una divinità fosse la sua casa fisica. All’interno ponevano una statua di culto a immagine del dio del tempio.

La ziggurat è una struttura a forma di monte che fungeva da base del tempio. Sacerdoti e sacerdotesse salivano a celebrare i riti mentre i fedeli guardavano dal basso.

Sotto Nabucodonosor II (circa 605–562 a.C.) Nabu divenne una divinità ancora più importante. Il re ricostruì la ziggurat di Borsippa e il tempio Ezida. Nella vicina Babilonia ricostruì anche il santuario di Nabu nel tempio di Marduk, Esagila.

Scoprire Ezida: la dimora celeste di Nabu

Nel 1998 un team di archeologi austriaci annunciò di aver determinato l’aspetto antico della ziggurat di Borsippa. La dimora di Nabu, Ezida, includeva ali per i figli, la moglie Taŝmetu, i servi e i sacerdoti.

Sebbene Ezida fosse un centro di sapere per i babilonesi, il team trovò poche prove di una scuola o una biblioteca. Gli archeologi trovarono però indizi di offerte di tavolette e scritture lasciate dagli scribi, nonché tavolette che descrivevano i piani di Nabucodonosor per la ricostruzione della ziggurat.

La ziggurat di Nabu resta oggetto di dibattito. Alcuni sostengono che la ziggurat del padre Marduk fosse la mitica Torre di Babele; altri insistono che fosse quella di Nabu a Borsippa. Nabucodonosor ricostruì entrambe le torri; nessuno sa con certezza quale fosse la «vera» Torre di Babele.

Altri templi di Nabu

Come detto, non solo Babilonia venerava Nabu. Anche gli assiri costruirono un tempio a Nabu nella città di Nimrud, nell’odierno Iraq settentrionale, con una planimetria ben diversa da quella di Borsippa.

Il festival babilonese Akitu: Nabu e Marduk

I babilonesi celebravano il festival Akitu per l’inizio del nuovo anno. Nel calendario moderno cadeva all’incirca a marzo. Marduk e Nabu erano le divinità principali coinvolte.

Di cosa trattava l’Akitu?

La funzione primaria del festival era rinnovare il diritto divino del re babilonese a governare per l’anno a venire e assicurare buona fortuna al regno. Come in altre feste, il popolo ringraziava gli dèi per i raccolti e chiedeva il loro favore continuo.

Le festività dell’Akitu

Per dodici giorni sacerdoti e sacerdotesse svolgevano attività come la pulizia dei templi di Marduk e Nabu e la recita dell’Enuma Elish. Intanto la statua di culto di Nabu viaggiava in barca da Borsippa a Babilonia. Nel tempio di Marduk, Esagila, la statua di Nabu incontrava Marduk e gli rendeva omaggio.

Una volta che la statua di Nabu era a Babilonia, Marduk rinnovava il diritto del re a governare l’ultimo giorno della festa. Nabu aveva il compito cruciale di registrare la decisione di Marduk scrivendo il nome del re sulla Tavola dei Destini. Il dovere era talmente importante che alcuni sovrani lo chiamavano «creatore di re». Spesso i re babilonesi chiedevano protezione e favore a Nabu.

Conclusione

Rilievo di Nabu

Riassumiamo i dettagli più rilevanti sul posto di Nabu nella mitologia babilonese:

  • Nabu era il dio babilonese della saggezza, patrono degli scribi e inventore della scrittura
  • Era spesso raffigurato in forma umana
  • Un segno cuneiforme a cuneo singolo e uno stilo su tavoletta lo rappresentavano nei testi
  • Il padre era Marduk, capo del pantheon babilonese
  • Nabu serviva come ministro e scriba del padre
  • Ezida, il tempio di Nabu, si trova nella città patrona di Borsippa
  • Nabu e Marduk erano al centro del festival Akitu
  • Nabu era a volte chiamato il «creatore di re»

In conclusione, i babilonesi videro in Nabu la divinità che aveva benedetto la loro società con il linguaggio scritto. Per onorarlo, centrarono la civiltà sul rispetto per scrittura e conoscenza. I mesopotamici ispirarono probabilmente imperi successivi a fare lo stesso e a celebrare i propri dèi della scrittura.

Creato: 11 gennaio 2022

Modificato: 26 febbraio 2024