I poteri di Ade: fatti da conoscere sul dio degli Inferi
Ade è una figura unica nella mitologia greca, poiché è l’unica tra le principali entità del pantheon greco a non far parte dei Dodici Olimpici. Perciò non risiede sul Monte Olimpo, a differenza di altre divinità ben note come Zeus, Atena, Apollo o Afrodite. Ade abita dove regna: gli Inferi, e gran parte del suo potere deriva proprio da quel regno. Gli Inferi, il regno di Ade, sono a volte designati con il suo stesso nome, Ade. Dai Romani era conosciuto con il nome di Plutone.
Come re degli Inferi, Ade ha il pieno controllo sul suo territorio e sulle anime che lo abitano. È noto per non lasciare che nessuna anima scappi dagli Inferi e per punire chi tenta di farlo. Chiunque tenti di salvare l’anima di qualcuno dagli Inferi viene punito a sua volta. Ade esercita un potere estremo negli Inferi e su tutta la loro geografia, di cui si può leggere più sotto.
Inoltre Ade, come tutte le principali divinità greche, è un essere immortale. È anche il dio della ricchezza e delle risorse, e perciò controlla tutte le ricchezze presenti sulla terra. È considerato il più ricco tra gli dei. Possiede inoltre un elmo che lo rende invisibile, e Cerbero, il cane a tre teste che fa la guardia all’ingresso degli Inferi.
Storia delle origini di Ade
Ade è uno dei figli del Titano Crono e della moglie Rea. Dopo aver ricevuto una profezia secondo cui uno dei suoi figli gli avrebbe tolto il potere, Crono cominciò a divorare i figli poco dopo la nascita. Ade fu in realtà il primo a essere inghiottito, insieme al fratello Poseidone e alle sorelle Estia, Demetra ed Era. Anche il fratello Zeus avrebbe dovuto essere divorato dal padre, ma Rea inganna il Titano facendogli mangiare una pietra al posto del figlio. Zeus cresce poi fino a sconfiggere Crono e i Titani, salvando i fratelli. I Titani furono banditi a vivere nel Tartaro, situato nelle profondità degli Inferi.
Dopo la sconfitta di Crono, i tre fratelli (Zeus, Poseidone e Ade) tirarono a sorte per stabilire quale porzione del mondo avrebbero controllato. A Poseidone toccarono i mari, a Zeus i cieli e ad Ade gli Inferi. Per questo Ade non vive con gli altri Olimpici sul Monte Olimpo: deve custodire gli Inferi e i loro abitanti.
Gli Inferi
Gli Inferi sono il dominio di Ade, e a volte vengono addirittura chiamati con il suo nome. È il luogo in cui le anime vanno dopo la morte. Similmente all’inferno giudaico-cristiano, buoni e malvagi abitano aree diverse. Una parte centrale degli Inferi sono i sei fiumi, ciascuno intitolato a un’emozione legata alla morte o al morire. Lo Stige è forse il più famoso, noto come fiume dell’odio. È associato alla dea omonima.
Gli altri fiumi sono l’Acheronte, fiume del dolore; il Flegetonte, fiume del fuoco; il Cocito, fiume del lamento; e il Lete, fiume dell’oblio, associato a Lete, dea della dimenticanza e dell’oblio. Oceano è il fiume che circonda il mondo.
Caronte, una delle figure più importanti degli Inferi, è il traghettatore che porta le anime dei defunti recenti attraverso lo Stige (o a volte l’Acheronte). Secondo la leggenda, Caronte chiedeva una moneta come prezzo del servizio: per questo i Greci avevano l’usanza di seppellire i morti con una moneta in bocca, quasi come un rito religioso.
Gli Inferi sono divisi in sezioni. Davanti all’ingresso dimorano le incarnazioni di molte delle terribili prove che noi mortali affrontiamo ogni giorno, come il Dolore (Penthos), la Paura (Phobos), la Fame (Limos) e la Morte (Thanatos). Vi sono anche la Guerra (Polemos) e la Discordia (Eris), insieme alle Erinni, divinità della vendetta. Numerose bestie vivono vicino all’ingresso, come i Centauri, le Gorgoni, l’Idra e la Chimera.
Le tre aree principali degli Inferi sono il Tartaro, i Prati dell’Asfodelo e l’Elisio. Il Tartaro è così lontano e profondo che a volte non è nemmeno considerato parte degli Inferi stessi. È lì che risiedono i Titani.
I Prati dell’Asfodelo sono una sorta di purgatorio, destinati a chi non ha commesso crimini gravi ma non ha ottenuto grandezza in vita. Infine l’Elisio è simile a un paradiso, dove le anime hanno un aldilà sereno, libero da punizioni o fatiche. La maggior parte di chi è ammesso nell’Elisio sono semidei o eroi, ma anche chi è stato puro di cuore e ha vissuto una vita retta e giusta può esservi accolto.
L’elmo dell’invisibilità di Ade
Uno dei poteri più forti di Ade è la capacità di rendersi invisibile. Questo potere non è innato, ma è conferito da un berretto (a volte chiamato elmo o elmetto). Si racconta che i Ciclopi, dopo aver donato a Zeus, dio del tuono, un fulmine e a Poseidone, dio dei mari, un tridente, diedero ad Ade l’elmo dell’invisibilità. I Ciclopi consegnarono ai fratelli questi oggetti per aiutarli nella battaglia contro i Titani.
L’elmo dell’invisibilità rende chi lo indossa invisibile agli esseri ordinari e alle entità e divinità soprannaturali. Nella mitologia greca, molte figure famose lo indossarono in combattimento. Atena, dea della sapienza e della strategia, lo portò durante la guerra di Troia. Il messaggero degli dei, Ermes, indossò invece il berretto invisibile nella lotta contro il gigante Ippolito.
Forse la storia più famosa sull’uso dell’elmo dell’invisibilità di Ade non ha per protagonista un dio, ma un eroe: Perseo, figlio di Zeus e della mortale Danae (quindi semidio e nipote di Ade). L’impresa più celebre di Perseo è l’uccisione di Medusa, una Gorgone, decapitandola. Salvò anche Andromeda dal mostro marino Ceto, inviato da Poseidone. In seguito la sposò e la rese sua regina.
Perseo ricevette l’elmo dell’invisibilità da Atena, dea della sapienza. Dalla stessa Atena ricevette anche i sandali alati di Ermes. Ella concede entrambe queste armi magiche a Perseo per aiutarlo a combattere la terribile Medusa. Il berretto dell’invisibilità non servì a sfuggire allo sguardo mortale di Medusa, ma come mezzo di fuga dopo che Perseo ebbe già decapitato la Gorgone.
Ade e Cerbero
Un altro simbolo associato ad Ade è il cane a tre teste Cerbero, incaricato di custodire l’ingresso degli Inferi e di impedire a qualsiasi anima di uscire o a qualsiasi essere vivente di entrare. L’eroe Orfeo riuscì a penetrare negli Inferi ammaliando la bestia con la musica. Cerbero è di solito descritto con tre teste, un serpente al posto della coda e serpenti che fuoriescono da varie parti del corpo. È anche noto come il cane di Ade. L’antico poeta Esiodo affermava che Cerbero avesse cinquanta teste invece di tre.
Il mito più famoso che coinvolge Cerbero è quello delle dodici fatiche di Eracle, in cui l’ultima fatica era proprio catturare Cerbero, il guardiano degli Inferi. Fu assistito da Ermes e Atena. Entrato negli Inferi e chiesto ad Ade il permesso di portare la bestia in superficie, Ade promise di concederlo purché Eracle non usasse armi. L’eroe allora sopraffece coraggiosamente Cerbero a mani nude e se lo caricò sulla schiena fino in superficie.
Euristeo, cugino di Eracle, era colui che gli aveva imposto le dodici fatiche dopo che Eracle, in una follia suscitata da Era, aveva ucciso la propria famiglia. Le dodici fatiche dovevano perciò servire da penitenza. Alla vista di Cerbero sulla schiena di Eracle, Euristeo lo supplicò di riportare la bestia negli Inferi, offrendo di liberarlo da ogni ulteriore fatica.
L’arma di Ade
L’arma più spesso associata ad Ade, oltre al già citato berretto dell’invisibilità, è il suo bidente, che di solito percepiremmo come un forcone. Poseidone, dio dei mari e dei terremoti e fratello di Ade, aveva un tridente, mentre Zeus, dio dei cieli e del tuono e altro fratello di Ade, ha il fulmine. Il fulmine può essere visto, superficialmente, come un’arma a un solo dente o come una sorta di «unidente». Ciò significa che ciascun fratello ha il proprio strumento unico con un diverso numero di denti: uno per Zeus, due per Ade e tre per Poseidone.











