Lampadina egizia: ciò che devi sapere per separare fatto da finzione
Un’iscrizione muraria nel Tempio di Hathor a Dendera sembra raffigurare una lampadina egizia antica che alcuni interpretano come prova che gli egizi avessero l’elettricità.
È stato suggerito che le iscrizioni assomiglino a un tubo di Crookes, un tubo sperimentale a scarica elettrica inventato nel XIX secolo.
Archeologi ed egittologi hanno liquidato queste affermazioni come finzione ma la luce di Dendera continua a suscitare curiosità. Intraprenderemo un viaggio nel passato antico per separare verità da mito e spiegare l’origine e la storia della cosiddetta luce di Dendera.
Luce di Dendera: cosa significa?
Ilcomplesso del tempio a Dendera nell’Alto Egitto era il centro del culto di Hathor, l’antica dea egizia del cielo, della fertilità, delle donne e madre del dio del sole Ra. Un’iscrizione su un rilievo di pietra situato in un passaggio sotterraneo sotto il tempio principale è stata fonte di controversia per diversi decenni.
Gli pseudo-storici hanno interpretato l’iscrizione, altrimenti nota come la lampadina di Dendera, come prova che gli antichi egizi possedessero conoscenza dell’elettricità e avessero effettivamente luci elettriche. La loro teoria è stata liquidata da archeologi ed egittologi che mantengono che l’intaglio sia una raffigurazione di un mito della creazione egizio.
Gli pseudo-storici affermano che l’intaglio raffiguri un’antica lampadina
A prima vista l’iscrizione sembra assomigliare a una lampadina allungata e a una linea ondulata all’interno che sembra un filo. Il «filo» porta a una piccola scatola su cui vediamo una divinità inginocchiata. Accanto alla lampadina vediamo pilastri Djed a due braccia collegati all’oggetto simile a un filo al centro e un babbuino armato di due coltelli.
Secondo lo pseudo-archeologo e romanziere svizzero Erich Von Däniken, l’intaglio rappresenta una lampadina. Lui e altri storici non mainstream lo interpretano come prova dell’esistenza di illuminazione elettrica nell’antico Egitto. Däniken va ancora oltre e suggerisce che il serpente servisse da filamento e il pilastro Djed da isolante mentre il tubo stesso era un’antica lampadina. Il babbuino è interpretato come un guardiano che si assicura che il dispositivo non sia usato male.
Non è una lampadina, ma una scena da uno dei miti egizi più antichi, dicono gli egittologi
Dove gli pseudo-storici vedono una lampadina, gli egittologi vedono la raffigurazione di un motivo ben noto della mitologia egizia antica. A un’ispezione più attenta diventa chiaro che il filo è, di fatto, un serpente che emerge da un fiore di loto. Se dobbiamo capire cosa raffiguri davvero l’intaglio, è necessario riferirsi a un mito della creazione egizio antico.
Si crede che l’oggetto a forma di lampadina raffiguri il grembo della dea del cieloNut, la moglie del dio della terra Geb, attraverso cui il dio del sole Ra viaggiava ogni giorno. Un consenso tra gli egittologi è che il serpente che vediamo al centro dell’oggetto a forma di lampadina sia il dio Harsomptus, comunemente noto come Horus. È pure stato suggerito che l’oggetto a forma di lampadina simboleggi il grembo di Nut, da cui Horus emerge nelle vesti di un serpente per dare nascita a un nuovo giorno.
Horus: l’unificatore delle Due Terre e il dio del cielo
Una delle divinità egizie antiche più importanti, Horus, noto sotto vari altri nomi come Her, Heru e Hor, svolge un ruolo cruciale nella mitologia egizia. Horus era stato venerato nell’Egitto preistorico e in seguito giunse a essere associato alla regalità e all’unità politica dell’Egitto.
È raffigurato in molte forme, inclusa quella di un serpente, di un falco e di un bambino. Un mito egizio menziona Ihy, il figlio di Horus e Hathor, che viene all’esistenza da un fiore di loto. Ha spinto alcuni egittologi a avanzare una teoria che le antiche lampadine raffigurate sugli intagli dei templi siano bulbi di fiore di loto che servono da incubatori divini.
Un loto a forma di lampada o prova di elettricità nell’antico Egitto?
Per la maggior parte degli egittologi le iscrizioni sotto il tempio di Hathor a Dendera sono fermamente radicate nella mitologia egizia. Tuttavia un ingegnere elettrico norvegese fu il primo ad affermare che l’immagine raffigurasse un’antica lampada egizia.
La teoria fu portata all’attenzione del pubblico quando due autori austriaci pubblicarono un libro in cui argomentavano che la luce di Dendera servisse da dispositivo elettrico che illuminava il Tempio di Hathor.
Un altro ingegnere elettrico costruì un modello funzionante della luce di Dendera e trovò che: «Il filamento della luce cresce più ampio finché non riempie l’intero pallone di vetro. Questo è esattamente ciò che vediamo sulle immagini nelle camere sotterranee del santuario di Hathor.»
Il rilievo di Dendera non è solo nel raffigurare «lampade» a forma di loto
Il fiore di loto era sacro agli antichi egizi per molte ragioni. In una versione del mito della creazione antico,** il fiore di loto era stata la prima cosa a emergere dalle acque del mare primordiale senza rive **che esisteva prima della creazione del mondo.
Il loto diede poi nascita al dio del sole Atum-Ra, la prima divinità pensata aver creato altri dèi. Il loto a forma di lampada appare di frequente come motivo su antichi rilievi e intagli. Questa è prova sufficiente per la maggior parte degli egittologi che interpretano la luce di Dendera come un simbolo del dio del sole che emerge dal fiore di loto.
Perché la controversia sulla luce di Dendera persiste
Nonostante il consenso tra gli egittologi, alcuni trovano l’idea dell’esistenza di elettricità egizia antica troppo eccitante per abbandonarla. Secondo loro, la luce di Dendera era stata un segreto noto solo ai sacerdoti che avevano accesso alle parti sacre del tempio e eseguivano rituali.
Come parte delle celebrazioni del Capodanno, i sacerdoti nel tempio creavano una piccola quantità di luce che sarebbe emanata a onde dal corpo del serpente. Nondimeno, le iscrizioni non sembrano corroborare questa teoria. Numerose fonti suggeriscono che le iscrizioni di Dendera abbiano un significato mitologico, mentre le prove che sosterrebbero la teoria della lampadina mancano del tutto.
C’è un messaggio segreto nascosto nelle iscrizioni di Dendera?
Nessun testo storico che si riferisca all’esistenza di tecniche di illuminazione egizie antiche è stato scoperto. Gli archeologi non hanno trovato alcun artefatto elettrico in tombe e siti antichi in tutto l’Egitto.
È possibile, però, che la nostra conoscenza sia incompleta e che ci sia un significato più profondo ai rilievi murari di Dendera. L’assenza di prova definitiva lascia spazio alla speculazione.
Una breve storia del complesso del tempio di Dendera
Il complesso del tempio a Dendera è argomentabilmente il complesso di templi meglio preservato in Egitto. Dendera era il centro del culto della dea Hathor, una delle divinità egizie antiche più importanti.
Il sito su cui era stato costruito il tempio serviva da necropoli nel Periodo Dinastico Antico, ma la struttura esistente risale al periodo tolemaico. Il complesso del tempio restò in uso in epoca romana quando fu costruita la sala ipostila.
Il grande complesso del tempio ospita diversi templi, santuari, una basilica, due case del parto e un lago sacro entro le sue mura. Imperatori romani da Tiberio (14 – 37 d.C.) a Marco Aurelio (161 – 180 d.C.) continuarono a fare aggiunte al complesso che restò in uso fino al periodo cristiano.
Hathor: la dea più amata dell’antico Egitto
Lo splendore del Complesso del Tempio di Dendera e il suo uso continuo testimoniano l’straordinaria popolarità di Hathor. La dea era venerata dai tempi faraonici a quelli romani come simbolo di fertilità e vita.
Secondo una credenza egizia antica, Hathor viaggiava dal suo tempio a Dendera a Edfu, dove si trova il tempio del suo marito Horus. Il periodo era chiamato una «Felice Riunione».
Il Tempio di Hathor è pure famoso per lo Zodiaco di Dendera, un bassorilievo che raffigura figure umane e animali scoperto sul soffitto di una cappella nel Tempio di Hathor.
Gli egittologi credono che rappresenti un paesaggio notturno che gli egizi usavano come mappa del cielo. Si pensava in precedenza servisse da oroscopo gigante. Lo Zodiaco di Dendera fu portato in Francia nel XIX secolo ed è esposto al Museo del Louvre.
Conclusione
I rilievi di Dendera restano fonte di controversia, con alcuni che affermano raffiguri una lampadina mentre gli egittologi liquidano la teoria, affermando che i rilievi si riferiscono a un mito della creazione antico.
Le prove per la prima mancano poiché la teoria poggia su congetture e non è coerente con ciò che sappiamo dell’antico Egitto. Eppure la luce di Dendera resta un mistero per diverse ragioni:
- L’iscrizione sembra raffigurare un oggetto a forma di lampadina e un filo e un cavo
- Fu trovata in un corridoio sotterraneo sotto il Tempio di Hathor, dove si eseguivano rituali sacri
- Alcuni suggeriscono che la lampadina di Dendera fosse usata nei rituali di celebrazione del Capodanno
- Gli egittologi credono che le iscrizioni raffigurino un dio del sole che emerge da un grembo
I rilievi di Dendera continueranno a essere oggetto di studio per egittologi e per chi è incuriosito dalla possibilità che possano raffigurare un’antica lampadina.













