1. Home
  2. Racconti
  3. La disobbedienza civile nell’Antigone: come fu raffigurata

La disobbedienza civile nell’Antigone: come fu raffigurata

La disobbedienza civile di Antigone contro il decreto di Creonte

La disobbedienza civile di Antigone può essere considerata uno dei temi centrali dell’opera

La disobbedienza civile di Antigone può essere considerata uno dei temi centrali dell’opera, considerando che il classico greco ruota attorno alla sfida della nostra eroina alle leggi civili. Come e perché Antigone andrebbe contro il corpo di governo della sua patria? Perché lo farebbe nonostante le conseguenze della morte? Per rispondere, dobbiamo tornare all’opera e osservare con attenzione mentre la storia si svolge.

Antigone

Dopo la guerra che uccise Polinice ed Eteocle, Creonte salì al potere e prese il trono. Il suo primo decreto? seppellire Eteocle e vietare la sepoltura di Polinice, lasciando il corpo a marire in superficie. Questa mossa sconvolge la maggioranza del popolo, perché va contro la legge divina.

Antigone, sorella di Polinice, è la più sconvolta e decide di sfogare la frustrazione susua sorella Ismene. Antigone progetta di seppellire il fratello nonostante i desideri di Creonte e chiede aiuto alla sorella, ma decide di seppellire il fratello da sola vedendo la riluttanza di Ismene.

Antigone si avventura nei terreni e seppellisce il fratello; nel farlo è colta da due guardie del palazzo che la portano subito dal re Creonte. Il re di Tebe è infuriato per la pura sfida di Antigone e la fa arrestare e murare viva, in attesa dell’esecuzione. Emone, fidanzato di Antigone e figlio di Creonte, implora il padre di lasciare andare Antigone, ma Creonte rifiuta, costringendo il figlio a prendere in mano la situazione.

Emone marcia verso la prigione di Antigone, con l’intento di liberare l’amata, solo per arrivare al suo cadavere, impiccato al soffitto. Nel dolore, Emone si uccide e si unisce ad Antigone nell’aldilà.

Tiresia, il profeta cieco, visita Creonte e lo avverte di adirare gli dei. Mette in guardia il re sul suo cattivo destino se continua ad agire sfacciatamente in nome della giustizia e dell’estrema hybris. Si stava mettendo alla pari con gli dei e metteva le sue intenzioni egoistiche a guida del popolo di Tebe.

Le azioni peccaminose di permettere la sepoltura di una donna viva e sana e rifiutare la tomba del morto uomini attireranno la loro ira e porteranno inquinamento a Tebe, sia figurativamente sia letteralmente.

Creonte, spaventato, corre alla tomba di Antigone per liberarla, ma con suo sgomento Antigone e suo figlio si sono tolti la vita. Distrutto, porta il corpo di Emone al palazzo, dove la moglie Euridice viene a sapere della morte del figlio e si toglie la vita nella miseria.

Ora restato con nient’altro che il trono, Creonte lamenta gli errori commessi e vive il resto della vita nel dolore del destino che la sua hybris gli aveva donato. Per lui, la disobbedienza civile di Antigone avviò la tragedia della sua vita.

Esempi di disobbedienza civile nell’Antigone

Esempi di disobbedienza civile nell’Antigone

La disobbedienza civile, definita come il rifiuto di ottemperare a leggi specifiche, è un pilastro del classico greco

L’opera sofoclea contendeva per il suo controversotema della giustizia. Il soggetto divinità vs. civilità annuncia una nuova era mettendo in luce il disaccordo di entrambe le credenze opposte. La disobbedienza civile, definita come il rifiuto di ottemperare a leggi specifiche, è un pilastro del classico greco.

La sfida di Antigone potrebbe essere definita tale mentre si oppone a chi detiene il potere. Attraverso l’oratoria, Antigone cattura gli spettatori e impiega la forte passione mentre empatizzano con la nostra eroina. Attraverso ciò, guadagna la forza di spingere avanti con le sue convinzioni.

La sfida di Polinice

La prima disobbedienza civile nell’opera non è menzionata ma allusa come i «Sette contro Tebe». Polinice, detto traditore per una ragione, fu esiliato dal fratello Eteocle, per non tornare mai a Tebe. Ma disobbedisce a questo comando e invece porta eserciti che causano una guerra. La disobbedienza di Polinice al comando del fratello porta alla morte di entrambi, permettendo a Creonte, lo zio, di prendere il potere.

La differenza tra la disobbedienza civile di Polinice e quella di Antigone è la causa: la sfida di Polinice affonda nell’avidità eccessiva e nella hybris, mentre quella di Antigone sta nell’amore e nella devozione; ironicamente, entrambe incontrano la fine per questo.

La devianza di Creonte

Creonte, il legislatore della terra, ha disobbedito anche alle leggi civili. Come? Lasciami spiegare. Prima del regno di Creonte, il popolo di Tebe aveva una lunga storia di tradizione profondamente radicata nella loro forma di religione. Seguono certi costumi incorporati da tempo, uno dei quali è il rito di seppellire i morti.

Credono che per passare in pace nella terra di Ade, si debba essere sepolti nei suoli della terra o murati in caverne. Nel tentativo di punire un traditore, Creonte va contro queste leggi, seminando confusione e tumulto nel popolo mentre sale al potere. Una persona non può semplicemente cancellare secoli di tradizione, e così deviò dalle leggi non scritte della sua terra, creando discorso e dubbio.

La sua sfida alla legge divina è considerata disobbedienza civile nella sua terra, perché le leggi degli dei sono state l’unica guida per il popolo di Tebe da lungo tempo. La legge non scritta è ancora una legge nella terra; quindi la sua sfida a essa può essere considerata disobbedienza civile.

La disobbedienza di Antigone

Antigone e la disobbedienza civile vanno di pari passo mentre sfida la legge di Creonte per combattere per il diritto del fratello a una sepoltura adeguata. Marcia coraggiosamente ad affrontare le conseguenze delle sue azioni, senza paura della morte, mentre è colta a seppellire il corpo del fratello defunto. A testa alta incontra Creonte, che fuma per la sua insubordinazione mentre è rinchiusa in una tomba; una punizione che Antigone sente peggiore della morte.

Essere murata viva è sacrilego per Antigone, perché crede fortemente nella legge divina che afferma che solo alla fine si dovrebbe essere sepolti. Lei, sepolta viva, attende con impazienza la morte e disobbedisce al comando di Creonte di attendere l’esecuzione mentre con sfacciataggine si toglie la vita.

Antigone crede fortemente che le leggi dello stato non debbano prevalere sulle regole di dio, e quindi non teme le conseguenze delle sue azioni. Aveva attraversato un tale dolore che il pensiero della morte aveva poco o nessun impatto su di lei, arrivando ad attendere con impazienza di unirsi alla famiglia defunta nell’aldilà. Ma questi non sono solo atti di disobbedienza civile nell’Antigone.

La sfida più pressante e apparente è la sua disobbedienza alla legge di Creonte, contro cui va, affermando la legge divina, rifiutando di indietreggiare agli ordini del re. Rifiutata, Antigone seppellisce comunque il fratello. Un’altra istanza della ostinata sfida di Antigone si vede anche in uno dei cori.

Antigone sfida il suo destino

Il coro acclama Antigone per il coraggio nel cercare di prendere le redini del suo destino, di sfidare la maledizione della famiglia, ma fu tutto per nulla, perché morì alla fine. Si potrebbe anche supporre che cambiò il suo destino, perché non morì di una morte tragica, ma di morte per le sue mani con moralità e orgoglio intatti.

Nella morte, il popolo di Tebe acclama l’eroina come una martire che va contro un sovrano tirannico e combatte per la loro libertà. Il popolo credeva che Antigone avesse deposto la vita, combattendo le regole ingiuste del tiranno e placando il tumulto interiore che tutti affrontavano: legge divina vs. civile.

Conclusione:

Ora che abbiamo parlato della disobbedienza civile, del suo significato e dei personaggi chiave che commisero tali atti, ripassiamo i punti chiave di questo articolo:

  • La disobbedienza civile è definita come il rifiuto di ottemperare a leggi specifiche.
  • L’opera sofoclea, controversa, contende per il suo motivo nella rivalità di due sette principali che governano il popolo: religione e governo.
  • Antigone sfida il governo seppellendo il fratello nonostante le leggi mortali, mostrando disobbedienza civile.
  • Polinice disobbedisce al comando di Eteocle e avvia una guerra a Tebe, uccidendoli entrambi nel processo.
  • Creonte disobbedisce a tradizione e costumi, seminando così discorso e dubbio nel popolo, mostrando disobbedienza contro gli dei e contro la tradizione.
  • La terra di Tebe è profondamente radicata nelle leggi divine che comandano la popolazione, dando la loro versione di moralità e retta via da cui Creonte si allontanò, disobbedendo alla legge non scritta.
  • Antigone crede fortemente che le leggi dello stato non debbano prevalere sulla legge di dio, e così la sua sfida a Creonte è mostrata fin dall’inizio.
  • In opposizione, Creonte crede che il suo regno sia assoluto, e chi si oppone dovrebbe essere punito con la morte.
Disobbedienza civile nell’Antigone - cultura tebana e legge divina

La sfida di Antigone affonda nella cultura tebana

La sfida di Antigone affonda nella cultura tebana; crede fortemente nella legge divina e non tiene conto delle conseguenze delle sue azioni in nome delle sue convinzioni.

In conclusione, la disobbedienza civile ha molte forme, dall’opporsi a leggi non scritte che governano la terra all’opposizione ai comandi legislativi; non si può sfuggire alla sfida dell’una o dell’altra nel classico greco. Sfidare le leggi civili significherebbe sostenere quelle divine e viceversa nell’opera sofoclea Antigone.

Ciò si mostra nello scontro tra Creonte e Antigone, che sono ai due estremi di leggi opposte. Entrambi saldi nelle convinzioni di sostenere la moralità dei loro bussole morali in conflitto, ironicamente condividono lo stesso destino di tragedia.

Creato: 16 febbraio 2024

Modificato: 3 gennaio 2025