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L’hybris in Antigone: il peccato dell’orgoglio

Creonte che mostra hybris in Antigone

Creonte che mostra hybris in Antigone

L’hybris in Antigone è ritratta con vigore sia dalla protagonista sia dall’antagonista nella tragedia sofoclea. Da una sana dose di orgoglio all’hybris irrazionale, i nostri personaggi principali illustrano comportamenti ostinati man mano che ci avventuriamo più a fondo nel classico greco.

Ma come è successo? Come arrogancia e orgoglio hanno giocato un ruolo in Antigone? Per rispondere, dobbiamo tornare all’inizio, a come ogni evento influenza il punto di vista dei personaggi fino a cambiare i loro destini.

Dall’inizio alla fine

All’inizio della tragedia, vediamo Antigone e Ismene discutere l’ingiusta dichiarazione del nuovo re, Creonte. Aveva proclamato una legge che proibisce la sepoltura del loro amato fratello Polinice e lo ha definito un traditore. Antigone, ferma nelle sue forti convinzioni, decide di seppellire il fratello nonostante le conseguenze e chiede aiuto a Ismene, la sorella di Antigone.

Vedendo lo sguardo incerto sul volto della sorella, Antigone decide di seppellire il fratello da sola. Si avventura nei terreni per seppellirlo e, nel farlo, viene colta dalle guardie del palazzo. È sepolta viva come punizione, in attesa dell’esecuzione.

Gli atti peccaminosi di Creonte verso Antigone sono in opposizione diretta agli dèi. Dal rifiuto del diritto di seppellire i morti all’inumazione dei vivi, Creonte sfida gli stessi esseri in cui Antigone crede di tutto cuore. Poiché la nostra eroina rifiuta di mettere il suodestino** nelle mani di un sovrano ingiusto,** prende le cose in mano e Antigone si toglie la vita.

Fin dall’inizio della tragedia cogliamo uno scorcio dell’accordo ostinato della nostra eroina. Vediamo il suo personaggio dipinto come una donna di forte volontà determinata ad avere la sua, ma la determinazione e l’atteggiamento risoluto diventano presto amari e fioriscono in hybris man mano che Creonte la mette alla prova.

Nonostante il classico greco sia incentrato su Antigone, non è l’unica a ritrarre l’hybris. Numerosi personaggi nella tragedia sofoclea esibiscono il tratto, sia alluso sia mostrato direttamente. Orgoglio e arrogancia sembravano essere un punto fermo per i personaggi.

Esempi di hybris in Antigone

Ogni personaggio differisce in modo significativo, ma una cosa che li lega è orgoglio e arrogancia. Sebbene in forme e livelli diversi, i personaggi della tragedia sofoclea esibiscono tratti che distolgono i loro destini e li lasciano alla tragedia.

Alcuni allusi e alcuni indicati, l’hybris di questi personaggi li avvicina solo alla loro caduta. Così è usata dal nostro autore per avviare la cascata di eventi che tiene insieme la tragedia. Sofocle lo ribadisce illustrando le conseguenze dell’orgoglio eccessivo, specialmente per chi è al potere; gioca con i destini dei personaggi e sottolinea i pericoli di tale tratto.

L’hybris di Antigone

Antigone contro Creonte

Antigone contro Creonte

Antigone, uno dei personaggi principali della tragedia, è nota per l’atto eroico di seppellire il fratello Polinice. Ma e se le sue azioni non fossero state così eroiche? Ciò che iniziò come disobbedienza solo per amore del fratello si trasformò lentamente in hybris. Come? Ve lo spiego.

All’inizio, l’unico scopo del tradimento di Antigone era seppellire il fratello, Polinice, come gli dèi avevano proclamato. Nella letteratura greca, la fede negli esseri divini è a pari con quella della religione. E secondo i comandi degli dèi, ogni essere vivente, nella morte e solo alla fine, deve essere sepolto. Antigone pensava che il comando di Creonte fosse sacrilego e non vedeva nulla di sbagliato nell’andare contro i suoi desideri, nonostante la minaccia di morte imminente.

Quindi «come è entrata in gioco l’hybris?» potreste chiedere; beh, all’inizio le sue intenzioni erano chiare e giuste, ma quando fu sepolta e punita, la sua determinazione lentamente si trasformò in orgoglio e ostinata arrogancia.

Mentre era sepolta, Antigone rifiuta ostinatamente di cedere a Creonte. Guardava alla sua morte e era orgogliosa della sua impresa. Non le importava di nulla se non di adempiere al suo dovere eroico. Non pensava a come le sue azioni avrebbero influenzato chi le stava intorno. I suoi passi sono pieni di orgoglio che diventa rabbia ostinata, inflessibile e non disposta ad ascoltare i pericoli che aveva cercato con tanta noncuranza e come questi potessero potenzialmente influenzare le vite intorno a lei.

Il suo rifiuto la portò a togliersi la vita, non disposta a cedere alla volontà di Creonte, e nel farlo, senza saperlo, uccide il suo amante, Emone. Creonte, d’altra parte, detiene una forma diversa di orgoglio rispetto all’hybris di Antigone.

L’hybris di Creonte

Creonte, l’antagonista di Antigone, è noto per essere un tiranno incredibilmente orgoglioso, che esige completa obbedienza dal suo popolo. Dall’inizio della tragedia ritrae la sua arrogancia attraverso parole e azioni. Definisce il popolo di Tebe come proprio ed esige l’obbedienza assoluta attraverso la paura. Minaccia di morte chiunque si opponga, e nonostante i legami familiari, Antigone si attira la sua ira.

La sua idea di regno è puramente fascista, pensando a sé come al potere assoluto che governa la terra. Rifiuta di ascoltare le parole sagge di chi lo circonda; rifiutò la richiesta del figlio di risparmiare la vita di Antigone, portandolo al suo destino tragico. Declino il preannuncio del profeta cieco Tiresia e tenne ancora l’hybris.

Alla fine, l’orgoglio eccessivo di Creonte lo porta a mettersi a pari con gli dèi, andando contro i loro comandi e aspettandosi che il popolo di Tebe lo segua. Gli dèi lo hanno avvertito della sua arrogancia attraverso il profeta cieco Tiresia, eppure disdegna tale avvertimento, sigillando il suo destino. La sua devozione cieca alla causa porta alla morte del suo unico figlio rimasto e, così, anche alla morte della moglie. Il suo destino fu sigillato nel momento in cui permise all’orgoglio e all’arrogancia di governare il suo paese.

I punti di orgoglio che guidarono la guerra

Gli eventi di Antigone non sarebbero avvenuti se non fosse stato per la guerra di hybris di Polinice ed Eteocle. I fratelli, che avevano accettato di condividere il trono di Tebe, presto lasciarono regnare la loro arrogancia e, nel farlo, causarono una guerra che non solo li uccise ma uccise anche amici e famiglie.

Eteocle, il primo a prendere il trono, promise al fratello, Polinice, che avrebbe ceduto il regno e permesso a Polinice di prendere il potere dopo un anno. Un anno è passato, e una volta che Eteocle doveva abdicare, rifiutò e bandì il fratello in altre terre. Polinice, arrabbiato per il tradimento, si diresse ad Argo, fidanzato a una delle principesse della terra. Ora principe, Polinice chiede al re il permesso di prendere Tebe, sia per vendicarsi del fratello sia per prendere il trono; così avvengono gli eventi dei «Sette contro Tebe».

In sintesi, se Eteocle fosse rimasto fedele alla parola e avesse dato al fratello il trono dopo il suo regno, la tragedia che era caduta sulla famiglia non sarebbe mai avvenuta. La sua hybris gli impedì di vedere le conseguenze delle azioni, e così pensò solo a tenere il trono invece di mantenere la pace. Polinice, d’altra parte, lasciò che l’hybris prendesse il controllo di lui; il suo orgoglio non poteva sopportare la vergogna di essere tradito dal fratello e così cercò vendetta nonostante avesse guadagnato una nuova casa e un titolo ad Argo.

Conclusione

Ora che abbiamo esaminato l’hybris di Antigone, come ha plasmato il suo destino e l’hybris di diversi personaggi, ripassiamo i punti critici di questo articolo:

  • L’orgoglio eccessivo, o hybris, è ritratto dai personaggi chiave della tragedia: Antigone, Creonte, Eteocle e Polinice.
  • L’hybris di questi personaggi plasma i loro destini nonché il destino di chi li circonda.
  • L’hybris di Antigone è ritratta mentre è sepolta viva; rifiutando di cedere ai desideri di Creonte, si toglie la vita volentieri e con impazienza con poco o nessun riguardo per chi le sta intorno.
  • Nella morte di Antigone, il suo amante Emone è in profonda miseria, e per questo si toglie pure la vita.
  • Tiresia avverte Creonte della sua arrogancia, allertandolo delle conseguenze che i creatori divini gli infliggerebbero per guidare una nazione nell’hybris.
  • Creonte, ubriaco di arrogancia e potere, disdegna l’avvertimento e prosegue in ciò che crede giusto, seppellendo Antigone e rifiutando la sepoltura di Polinice.
  • La tragedia a Tebe avrebbe potuto essere prevenuta dall’umiltà; se non fosse stato per l’hybris di Eteocle e Polinice, la guerra non sarebbe avvenuta e Antigone sarebbe vissuta.
Scena della morte di Antigone

Scena della morte di Antigone

In conclusione, l’hybris non porta altro che calamità a chi la brandisce al potere, come per l’avvertimento di Tiresia. L’hybris di Antigone le impedisce di vedere il quadro più ampio e la imprigiona nei suoi ideali, dando poco o nessun pensiero alle persone intorno a lei. Il suo desiderio egoista di togliersi la vita invece di attendere il destino porta l’amante alla fine perché non poteva vivere senza di lei.

Se Antigone avesse solo ragionato e trattenuto l’orgoglio, sarebbe stata salvata poiché Creonte corre a liberarla nel timore di perdere il figlio. Questo, naturalmente, fu tutto vano, perché anche l’hybris di Creonte giocò un ruolo nelle loro morti. Se Creonte avesse solo ascoltato il primo avvertimento di Tiresia e sepolto il corpo di Polinice, la sua tragedia avrebbe potuto essere evitata, e avrebbero potuto tutti vivere in armonia.

Creato: 16 febbraio 2024

Modificato: 28 dicembre 2024