Cerbero e Ade: storia di un servo fedele e del suo padrone
Cerbero eAde sono personaggi greci sinonimi della Terra dei Morti. Anche se le storie che presentano Cerbero sono poche, egli dimostrò di essere un servo fedele di Ade e di svolgere il suo compito al meglio delle sue capacità.
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Chi sono Cerbero e Ade?
Il rapporto tra Cerbero e Ade era simile a quello di un padrone e un servo fedele. Cerbero, detto anche il segugio di Ade, è un cane a tre teste che fa da guardia alle porte dell’inferno, incaricato di far restare i morti dentro e i vivi fuori.
Origini di Cerbero
Cerbero e la sua famiglia precedono persino le maggiori divinità greche. I suoi genitori sono Tifone** e Echidna.** Tifone è noto come il padre di tutti i mostri, con cento teste e l’aspetto di un drago sputafuoco. La madre di Cerbero, Echidna, è metà donna e metà serpente e diede alla luce la maggior parte delle creature infami note ai Greci antichi.
Il nome del cane fedele di Ade può essere scritto in modi diversi, ma Kerberos e Cerbero hanno lo stesso significato, dal greco «Kerberos», che significava «macchiato».
Aspetto di Cerbero
Venendo da una famiglia di mostri orribili, con un padre a più teste e una madre dal corpo mezzo serpente, anche l’aspetto di Cerbero era mostruoso. Aveva tre teste, un serpente per coda, e la criniera era fatta di serpenti. Denti e artigli affilati gli tornavano utili quando divorava chi tentava di superarlo.
Qual è la storia di Cerbero e Ade?
La storia di Cerbero e Ade è che, quando Ade divenne Re degli Inferi, Cerbero fu un dono. Il compito principale di Cerbero è accogliere i morti quando entrano nella Terra dei Morti e assicurarsi che restino lì, e che nessuno dei vivi possa entrare nel regno.
La vita di Cerbero e Ade negli Inferi
Cerbero era un cane da lavoro e un servo fedele del suo padrone Ade. Non ci sono racconti di scontri tra Ade e Cerbero. Anzi, esistono statue di Ade e Cerbero fino a oggi che raffigurano il buon rapporto tra i due.
Anche se Cerbero è detto anche cane infernale, non era malevolo; faceva semplicemente il suo lavoro e le sue responsabilità. Il compito era custodire le porte degli Inferi, facendo in modo che i morti non scappassero e i vivi non entrassero nella Terra dei Morti. Anche se il lavoro di Cerbero è piuttosto semplice, mantiene l’equilibrio: altrimenti ci sarebbe il caos.
Tuttavia, nonostante sia uno dei cani da guardia più riconoscibili della mitologia, la maggioranza delle storie più note che lo coinvolgono si concentra su chi riuscì a evitarlo, confonderlo o comunque superare i suoi sforzi.
Cerbero nella Terra dei Morti
Cerbero era un guardiano fedele nel regno dei morti, dove Ade regnava, e afferrava creature diverse che entravano o uscivano dal regno. Di seguito le diverse storie del cane guardiano e di come alcune creature di mondi diversi superarono Cerbero.
Il mito di Orfeo
Orfeo è uno dei pochi fortunati a entrare e uscire dalla Terra dei Morti ancora vivo. È un mortale noto per la padronanza della lira o chitarra. Usò il dono musicale per farsi strada oltre Cerbero. La sua musica poteva incantare gli animali selvatici; persino i ruscelli smettevano di scorrere e gli alberi ondeggiavano al suo canto. Bastò a far addormentare il vigile Cerbero.
La dodicesima fatica di Ercole
La storia che coinvolge Ercole o Eracle è la più nota riguardo a Cerbero. Era** rese Ercole folle,** e in quel periodo egli uccise la famiglia, compresa la moglie e i figli. Quando tornò in sé, andò a espiare le colpe e come punizione gli fu detto di compiere le 12 Fatiche. In queste imprese Ercole dovette uccidere almeno tre fratelli di Cerbero.
IlLeone di Nemea, la cui pelle resisteva a ogni lama, doveva essere ucciso e scuoiato. Insieme all’Idra a più teste, Ercole sconfisse poi il cane a due teste Ortro. L’obiettivo del lavoro ultimo di Ercole nella maggioranza delle fatiche è sconfiggere e catturare Cerbero. L’ordine era che il cane fosse consegnato vivo e illeso e presentato al re Euristeo, ma a Ercole non era permesso usare armi.
Enea
Enea, protagonista dell’Eneide di Virgilio, voleva andare nella Terra dei Morti come Ercole e Orfeo. Il suo scopo, però, era visitare lo spirito del padre. Sapeva che Cerbero non glielo avrebbe permesso, così cercò l’aiuto della Sibilla cumana, una profetessa.
Ella andò con Enea e insieme si trovarono faccia a faccia con Cerbero; a differenza di Orfeo, che incantò Cerbero con la musica, e di Ercole, che usò la forza per sconfiggerlo, non arrivarono impreparati. La Sibilla lanciò al cane il biscotto avvelenato al momento giusto, dopo aver sentito ringhiare Cerbero. Dopo aver mangiato la piccola torta, Cerbero si assopì presto, lasciandoli proseguire il viaggio.
Conclusione
Ci sono poche opere scritte sul rapporto tra Ade e Cerbero, oltre al fatto che Cerbero era cane da guardia delle Porte dell’Inferno e servo fedele del suo padrone Ade. Riepiloghiamo rapidamente ciò che abbiamo coperto finora:
- I nomi di Ade e Cerbero sono sinonimi della Terra dei Morti. Un cane primordiale, Cerbero, fu dato in dono ad Ade.
- L’aspetto di Cerbero assomiglia a quello dei genitori, entrambi mostri celebri nell’antica Grecia.
- Cerbero era il cane a tre teste con coda di serpente, serpenti per criniera e denti e artigli affilatissimi.
- Il compito di Cerbero è custodire le porte degli Inferi e far restare i morti dentro e i vivi fuori.
Tuttavia resta un cane che si può superfurare, come dimostrano personaggi come Orfeo, Ercole ed Enea, che riuscirono a superare la sua guardia vigile.








