La Bibbia
(Testo religioso, anonimo, ebraico/aramaico/greco, ca. IX secolo a.C. – II secolo d.C., 31.101 versetti)
Introduzione «La Bibbia» è una compilazione di vari testi o «libri» di età diverse che insieme formano il testo religioso centrale sia dell’ebraismo sia del cristianesimo. È probabilmente il libro più citato e più ampiamente distribuito della storia, e molti dei più grandi scrittori della letteratura sono stati influenzati da temi, motivi e immagini bibliche in una forma o nell’altra.
L’ebraismo riconosce generalmente un insieme di 24 libri canonici noti come «Tanakh» o «Bibbia ebraica», che essenzialmente forma pure l’«Antico Testamento» della «Bibbia» cristiana. Questi libri furono scritti principalmente in ebraico biblico con alcune piccole porzioni in aramaico biblico, a varie date tra circa il IX e il IV secolo a.C.
Il cristianesimo include pure un «Nuovo Testamento», altri 27 libri che raccontano la vita e gli insegnamenti di Gesù e dei suoi discepoli, scritti in greco koinè nel I–II secolo d.C.
Sinossi — Riassunto della Bibbia
La Bibbia è troppo vasta per riassumerla in dettaglio, ma ecco una rassegna molto abbreviata dei suoi contenuti:
I primi 11 capitoli della Genesi, il primo libro della «Bibbia», raccontano di Dio e le storie della Creazione, Adamo ed Eva, il Diluvio e l’Arca di Noè, la Torre di Babele, ecc. Il resto della Genesi racconta la storia dei Patriarchi: gli Ebrei fanno risalire la loro discendenza a un uomo di nome Abramo attraverso il figlio Isacco e il nipote Giacobbe (chiamato pure Israele), e i figli di Giacobbe (i «Figli d’Israele»), specialmente Giuseppe; gli arabi musulmani pure fanno risalire la loro discendenza ad Abramo, attraverso il figlio Ismaele.
I libri dell’Esodo e dei Numeri raccontano la storia di Mosè, che visse centinaia di anni dopo i Patriarchi, e che condusse gli Ebrei fuori dalla schiavitù in Egitto. Vagarono nel deserto per quarant’anni (durante i quali Dio diede i Dieci Comandamenti a Mosè) finché una nuova generazione sarebbe stata pronta a entrare nella Terra Promessa di Canaan. I libri del Levitico e del Deuteronomio discutono il rapporto tra Dio e il Suo popolo eletto, gli Ebrei, e danno dettagli della Legge che regolava quasi ogni aspetto della vita ebraica.
**Il resto dei libri della **«Bibbia ebraica» (l’«Antico Testamento» cristiano) è diviso dagli Ebrei nelle categorie di Profeti e Scritti, o, secondo il metodo cristiano di organizzazione, in sezioni di libri storici, libri sapienziali e libri profetici.
I libri storici (Giosuè, Giudici, Rut, Samuele I e II, Re I e II, Cronache I e II, Esdra, Neemia, Tobia, Giuditta, Ester e Maccabei I e II) raccontano la storia d’Israele dal tempo di Mosè fino a diverse centinaia di anni prima del tempo di Gesù. Per un periodo le tribù d’Israele furono governate da una serie di giudici, e poi venne la monarchia dei re Saul, Davide, Salomone e altri. Israele fu diviso in due regni e subì un certo numero di sconfitte militari. Gerusalemme fu infine distrutta e molti prigionieri furono portati a Babilonia, sebbene col tempo al popolo fu permesso di tornare e ricostruire Gerusalemme e la loro civiltà.
Dei libri sapienziali, Salmi, Proverbi, Sapienza di Salomone e Siracide contengono molti detti di saggezza pratica per aiutare a vivere una vita felice, di successo e santa; Giobbe e Qohelet trattano le questioni più pesanti del significato della vita, dell’esistenza del male e del nostro rapporto con Dio; e il Cantico dei Cantici è un canto d’amore che glorifica l’amore romantico tra un uomo e una donna (sebbene a volte sia interpretato allegoricamente come storia dell’amore di Dio per Israele o la Chiesa).
I libri profetici (Isaia, Geremia, Lamentazioni, Baruc, Ezechiele, Daniele, Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria e Malachia) fanno predizioni del futuro, o danno messaggi speciali di istruzione o avvertimento da Dio. Tranne Lamentazioni e Baruc, ciascuno di questi libri prende nome da uno dei profeti ebrei noti (nonché da diversi minori), che furono chiamati da Dio a dare queste predizioni, messaggi e avvertimenti a re e altri capi e al popolo in generale.
**I quattro Vangeli del **«Nuovo Testamento» raccontano la nascita, la vita, il ministero, gli insegnamenti, la morte e la risurrezione di Gesù. Matteo, Marco e Luca sono molto simili, ma il Vangelo di Giovanni è piuttosto diverso, essendo molto più un’opera spirituale e teologica, sebbene racconti pure molti degli stessi eventi degli altri tre Vangeli. Gli Atti degli Apostoli sono una sorta di seguito al Vangelo di Luca, scritti dallo stesso autore, e raccontano la storia dei primi 30 anni della Chiesa cristiana, centrati soprattutto sugli apostoli Pietro e Paolo che furono i capi preminenti del cristianesimo primitivo.
La maggior parte del resto del «Nuovo Testamento» consiste di lettere (note pure come Epistole), molte delle quali tradizionalmente attribuite all’apostolo Paolo, a varie comunità cristiane, istruendole e incoraggiandole nella fede e affrontando problemi e dispute specifici sorti in quelle comunità. Molte delle credenze e pratiche del cristianesimo originarono dagli insegnamenti di Paolo nelle sue lettere ai Romani, Corinzi, Galati, Efesini, Filippesi, Colossesi, Tessalonicesi ed Ebrei, e a Timoteo, Tito e Filemone. Le altre Epistole (di Giacomo, Pietro, Giovanni e Giuda) furono pure scritte per incoraggiare, istruire e correggere i primi cristiani, e per incoraggiarli a porre fede e fiducia in Cristo e a mettere quella fede in azione attraverso l’amore cristiano, la gentilezza e il rispetto per tutte le persone.
Il Libro dell’Apocalisse (noto pure come Apocalisse) è pure una lettera di sorta, scritta da un uomo di nome Giovanni (forse l’apostolo Giovanni), ma è nella forma della letteratura apocalittica, che racconta una storia in gran parte attraverso simboli, immagini e numeri drammatici. L’Apocalisse cerca di offrire conforto e incoraggiamento ai cristiani di tutte le età che Dio è saldamente in controllo, e che, quando il tempo sarà giusto, le forze del male che sembrano dominare il nostro mondo saranno del tutto distrutte, e il regno eterno di Dio entrerà nel suo compimento.
Analisi — Antico Testamento e Nuovo Testamento
I 24 libri canonici del «Tanakh» o «Bibbia ebraica» possono essere divisi in tre parti principali:
- «Torah» («Insegnamento», nota pure come «Pentateuco» o «Cinque libri di Mosè»): 1. Genesi, 2. Esodo, 3. Levitico, 4. Numeri, 5. Deuteronomio.
- «Nevi’im» («Profeti»): 6. Giosuè, 7. Giudici, 8. Samuele I e II, 9. Re I e II, 10. Isaia, 11. Geremia, 12. Ezechiele, 13. Dodici profeti minori (Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria e Malachia).
- «Ketuvim» («Scritti»): 14. Salmi, 15. Proverbi, 16. Giobbe, 17. Cantico dei Cantici (o Cantico di Salomone), 18. Rut, 19. Lamentazioni, 20. Qohelet, 21. Ester, 22. Daniele, 23. Esdra (incluso Neemia), 24. Cronache I e II.
L’«Antico Testamento» cristiano è la raccolta di libri scritti prima della vita di Gesù ma accettati dai cristiani come Scrittura, e è in senso ampio lo stesso della «Bibbia ebraica» elencata sopra (39 libri in totale quando spezzati, e di solito in un ordine diverso). Alcune denominazioni incorporano pure libri aggiuntivi nei loro canoni. Per esempio, la Chiesa cattolica romana riconosce pure i seguenti apocrifi biblici o deuterocanonici: Tobia, Giuditta, Maccabei I e II, Sapienza di Salomone, Siracide (chiamato pure Ecclesiastico), Baruc, e alcune aggiunte greche a Ester e Daniele.
**La Bibbia cristiana include pure il «Nuovo Testamento», che racconta la vita e gli insegnamenti di Gesù, le lettere dell’apostolo Paolo e di altri discepoli alla chiesa primitiva, e il Libro dell’Apocalisse. Ciò ammonta ad altri 27 libri come segue:
- I Vangeli (Matteo, Marco, Luca, Giovanni).
- Atti degli Apostoli.
- Epistole di san Paolo (Romani, Corinzi I e II, Galati, Efesini, Filippesi, Colossesi, Tessalonicesi I e II, Timoteo I e II, Tito, Filemone, Ebrei).
- Altre Epistole (Giacomo, Pietro I e II, Giovanni I, II e III, Giuda).
- Apocalisse (nota pure come Apocalisse).
**La **«Bibbia ebraica» fu probabilmente canonizzata in tre stadi: la «Torah» prima dell’esilio babilonese del VI secolo a.C., i «Nevi’im» all’epoca della persecuzione siriaca degli Ebrei (intorno al 167 a.C.), e i «Ketuvim» poco dopo il 70 d.C. Intorno a questo tempo elencarono le proprie Scritture riconosciute in un «canone» chiuso, ed esclusero sia gli scritti cristiani sia altri scritti ebraici considerati da loro «apocrifi».
Il testo biblico primario per i primi cristiani era la «Settanta», la traduzione greca della «Bibbia ebraica», sebbene, anche nell’antichità, si facessero pure traduzioni in siriaco, copto, ge’ez e latino, tra le altre lingue. Tuttavia, elenchi piuttosto diversi di opere accettate continuarono a svilupparsi nell’antichità e, nel IV secolo, una serie di sinodi o concili ecclesiastici (in particolare il Concilio di Roma nel 382 d.C. e il Sinodo di Ippona nel 393 d.C.) produssero un elenco definitivo di testi che risultò nell’attuale canone di 46 libri dell’«Antico Testamento» e di 27 libri del «Nuovo Testamento» riconosciuto dai cattolici oggi. Intorno al 400 d.C., san Gerolamo produsse l’edizione latina «Vulgata» della «Bibbia» in accordo con le decisioni dei sinodi precedenti e, al Concilio di Trento nel 1546, questa fu dichiarata dalla Chiesa cattolica l’unica Bibbia autentica e ufficiale nel rito latino.
Durante la Riforma protestante del XVI secolo, tuttavia, le denominazioni protestanti cominciarono a escludere quei testi apocrifi o deuterocanonici dell’«Antico Testamento» aggiunti dalla chiesa cattolica primitiva, riducendolo di fatto ai contenuti della «Bibbia ebraica». Sia cattolici sia protestanti usano lo stesso canone di 27 libri del «Nuovo Testamento».
I libri dell’«Antico Testamento» furono scritti principalmente in ebraico biblico, con alcune piccole porzioni (in particolare i libri di Daniele ed Esdra) in aramaico biblico, a varie date non confermate tra circa il IX e il IV secolo a.C. I libri del «Nuovo Testamento» furono scritti in greco koinè (la lingua comune di strada del tempo, opposta al più letterario greco classico), e possono essere datati più accuratamente al I–II secolo d.C.
I veri autori individuali dei libri della «Bibbia» sono sconosciuti.
La visione tradizionale che i libri della «Torah» fossero scritti da Mosè stesso subì critiche sporadiche da studiosi medievali, e la moderna «ipotesi documentaria» suggerisce che fu in realtà scritta da molte persone diverse in tempi diversi, generalmente molto dopo gli eventi descritti. Questo vede la «Bibbia» più come un corpo di letteratura che come un’opera di storia, credendo che il valore storico del testo non stia nel suo resoconto degli eventi che descrive, ma in ciò che i critici possono inferire sui tempi in cui vissero gli autori. Sebbene l’archeologia biblica abbia confermato l’esistenza di molte delle persone, luoghi ed eventi menzionati nella «Bibbia», molti studiosi critici hanno argomentato che la «Bibbia» dovrebbe essere letta non come un documento storico accurato, ma piuttosto come un’opera di letteratura e teologia che spesso attinge a eventi storici (nonché a mitologia non ebraica) come materiale di fonte primaria.
La maggior parte delle denominazioni cristiane insegna che la «Bibbia» stessa ha un messaggio complessivo, intorno al quale la teologia cristiana è stata costruita nel corso dei secoli. Molti cristiani, musulmani ed ebrei considerano la «Bibbia» ispirata da Dio eppure scritta da una varietà di uomini imperfetti nel corso di centinaia di anni. Altri cristiani «che credono nella Bibbia», tuttavia, considerano sia il «Nuovo Testamento» sia l’«Antico Testamento» come la Parola di Dio non diluita, pronunciata da Dio e scritta nella sua forma perfetta da esseri umani. Altri ancora tengono la prospettiva dell’infallibilità biblica, che la «Bibbia» è libera da errore in materia spirituale, ma non necessariamente scientifica.
Molti altri lettori non religiosi, tuttavia, vedono la «Bibbia» unicamente come letteratura, e come una fonte di miti e favole, sebbene ci sia molto dibattito sui veri meriti letterari della «Bibbia». Persino sant’Agostino, alla fine del IV secolo d.C., confessò che lo stile biblico esibisce «il più basso del linguaggio» e gli era sembrato, almeno prima della conversione, «indegno di paragone con la dignità di Cicerone». La narrativa biblica in particolare (opposta alla poesia biblica) tende a lavorare con un vocabolario molto limitato e evita costantemente metafore e altri tipi di linguaggio figurato, mostrando un modo drasticamente spoglio di raccontare storie che può sembrare l’antitesi stessa dello stile (sebbene si sia argomentato che l’ebraico originale — opposto alla traduzione latina piuttosto goffa — abbia davvero «stile»).
«La Bibbia» include sia prosa sia poesia**. La stragrande maggioranza è scritta in prosa, incorporando caratteristiche in prosa come trama, personaggio, dialogo e tempismo, e la prosa è la forma generalmente usata quando si raccontano storie su persone ed eventi storici. Tuttavia la poesia è pure usata ampiamente in tutta la «Bibbia», in particolare nei libri di Giobbe, Salmi, Proverbi, Qohelet, Lamentazioni e Cantico dei Cantici. Certi libri sono scritti completamente in forma poetica e, secondo alcuni critici, fino a un terzo dell’«Antico Testamento» è poesia. Gran parte della poesia nell’«Antico Testamento» può essere descritta come antica poesia ebraica, segnata da una caratteristica letteraria chiamata parallelismo che presenta la ripetizione o il rafforzamento di una singola idea in versi successivi. Usa pure caratteristiche comuni alla poesia moderna, come giochi di parole, metafore, rime e metro per comunicare il suo messaggio.
Oltre queste due categorie principali, però, la «Bibbia» include un gran numero di tipi specifici di letteratura (alcuni espressi in prosa e altri in poesia), comprese leggi, prosa storica, salmi, canti, saggezza, proverbi, biografia, dramma, lettere e apocalittica, nonché sezioni più brevi di preghiere, parabole, profezia e genealogie o elenchi familiari.
Nonostante la diversità dei libri della «Bibbia» e la loro separazione nel tempo, ci sono diversi temi unificanti che corrono attraverso sia l’«Antico Testamento» sia il «Nuovo Testamento»: che c’è un solo vero Dio, che ha creato tutto ciò che è l’universo e prende un ruolo attivo, continuo e amorevole nel suo mantenimento; che Dio ama il suo popolo di tutte le razze, nazionalità e religioni, e cerca il loro amore in cambio; che Dio ha creato uomini e donne con il potere di scegliere tra il bene e il male, e siamo chiamati a fare il bene servendo Dio e rispettando i nostri simili nel mondo, mentre il male è una tentazione costante a cui dobbiamo fare del nostro meglio per resistere; che Dio cerca la salvezza di tutte le persone dal potere del peccato e del male, e ha intervenuto direttamente negli affari umani (nonché inviando i profeti e, in ultima analisi, suo figlio Gesù) per aiutarci con quella salvezza.
La prima traduzione inglese completa della «Bibbia» fu quella di John Wycliffe nel 1382, ma la versione autorizzata King James del 1611 è spesso considerata la migliore traduzione inglese da una prospettiva letteraria, e in effetti alcuni la considerano tra le più grandi letterature in lingua inglese. Fu prodotta durante un periodo particolarmente fertile per la letteratura inglese (entro le vite di Shakespeare, Jonson, Webster, et al), ma pure un periodo in cui la religione era divenuta molto politicizzata. William Tyndale era stato giustiziato nel 1536 per la sua precoce traduzione protestante, sebbene la sua opera divenne poi una fonte maggiore per la versione King James. L’opera fu compiuta da un comitato di cinquanta studiosi e chierici, che lavorarono in sei squadre tra il 1604 e il 1611. Nessun cattolico romano fu invitato a partecipare, sebbene la traduzione inglese del 1582 del «Nuovo Testamento» cattolico fosse una delle bibbie usate come fonte.
Risorse
- Traduzione inglese King James Version (ricercabile, con link a molte altre versioni): (Bible.com)
- Bibbia latina Vulgata (Fourmilab)
- Antico Testamento greco antico (Settanta) (Spindleworks)









