Opere e giorni

Classical

(Poema didattico, greco, c. 700 a.C., 828 versi)

Introduzione

«Opere e giorni» (gr. «Erga kaí Hemérai»*; lat. «Opera et Dies») è un poema didattico scritto dal poeta greco antico molto arcaico Esiodo. Fu probabilmente scritto intorno al 700 a.C. o prima ed è il primo esempio che abbiamo di poesia didattica greca (poesia che enfatizza qualità istruttive e informative).

Incorpora le esperienze della sua vita quotidiana e del lavoro, formando una sorta di calendario del pastore, intrecciato con episodi di favola, allegoria, consigli e storia personale. Può essere stato scritto sullo sfondo di una crisi agraria nella Grecia continentale, che ispirò un’ondata di colonizzazioni documentate in cerca di nuove terre.

Muse

Muse

Sinossi — riassunto di Opere e giorni

Dopo un’apertura invocando Zeus e le Muse, la prima porzione del poema è un’esortazione etica al lavoro onesto e un dissuasione dalla contesa e dall’ozio. La seconda sezione consiste in suggerimenti e regole sull’agricoltura. La terza parte è un calendario religioso dei mesi, con osservazioni sui giorni più fortunati o meno per impieghi rurali o nautici.

Il filo conduttore dell’intero poema è il consiglio dell’autore al fratello Perse, che sembra aver corrotto i giudici corrotti per privare Esiodo della sua già scarsa eredità, e si accontenta di passare il tempo in ozio e di accettare l’ulteriore carità di Esiodo.

Episodi specifici che si elevano al di sopra della media piuttosto prosaica includono un primo resoconto delle «Cinque età del mondo»; una descrizione molto ammirata dell’inverno; la più antica favola nota nella letteratura greca, quella del «Falco e l’usignolo»; e le storie, pure descritte nella sua «Teogonia», di Prometeo che ruba il fuoco a Zeus e la conseguente punizione dell’uomo quando Pandora rilascia tutti i mali dell’umanità dal suo vaso (nelle versioni moderne chiamato «scatola di Pandora»), con solo la Speranza rimasta imprigionata dentro.

Analisi

Il poema ruota intorno a due verità generali: che il lavoro è la sorte universale dell’Uomo, ma che chi è disposto a lavorare se la caverà sempre. Esiodo prescrive una vita di lavoro onesto (che considera la fonte di ogni bene) e attacca l’ozio, suggerendo che sia gli dèi sia gli uomini odiano l’ozioso. Nei consigli e nella saggezza del poema, Esiodo persegue pure in una certa misura la propria agenda, attaccando i giudici ingiusti (come quelli che decisero a favore di Perse, il fratello poco responsabile di Esiodo, a cui fu concessa un’eredità per sentenza di questi giudici ingiusti) e la pratica dell’usura.

scatola di Pandora di John William

La scatola di Pandora di John William

Il poema è pure il primo resoconto esistente delle successive età dell’umanità, note come le «Cinque età dell’uomo». Nel resoconto di Esiodo, queste sono: **l’Età dell’oro (in cui gli uomini vivevano tra gli dèi e si mescolavano liberamente con loro, e regnavano pace, armonia e abbondanza); l’Età dell’argento (in cui gli uomini vivevano cento anni come infanti, seguiti da un breve tempo pieno di contese da adulti, una razza empia che Zeus distrusse perché rifiutava di venerare gli dèi); l’Età del bronzo (in cui gli uomini erano duri e violenti e vivevano solo per la guerra, ma furono rovinati dalle proprie vie violente, relegati nelle tenebre del mondo sotterraneo); l’Età eroica (in cui gli uomini vivevano come nobili semidei ed eroi, come quelli che combatterono a Tebe e a Troia, e che andarono all’Elisio alla morte); e l’Età del ferro (il tempo di Esiodo, in cui gli dèi hanno abbandonato l’umanità, e in cui l’uomo vive un’esistenza di fatica, miseria, sfacciataggine e disonore).

Risorse

Creato: 1 gennaio 2025

Modificato: 17 novembre 2024