Viaggio di Bran
Il Viaggio di Bran (Imram Brain) era uno dei racconti più antichi della letteratura irlandese. Si dice che la narrazione fu compilata per la prima volta nel VII secolo. Tuttavia l’opera attuale è conservata in due lavori superstiti: il Libro della Mucca Bruna (inizio XI secolo) e il Libro di Leinster (metà XII secolo).
Il racconto è la narrazione di un viaggio compiuto da Bran e dai suoi seguaci all’Isola delle Donne (nota in irlandese come «Emne» o «Emain Ablach»), e del tentativo di tornare a casa.
Invito all’Altro mondo
Bran, figlio di Febal, passeggiava fuori dalla sua fortezza o dún, quando udì musica dietro di sé. Non importava come girasse la testa: la musica era sempre dietro la testa. La musica era così dolce che lo cullò in un sonno magico.
Quando Bran si svegliò dal sonno strano, vide un ramo d’argento con fiori di mela bianchi. Bran portò il ramo con sé per mostrarlo a famiglia e amici dove aveva incontrato una donna in una veste strana. La donna cantò dell’Emain Ablach (Emne o «Isola delle Donne»), dove vivevano belle donne.
La stagione non cambiava mai, il tempo era perfettamente soleggiato, eppure c’era sempre acqua. C’era sempre una scorta infinita di cibo. La gente non si ammalava né invecchiava. Non si poteva neppure morire, né conoscere dolore e afflizione. Stava descrivendo l’Altro mondo.
La donna concluse il canto con un invito a Bran a cercare la sua bella isola prima di partire, portando con sé il ramo d’argento e i fiori.
Il giorno dopo Bran organizzò tre compagnie di nove uomini in tre currach (plurale di curragh o barche), inclusi i tre fratelli adottivi, mentre imbarcavano un viaggio per visitare l’Isola delle Donne.
Avrebbero navigato per due giorni prima di incontrare un uomo in piedi su un carro trainato da un cavallo d’oro, come se guidasse in una pianura aperta, invece di «guidare» sul mare.
Il cocchiere si presentò come Manannán Mac Lir, il dio irlandese del mare. Manannán disse loro che sarebbe divenuto padre di Mongan, giacendo con Caintigern, moglie di Fiachna.
Manannán cantò pure di Emain Ablach.
Manannán incoraggiò pure Bran a cercare l’isola. Manannán disse a Bran che avrebbe dovuto raggiungerla prima del tramonto.
Informazioni correlate
Nome
Bran – «Corvo».
Fonti
Imram Brain (Il viaggio di Bran) dal Libro della Mucca Bruna e dal Libro di Leinster.
Indice
Invito all’Altro mondo
Isola delle Donne
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Isola delle Donne
Prima di raggiungere Emain Ablach (l’Isola delle Donne), i viaggiatori giunsero a un’isola dove trovarono una folla di gente che rideva di gioia. Bran inviò uno dei seguaci a esplorare l’isola.
Mentre il compagno di Bran si avvicinava alla gente, iniziò a ridere come gli isolani. Quando Bran vide che il compagno mancante non sarebbe tornato, non inviò nessun altro a prenderlo. Così lasciarono il compagno sull’Isola della Gioia o Isola dell’Allegria, e salparono.
Non molto dopo aver lasciato l’Isola della Gioia, arrivarono a destinazione. Trovano una donna che li attendeva sulla riva.
A quanto pare Bran aveva qualche titubanza a sbarcare al porto di Emain Ablach. La regina delle donne produsse una palla magica di filo nella mano. Tenendo un capo del filo, la regina gettò la palla al currach di Bran. Quando Bran afferrò la palla di filo, non poté più lasciarla. La regina tirò facilmente il currach verso la sua isola.
(Questa palla magica di filo era proprietà della regina nel racconto chiamato Viaggio di Máel Dúin. È del tutto possibile che fosse la stessa isola visitata da Máel Dúin (inclusa l’Isola della Gioia), nonché la stessa regina.)
La regina e le altre donne accolsero i visitatori assai calorosamente. Ciascun uomo fu accoppiato a una donna dell’isola. Bran condivise il letto con la regina.
Come era stato detto, vissero sull’isola dove non c’era mutamento del tempo soleggiato. Cibo e vino non scarseggiavano mai. Tutti i desideri erano saziati.
Sembrava che fossero restati sulla bella isola solo per pochi anni. Bran e i compagni non si resero conto di quanto tempo reale fosse passato nel mondo esterno.
Un giorno Nechtan figlio di Collbran si sentì nostalgico di casa, e informò Bran che desiderava tornare a casa a Erin (Irlanda). Bran disse alla regina che ora sarebbero tornati a casa. La regina li avvertì che se ne sarebbero pentiti se avessero lasciato l’isola.
Tuttavia Bran insistette per lasciare l’Isola delle Donne. Così la regina li avvertì di non posare i piedi sulla terra asciutta, se fossero tornati in Irlanda. (Questo è assai diverso dal racconto di Máel Dúin, dove la regina li teneva sull’isola contro la loro volontà. Si veda la Regina e il suo gomitolo magico nel Viaggio di Máel Dúin, per confronto.)
Bran e i compagni partirono dall’isola, e ripresero il compagno mancante sull’Isola della Gioia. Arrivarono a Srub Brain (da qualche parte in Irlanda), restando sul currach. Uno degli uomini sulla riva, che vide l’arrivo del currach, chiese chi fossero. Bran rispose di essere Bran, figlio di Febal. L’uomo sulla riva rispose che non conoscevano nessuno di nome Bran, tranne quanto era stato detto nelle antiche leggende.
Nechtan, ignorando l’avvertimento della regina di non posare piede sulla terra asciutta, saltò fuori dal currach. Nel momento in cui toccò la terra asciutta, Nechtan fu ridotto in cenere, come se fosse stato parte della terra per centinaia di anni.
Bran raccontò alla gente sulla riva le avventure sull’Isola delle Donne, e così la loro storia fu registrata. Poi Bran e i compagni salparono nel currach, e non se ne seppe più nulla.
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