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Perché Edipo è un eroe tragico? Hybris, hamartia e caso

Prima di Edipo, «eroe tragico» significava ben poco come dispositivo letterario. Da quando Aristotele delineò le qualità del dramma tragico, gli studiosi continuano a dibattere se ci fosse un vero **eroe tragico nell’Edipo re.

Edipo come eroe tragico

Leggete questo articolo per saperne di più su questa disputa letteraria, e poi giudicate da soli!

Riepilogo rapido: una breve sinossi dell’Edipo re

Per capire Edipo come eroe tragico (o no), ripassiamo la trama dell’Edipo re di Sofocle, scritto intorno al IV secolo a.C. Come l’Odissea di Omero, la scena avviene alla fine della storia, e molti dei dettagli critici si riferiscono a eventi accaduti tempo prima.

Un indizio di trama interessante da tenere a mente è che il nome di Edipo significa «piede gonfio». A quanto pare subì una ferita da neonato e camminò zoppicando per tutta la vita.

Quando la pièce apre, re Edipo è preoccupato per la peste che stringe Tebe, e dice ai cittadini lamentosi di aver inviato il cognato Creonte a consultare l’oracolo di Delfi. A comando, Creonte torna con la notizia che per sfuggire alla peste devono trovare e punire l’assassino dell’ex re Laio.

All’epoca, la regina Giocasta e gli altri Tebani erano troppo impegnati a gestire la maledizione della Sfinge per indagare l’omicidio di Laio al crocevia. Edipo aveva salvato Tebe dalla Sfinge e aveva sposato la vedova Giocasta, diventando re.

Edipo giura di trovare e punire l’assassino, ma il profeta cieco Tiresia rivela che Edipo stesso è l’assassino. Giocasta arriva a calmare il marito infuriato e gli dice che le profezie non significano nulla. Di fatto, lei e re Laio udirono una profezia che il loro figlio, Edipo, avrebbe ucciso Laio. Fissarono un palo alle caviglie del bambino e lo lasciarono morire nella foresta, quindi la profezia non si avverò. (O sì — ricordate i piedi gonfi di Edipo?)

Edipo rivela che un profeta gli disse di recente che avrebbe ucciso il padre e sposato la madre, ed è per questo che fuggì da Corinto. Tuttavia uccise un uomo al crocevia sulla via di Tebe. A poco a poco la trama si sbroglia finché Edipo è finalmente costretto ad ammettere che la profezia è vera. Giocasta si impicca alla notizia, ed Edipo prende la spilla dalla sua veste e si cava gli occhi.

Le caratteristiche di un eroe tragico, secondo Aristotele

Come una delle più antiche pièce tragiche, sembra naturale che l’Edipo re esemplifichi le caratteristiche dell’eroe tragico. Aristotele fu il primo filosofo ad analizzare il dramma e usò Edipo per definire le caratteristiche dell’eroe tragico.

Nel capitolo ottavo della Poetica di Aristotele, un vero eroe tragico deve possedere le seguenti qualità:

  • Nobiltà: il personaggio deve provenire da una famiglia di alto rango o aver raggiunto la grandezza in qualche modo. Con un personaggio «grande», c’è più da «cadere».
  • Moralità: il personaggio deve essere essenzialmente una brava persona, ma non perfetta, così che il pubblico possa empatizzare. (Ricordate che l’antica Grecia era una società pragmatica e spesso brutale, quindi l’idea di moralità è probabilmente diversa per i pubblici moderni.)
  • Hamartia: il personaggio possiede un difetto fatale o una debolezza che porta alla sua rovina. (Di nuovo, è una persona morale, quindi l’hamartia non dovrebbe essere malvagia o depravata.)
  • Anagnorisis: il personaggio vive un momento di comprensione e realizza che la rovina fu auto-inflitta, di solito involontariamente.
  • Peripeteia: l’hamartia del personaggio causa un drammatico rovesciamento di fortuna. Poiché il personaggio è morale, la «punizione» è spesso accettata di buon grado.
  • Catarsi: l’esito del personaggio suscita pietà dal pubblico.

Le fonti differiscono sull’elenco esatto dei tratti, ma l’elenco di Aristotele è il più completo. Spesso la hybris, o orgoglio eccessivo, è inclusa come voce separata in questo elenco, mentre altri studiosi considerano la hybris come il difetto fatale del personaggio, coperto sotto il punto «hamartia».

Il vero significato di «hamartia» è la porzione più caldamente dibattuta di questa formula quando si considera l’Edipo re come eroe tragico. L’hamartia è discussa in dettaglio più avanti in questo articolo.

Perché Edipo è un eroe tragico? Cinque dei tratti sono indiscussi

Ci sono numerosi esempi di Edipo come eroe tragico; gli studiosi concordano che Edipo adempie la maggior parte o tutti i tratti di Aristotele. Primo, Edipo è di nascita nobile, essendo figlio di re Laio e regina Giocasta. Inoltre fu adottato dal re di Corinto, rendendolo tecnicamente erede di due troni. Inoltre Edipo salvò Tebe sconfiggendo la Sfinge, che fu un atto di cuore nobile.

Edipo è anche una persona morale, lungi dall’essere perfetta, ma è preoccupato per l’azione giusta e per proteggere il benessere degli altri. Quando vive l’anagnorisis, è devastato dall’atto atroce che ha commesso inconsapevolmente. La sua devastante peripeteia, la cecità e l’esilio suscitano pietà dal pubblico.

Edipo come eroe tragico

È la caratteristica dell’hamartia che causa disputa accademica. Edipo è ritratto in modo molto umano e accessibile, quindi mostra naturalmente diversi difetti di carattere lievi.

Tuttavia, quale di questi difetti fu responsabile della sua rovina? O furono gli dèi stessi a manipolare gli eventi per le proprie ragioni, e il carattere di Edipo non ebbe nulla a che fare con il suo destino?

Edipo e la sua hamartia: esplorando il dibattito acceso

Nelle innumerevoli discussioni accademiche su Edipo e la sua hamartia, molti tratti di carattere diversi ricevono la colpa della rovina di Edipo. Eppure questi stessi tratti appaiono in altre storie come vantaggi.

Alcuni dei tratti di carattere a due facce includono:

  • Hybris: l’orgoglio è un soggetto preferito dei poeti greci, ma Edipo non sembra mostrare più orgoglio del re medio. Alcuni studiosi argomentano che il suo atto orgoglioso fu pensare di poter evitare la profezia fuggendo, ma accettare umilmente di commettere atti orribili non sembra molto morale.
  • Temperamento: Edipo uccide diversi stranieri a un crocevia, incluso re Laio. Tuttavia il seguito di Laio lo attaccò per primo, quindi tecnicamente le sue azioni furono in autodifesa.
  • Determinazione: Edipo insiste nel trovare l’assassino di Laio. Eppure lo fa per salvare Tebe da una peste, quindi il suo motivo è puro.
  • Semplice errore: la parola greca «hamartia» potrebbe essere definita come «mancare il bersaglio». Una persona può agire onorevolmente e con le migliori intenzioni e comunque fallire. Edipo aveva diverse opzioni su quali azioni prendere per evitare la profezia, ma quella che scelse lo portò ad adempiere la profezia nella sua interezza.

La differenza essenziale tra eroi tragici greci e shakespeariani

Alcuni argomenti su Edipo riguardano se le caratteristiche di Aristotele di un eroe tragico siano accurate del tutto. Parte del malinteso è che c’è una differenza tra gli eroi tragici della letteratura greca e quelli in opere più moderne, in particolare le opere di Shakespeare. Entrambi i tipi di personaggi hanno la rivelatrice hamartia, ma come questo difetto fatale entra in gioco è decisamente diverso.

Gli eroi tragici greci, sebbene certamente difettosi, non realizzano di causare la propria rovina. Nel caso di Edipo, vuole evitare di uccidere il padre e sposare la madre, quindi fugge a Tebe per salvarli. Uccide anche Laio in ciò che vede come autodifesa, di nuovo senza l’intenzione di fare qualcosa di non etico. Allo stesso modo, sposare Giocasta fu un atto di amore e fu considerato moralmente sano finché non fu rivelata la verità della genitorialità di Edipo.

Che pensino di avere una scelta o no, gli eroi tragici shakespeariani entrano di buon grado nelle loro azioni, sapendo che possono portare a un esito sfortunato. Amleto decide di agire sulle parole del fantasma e vendicare il padre, anche se la coscienza lo tormenta spesso durante la pièce. Macbeth sceglie volontariamente di uccidere Duncan e chiunque stia tra lui e il trono. Anche Romeo entra deliberatamente nella casa del nemico e corteggia sua figlia, sapendo la contesa che ciò può causare tra le famiglie.

Conclusione

Edipo è un eroe tragico

Chiedete agli studiosi di letteratura greca se Edipo sia un eroe tragico o no, e è probabile che otteniate risposte estese, adamantine e spesso contrastanti.

I seguenti sono elementi chiave dell’argomento e alcuni fatti memorabili sulla pièce:

  • Sofocle scrisse la trilogia di Edipo intorno al IV secolo a.C.
  • Nell’Edipo re, Edipo cerca di fuggire da una profezia e finisce per adempierla.
  • Il nome «Edipo» significa «piede gonfio», e infatti una ferita al piede gioca un ruolo cruciale nella trama.
  • Aristotele fu il primo filosofo ad analizzare il dramma. Usò l’Edipo re per aiutarlo a definire l’eroe tragico.
  • Secondo Aristotele, le caratteristiche di un eroe tragico sono nobiltà, moralità, hamartia, anagnorisis, peripeteia e catarsi.
  • Edipo possiede tutte le caratteristiche di Aristotele, sebbene il suo difetto tragico sia spesso dibattuto.
  • Gli studiosi disputano quale dei tratti di carattere di Edipo qualifichi come suo difetto fatale, suggerendo hybris, determinazione e temperamento iracondo come possibilità.
  • Alcuni ricercatori suggeriscono che «hamartia» sia solo un errore di giudizio o semplicemente un’azione che va storta.
  • Sebbene Edipo sia l’eroe tragico greco per eccellenza, non è un eroe tragico shakespeariano perché non intende fare del male.

Sembra evidente che Edipo si qualifichi come uno dei primi eroi tragici nella narrativa registrata. Tuttavia, se non siete d’accordo, sentitevi liberi di condividere la vostra opinione con alcuni studiosi energici e unirvi al dibattito!

Creato: 17 febbraio 2024

Modificato: 11 gennaio 2025