1. Home
  2. Racconti
  3. Proteo nell’Odissea: il figlio di Poseidone

Proteo nell’Odissea: il figlio di Poseidone

Proteo nell’Odissea ebbe una parte piccola ma d’impatto nel classico greco.

Lui, dio greco del mare, possedeva una conoscenza insormontabile e condivideva la sapienza solo una volta catturato. Ma perché si nasconde? Cosa cela? Ed è veritiero?

Per capirlo, bisogna tornare alla sua prima apparizione nell’opera.

Statua di antichi dèi greci con Proteo tra loro

Telemaco cerca il padre

Dopo essere arrivato a Pilo, Telemaco trova Nestore e i suoi figli sulla riva, mentre offrono un sacrificio al dio greco Poseidone. Nestore li accoglie calorosamente ma, purtroppo, non sapeva nulla di Odisseo.

Suggerì però a Telemaco di visitare Menelao, amico di Odisseo che era andato in Egitto. Così Nestore manda uno dei figli a guidare il giovane Telemaco da Menelao, e partono, lasciando Atena a capo della nave.

Si sa che Proteo, il profeta onnisciente, risiede in Egitto. Il dio del mare e primogenito di Poseidone era un uomo che non poteva mentire.

Arrivo al palazzo di Menelao

Arrivati a Sparta, si recano da Menelao e, al castello, sono accolti da ancelle che li guidano a un bagno lussuoso. Menelao li saluta cortesemente e li invita a mangiare a sazietà.

I giovani erano deliziati ma sorpresi dallo sfarzo che Menelao aveva organizzato. Si siedono a una lunga tavola con cibi ricchi e vino, e Menelao racconta le proprie avventure.

Menelao a Faro

Menelao racconta l’avventura in Egitto, informando il figlio di Odisseo di come restò bloccato su un’isola chiamata Faro. Le provviste scarseggiavano e aveva quasi perso la speranza quando la dea marina Eidotea ebbe pietà di lui.

Gli parla del padre Proteo, che poteva dargli le informazioni per lasciare l’isola, ma per ottenerle doveva catturarlo e trattenerlo abbastanza a lungo perché la notizia fosse condivisa.

Con l’aiuto di Eidotea pianificano la cattura di Proteo. Ogni giorno Proteo saliva a riva e si distendeva con le sue foche sulla sabbia. Lì Menelao scava quattro buche per catturare il dio del mare. Non fu facile; tuttavia, con pura volontà e determinazione, Menelao riuscì a trattenere il dio abbastanza a lungo perché condividesse la conoscenza desiderata.

Proteo e Menelao

Proteo e Menelao sono ritratti seduti a discutere i temi che quest’ultimo pone. Menelao fu informato del proprio posto nell’Elisio una volta morto. Gli fu anche detta la morte del fratello Agamennone e il dove si trovasse Odisseo.

L’Odissea di Omero

In contrasto, Odisseo gode di una vita beata a Ogigia, eppure rifiuta l’immortalità, ansioso di tornare a casa dalla moglie e dal figlio. Il contrasto e la somiglianza del destino di Menelao e Odisseo e della loro risposta alla vita beata emergono nelle situazioni simili che entrambi affrontano.

Entrambi restano bloccati su un’isola con l’opzione di vivere felici, ma la beatitudine offerta differisce. Il paradiso dell’uno è offerto dopo la morte, quello dell’altro attraverso l’immortalità.

Eidotea

Eidotea, figlia del dio del mare Proteo, fu la dea che ebbe pietà di Menelao. Si sa pochissimo di lei se non le parole di guida. Ebbe un ruolo cruciale nella fuga di Menelao dall’isola di Faro.

Eidotea fu luce guida che portò Menelao sulla via della libertà; aiuta a ideare un piano per catturare il padre, tutto per aiutare un giovane viaggiatore straniero a fuggire dalla loro casa. Così spianò la strada a Menelao per ottenere conoscenza e libertà.

Chi è Proteo nell’Odissea

Proteo era un dio del mare che deteneva una conoscenza insormontabile e per questo era chiamato il Vecchio del Mare. Il nome viene dal greco protos, “primo”, e così è considerato il primo figlio di Poseidone. È noto per non mentire mai, eppure si traveste quando arrivano visitatori.

Nell’Odissea, Proteo aiuta malvolentieri e contro la sua volontà Menelao a fuggire dall’isola di Faro. Tuttavia, nonostante numerose trasformazioni e mutamenti di forma, non riuscì a sfuggire alla presa di Menelao e fu costretto a condividere le preziose informazioni.

Il ruolo di Proteo nell’Odissea

Proteo, dio del mare, svolge il ruolo di “archivista” nell’Odissea. Custodisce immense quantità di sapere che qualunque uomo cercherebbe. Per Menelao era la conoscenza per fuggire da Faro, e il dove si trovasse l’amico Odisseo era un bonus. Questa avventura è il motivo per cui Telemaco localizza finalmente il padre.

Il dio greco Proteo

In greco Proteo significa versatile, e di conseguenza ha il potere di cambiare aspetto e travestirsi nella natura. Proteo ha ispirato molte opere letterarie; compare persino in Shakespeare, a Verona.

A differenza del vecchio veritiero per cui è noto, Proteo mente a chiunque incontri per il proprio vantaggio. Ciò emerge nel rifiuto di dare conoscenza se non catturato e nell’affinità per i travestimenti.

Il ruolo di Proteo nel classico greco contrasta ciò che si crede di una persona e la sua vera natura. Nonostante sia noto come uomo che non mentirebbe mai, lo fa ogni giorno, nascondendo l’aspetto e travestendosi per rifiutare di dare il sapere ad altri.

Si suppone che Proteo detesti essere un profeta e, di conseguenza, si ribelli al destino di esserlo. Invece di essere luce utile e guida per i mortali, si nasconde rifiutando di soddisfare la curiosità umana.

Conclusione

Abbiamo coperto la storia di Telemaco, il viaggio a Faro e il suo ruolo nell’Odissea.

Telemaco in cerca del padre Odisseo

«Ora ripercorriamo i punti significativi di questo articolo:»

  • Il dio del mare Proteo, padre di Eidotea, detiene una biblioteca di informazioni che qualunque uomo vorrebbe
  • Telemaco era il figlio di Odisseo in cerca del padre
  • Incontra Nestore e i figli, che, pur accogliendolo con calore, non sapevano dove fosse il padre
  • Nestore menzionò Menelao, che poteva avere notizie del padre, e accettò di prestare un carro e il figlio per condurlo da Menelao
  • All’arrivo furono accolti e trattati da ospiti. Bagnati e rifocillati con cibi raffinati dall’ospite Menelao
  • Menelao racconta il viaggio a Faro e come scoprì dove si trovasse Odisseo
  • Dice a Telemaco che il padre è imprigionato sull’isola di Calipso e presto tornerà
  • Proteo, odioso verso il sé profetico, si traveste per impedire la condivisione del sapere
  • Menelao e Odisseo hanno circostanze simili: a entrambi è offerto un paradiso sulle isole dove sbarcano; Ogigia per Odisseo ed Elisio per Menelao
  • Proteo simboleggia il contrasto tra percezione e realtà: è percepito come una cosa e ne è un’altra
  • Il suo simbolismo si riassume nella reputazione di uomo onesto che però mente nascondendosi dietro un travestimento

In sintesi, Proteo nell’Odissea è ritratto come uomo che non mente mai e detentore del sapere. Nonostante sia noto come l’uomo che non mente, si traveste per evitare che i mortali lo disturbino.

La conoscenza che detiene è solo per chi riesce a catturarlo abbastanza a lungo perché sparga un po’ di sapienza. Ecco l’analisi completa del personaggio di Proteo, di come è ritratto e del contrasto tra realtà e percezione.

Creato: 16 febbraio 2024

Modificato: 3 gennaio 2025