Femio nell’Odissea: il profeta itacese
Cantore sia per gli umani sia per il Divino, Femio nell’Odissea, è un suonatore di lira autodidatta specializzato in canti di dolore.
È descritto come sfortunato, costretto a esibirsi davanti a uomini che vogliono rubare il trono e la moglie del re.
Questo poeta orale rappresenta lo strano misto di tradizione e novità influenzato dagli dèi.
Chi è Femio nell’Odissea?
Femio fa il suo debutto nel primo libro dell’opera. È visto cantare davanti ai pretendenti di Penelope, intrattenendoli mentre banchettano nella sala.
Ma chi è Femio nell’Odissea? Come ha questo personaggio influenzato l’ambientazione di questo pezzo letterario? Per approfondire chi è davvero Femio, dobbiamo tornare alla prima metà dell’opera.
Nel primo libro dell’Odissea, vediamo la grande sala del castello; qui assistiamo a un canto intonato da un profeta itacese per il divertimento di certi uomini.
Il canto, in particolare, si chiama «il ritorno da Troia», raffigurando ciò che sarebbe un ritorno vittorioso di Odisseo. Penelope, la moglie di Odisseo, ode questo e è colpita dal dolore. Chiede a Femio di cantare un altro canto ma è fermata dal figlio, Telemaco.
Il ritorno a casa di Odisseo Dopo un tumultuoso viaggio in mare, Odisseo arriva finalmente a casa a Itaca. Al suo arrivo, è accolto dalla dea della guerra, Atena. Lo avverte dei giochi in corso affrontati dai pretendenti della moglie, in gara per la sua mano. Lo convince ad alterare il suo aspetto e a unirsi alla competizione per la mano di Penelope.
Sebbene Atena abbia travestito Odisseo da mendicante, rivela la sua vera identità al figlio Telemaco. Insieme escogitano un piano per massacrare i pretendenti e riprendere il controllo di Itaca.
Il massacro dei pretendenti di Penelope Quando Odisseo arriva al palazzo per unirsi alla competizione, Penelope prende un interesse immediato in questo strano mendicante. Sospettandolo della sua identità, Penelope organizza una gara di tiro con l’arco il giorno seguente, promettendo di sposare l’uomo che può tendere il grande arco di Odisseo e scagliare una freccia attraverso una fila di 12 asce.
Ogni pretendente sale al podio e cerca di tendere l’arco ma fallisce. Odisseo sale e, con poco sforzo, completa il rigoroso compito. Poi volta l’arco sui pretendenti e uccide tutti i pretendenti di Penelope con l’assistenza di Telemaco.
Odisseo rivela la sua identità all’intero palazzo e si riunisce all’amata moglie, Penelope. Dopodiché, viaggia alla periferia di Itaca a vedere il padre anziano, Laerte. Lì, subiscono un attacco dai familiari vendicativi dei pretendenti morti.
Eppure Laerte, rinvigorito dal ritorno del figlio, uccide con successo uno dei padri dei pretendenti, terminando l’attacco. Atena poi ripristina la pace entro Itaca, e proprio così, la lunga prova di Odisseo giunge alla fine.
Femio prega per la sua vita Mentre massacrava tutti i pretendenti di Penelope, Odisseo punta la freccia verso Femio con furore e rabbia**.** Femio si mette in ginocchio per paura della vita e prega la misericordia di Odisseo, sottolineando la sua riluttanza a impegnarsi con gli uomini in gara per la mano di Penelope. A pochi piedi di distanza, Telemaco convalida questo fatto, permettendo a Odisseo di abbassare l’arco e tendere la mano.
Odisseo realizza il caos che ha causato, uccidendo tutti questi uomini, e chiede a Femio il suo aiuto per ritardare l’inevitabile. Capisce che la parola del suo ritorno viaggerebbe in fretta e alla fine raggiungerebbe le orecchie delle famiglie dei pretendenti. Spera di aspettare questo con l’aiuto di Femio solo finché non ottiene il padre.
Femio aiuta Odisseo Odisseo chiede a Femio di suonare canti di nozze il più forte possibile con la lira**. Nonostante Femio si specializzi in temi di dolore, era l’unico che potesse fare un tale exploit.
Odisseo intende alludere a un’illusione di una celebrazione lieta nel castello invece dell’ordalia raccapricciante. Spera che questi canti di nozze ingannino le famiglie dei pretendenti facendole pensare che si stesse svolgendo un matrimonio invece di un massacro sanguinoso.
Odisseo e Telemaco poi partono per la periferia di Itaca, dove risiedeva Laerte.
Il ruolo di Femio nell’Odissea Il ruolo di Femio nell’Odissea è quello di un aedo; influenza l’opera dando al pubblico una narrazione vocale dal vivo che rinfresca la conoscenza degli spettatori del classico greco.
Nell’antica Grecia, le tragedie erano una delle sole fonti di intrattenimento, e tale era l’Odissea che usa i canti per raffigurare eventi che accadono attualmente entro il capolavoro. Omero sottolinea la raffigurazione di questi canti e come sono usati per esibire la narrativa del pubblico. Ciò permette agli spettatori di essere armoniosamente incorporati nella trama.
Femio, influenzato dagli dèi, usa la sua divina Musa per trarre ispirazione per la sua arte. Nella poesia greca, l’entità di una Musa tipicamente incarna vagamente la tradizione poetica. È per questo che è descritto come sia tradizionale sia nuovo.
Femio e l’intervento divino Femio, amante degli dèi, trae la sua ispirazione dalle loro vite e dalle storie del loro intromettersi nel regno mortale**. In questo modo, l’intervento divino è usato come motivo per esibire il modo straordinario in cui Femio crea intricati la sua narrativa e la manifestazione generale degli dèi in tutte le cose mortali nel classico di Omero.
Sebbene suoni assoluto, l’intervento divino non esclude del tutto la componente umana negli inni di Femio. Ciò è raffigurato nel dolore che Penelope mostrò all’udire uno dei suoi canti; il dolore e la sofferenza come tema sono dipinti come materia di umanità.
Conclusione
Ora che siamo andati più a fondo nella discussione di Femio, di chi è come personaggio, del suo ruolo nell’Odissea e dell’implicazione della sua esistenza, ripassiamo i punti importanti di questo articolo:
- Femio nell’Odissea è un profeta itacese costretto a cantare i suoi canti ai pretendenti della regina Penelope.
- Odisseo torna a casa a Itaca dopo un viaggio di 10 anni ed è accolto dalla dea Atena.
- Atena convince Odisseo ad alterare il suo aspetto e a unirsi alla competizione dei pretendenti.
- Odisseo incontra il figlio Telemaco e gli rivela la sua identità; insieme tramano l’omicidio dei pretendenti di Penelope.
- Penelope immediatamente sospetta dell’identità del mendicante e, in modo pronto, annuncia di sposare il vincitore della competizione che ha stabilito il giorno dopo.
- Odisseo completa la competizione e, con l’aiuto del figlio, inizia a massacrare i pretendenti della moglie uno per uno, dopo di che punta l’arco a Femio, che poi prega per la sua vita.
- Femio sopravvive e aiuta Odisseo a raggiungere la periferia di Itaca in sicurezza suonando canti di nozze sulla lira, ingannando le famiglie dei pretendenti.
- Atena ripristina la pace entro Itaca e pone fine alle fatiche e alla lotta di Odisseo.
- Il personaggio Femio è necessario per raffigurare l’importanza della narrazione orale nonché per sottolineare le tradizioni dei greci.
- Il suo personaggio è pure essenziale nell’esibizione sottile dell’intervento divino e di come gli dèi sono coinvolti in tutte le cose mortali.
In riassunto, Femio era un personaggio importante nell’Odissea. Nonostante giocasse un personaggio secondario minuto, il suo ruolo era di sottolineare la tradizione greca della narrazione orale e di esibire la loro credenza nell’intervento divino degli dèi. Ciò si vede mentre apre l’opera cantando «il ritorno da Troia.»













