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Agamennone nell'Odissea: La Morte dell'Eroe Maledetto

Agamennone e Achille nella mitologia greca

Agamennone nell'Odissea

Agamennone nell’Odissea è un personaggio ricorrente che appare in diversi camei nel classico di Omero. Nel suo predecessore, l’Iliade, Agamennone era noto come il re di Micene, che mosse guerra a Troia per riprendersi la moglie del fratello Menelao, Elena.

Chi è Agamennone nell’Odissea?

Dopo la caduta di Troia, il re Agamennone prese Cassandra, figlia di Priamo e sacerdotessa di Troia, come parte del bottino di guerra. I due salparono verso il regno, dove entrambi trovarono la morte per mano della moglie di Agamennone, Clitennestra, e del suo amante Egisto, figlio di Tieste. Nell’Odissea, lo spirito spettrale di Agamennone appare davanti a Odisseo nel regno di Ade, gli racconta l’omicidio e lo mette in guardia dai pericoli di fidarsi delle donne.

Il racconto della morte di Agamennone viene costantemente ripetuto nel classico omerico come parallelo alla narrazione simile di Odisseo e di Telemaco, figlio di Odisseo. Per approfondire questo legame, occorre prima conoscere la sventurata morte di Agamennone. Esploriamo anche le circostanze anomale del lignaggio di Atreo, nota come la maledizione della casa di Atreo.

La morte di Agamennone

Non appena nella terra di Ade, Odisseo incontrò Agamennone, circondato dai suoi alleati periti insieme a lui, e si salutarono come vecchi amici. Odisseo chiese se l’ex re di Micene fosse morto in mare o sulla terraferma. Agamennone spiegò allora la macabra svolta degli eventi dopo la caduta di Troia.

Insieme alla sacerdotessa Cassandra, salpò verso il regno, dove Egisto, figlio di Tieste, lo invitò al suo palazzo per un banchetto, onorando le sue imprese a Troia. Durante il banchetto, tuttavia, Agamennone fu aggredito e ucciso da Egisto. Anche i suoi uomini furono massacrati, mentre sua moglie Clitennestra uccise Cassandra sul suo corpo morente.

Il movente di Clitennestra per questo tradimento nacque dal fatto che Agamennone aveva sacrificato la loro figlia Ifigenia. C’era anche gelosia verso la sacerdotessa Cassandra e il rancore per il fatto che Agamennone fosse andato in guerra per la moglie del fratello.

Fu attraverso questo racconto che Agamennone colse l’occasione per mettere in guardia Odisseo sul fidarsi delle donne. Tuttavia, fu anche qui che lo incoraggiò a tornare dasua moglie Penelope e a chiedere notizie di Oreste, figlio di Agamennone. Non conoscevano il destino di Oreste, sebbene all’inizio dell’Odissea se ne facesse menzione. Questa svolta servì da climax delle storie di entrambi gli uomini e dei loro figli.

La maledizione della casa di Atreo

La maschera d'oro di Agamennone

La maschera d'oro di Agamennone

Le origini familiari della casa di Atreo erano segnate da conflitti e sventure, uniti a maledizioni di diverse persone nel corso di molte generazioni. Questa cosiddetta maledizione ebbe inizio con Tantalo, bisnonno di Agamennone. Egli usò il favore di Zeus per mettere alla prova l’onniscienza degli dèi tentando di dar loro in pasto il figlio Pelope, mentre cercava di rubare ambrosia e nettare.

Fu infine scoperto e poi bandito nell’Ade, dove fu severamente punito. Tantalo fu costretto a stare davanti a uno stagno che evaporava ogni volta che cercava di bere, mentre un albero da frutto posto sopra di lui si allontanava ogni volta che protraeva la mano verso i frutti. Così ebbe inizio la serie di eventi sfortunati che colpì la casa di Atreo.

Il figlio di Tantalo, e ora nonno di Agamennone, Pelope, persuase Poseidone a concedergli un carro per partecipare a una corsa e battere Enomao, re di Pisa, nonché per ottenere la mano di Ippodamia, sua figlia. L’amico che aiutò Pelope a vincere la corsa con i carri, Mirtilo, tentò di unirsi a Ippodamia e fu scoperto dall’adirato Pelope. Pelope gettò Mirtilo da una scogliera, ma non prima che l’amico lo maledicesse insieme a tutta la sua stirpe.

Pelope e Ippodamia ebbero molti figli, tra cui il padre di Agamennone, Atreo, e lo zio Tieste. Pelope bandì Atreo e Tieste a Micene dopo che i due avevano ucciso il fratellastro Crisippo. Atreo fu nominato re di Micene; tuttavia Tieste e la moglie di Atreo, Aeropa, cospirarono in seguito per usurpare Atreo, ma le loro azioni furono vane. Atreo fece allora uccidere i figli di Tieste e servirli al padre, mentre Atreo lo derideva con le membra recise del figlio ormai morto.

Atreo e Aeropa ebbero tre figli: Agamennone, Menelao e Anassibia. La maledizione della casa di Atreo continuò a spargersi anche nelle loro vite. Agamennone fu costretto a sacrificare Ifigenia, sua figlia, per placare gli dèi e ottenere che il suo esercito potesse salpare per Troia.

Nell’Aiace di Sofocle, le armi del guerriero caduto Achille furono date a Odisseo da Agamennone e da Menelao, amico di Odisseo. Accecato dalla rabbia e dalla gelosia, Aiace fu spinto alla follia e massacrò uomini e bestiame, per poi ricorrere al suicidio per la vergogna. Aiace maledisse i figli di Atreo, la loro stirpe e l’intero esercito acheo al momento della morte. Il matrimonio di Menelao con Elena si deteriorò dopo laguerra di Troia, senza dare loro eredi.

Al suo ritorno da Troia, Agamennone fu ucciso da Egisto, che era divenuto l’amante di Clitennestra mentre lui era lontano dal regno durante la guerra. Essendo figlio di Tieste e di sua figlia Pelopia, Egisto vendicò il padre uccidendo il fratello e suo figlio. Egli e Clitennestra governarono poi il regno per un periodo prima che Oreste, figlio di Agamennone, vendicasse il padre e uccidesse sia la madre sia Egisto.

Il ruolo di Agamennone nell’Odissea

Agamennone era considerato un potente sovrano e un capace comandante degli eserciti achei, ma neppure lui poté sfidare il destino che lo attendeva. La maledizione che scorreva nelle sue vene ne era la prova, e fu proprio attraverso questo ciclo di avidità e inganni che portò sventura su di sé e su chi gli era vicino.

Tuttavia, c’è una luce in fondo al tunnel per lui e per i suoi discendenti. Dopo la morte di Agamennone, Oreste lo vendicò uccidendo Egisto e Clitennestra su insistenza della sorella Elettra e di Apollo. Errò poi per la campagna greca per molti anni, continuamente perseguitato dalleErinni. Fu infine assolto dai suoi crimini con l’aiuto di Atena, che dissipò il miasma velenoso del loro sangue e così pose fine alla maledizione della casa di Atreo.

Questo racconto funge da parallelo ricorrente tra Agamennone e Odisseo e i rispettivi figli, Oreste e Telemaco. Nel suo predecessore, l’Iliade narrava la storia del re Agamennone e delle atrocità commesse in vita, e Odisseo era venerato per la sua saggezza e scaltrezza in guerra. E ora era nel suo seguito, l’Odissea, che la storia dei due padri veniva raccontata in parallelo a quella dei due figli.

I primi canti dell’Odissea narrano la storia del giovane Telemaco, determinato a cercare il padre dopo la guerra di Troia, mostrando le qualità positive di un buon sovrano in assenza del padre. Entrambi i figli, in qualche modo, riuscirono a succedere ai padri e a guadagnarsi il favore della venerata dea Atena.

D’altra parte, Oreste era noto all’inizio dell’Odissea come assassino non di un qualunque uomo, ma della propria madre. Fu assolto in quello che è considerato uno dei primi processi giudiziari e, con l’aiuto di Atena, riuscì a cancellare la maledizione dal sangue della sua famiglia.

Conclusione

Ora che la sanguinosa storia e la morte di Agamennone sono state esposte, ripercorriamo i punti essenziali di questo articolo.

Agamennone che prende Cassandra come premio

Agamennone che prende Cassandra

  • Agamennone era l’ex re di Micene, che mosse guerra a Troia per riprendersi la moglie del fratello Menelao, Elena.
  • Odisseo e Agamennone erano amici che si incontrarono e combatterono nella guerra di Troia.
  • Agamennone nell’Odissea è un personaggio ricorrente che appare in diversi camei nel classico di Omero.
  • Dopo aver vinto la guerra, tornò nel suo regno, solo per essere ucciso dalla moglie e da Egisto.
  • L’evento sfortunato si verificò a causa della maledizione della casa di Atreo.
  • Incontrò Odisseo nell’Ade e colse l’occasione per narrargli la propria storia e metterlo in guardia sul fidarsi delle donne.

A differenza delle storie di eroismo e avventura di Odisseo e Telemaco, quelle di Agamennone e Oreste furono un ciclo interminabile di sangue versato e vendetta. Non fu tanto la presenza di Agamennone stesso nel classico, quanto le conseguenze della sua morte e il destino di tutti i suoi discendenti a essere messi alla prova.

Oreste era il discendente diretto di quel potente condottiero. Sebbene avesse ricominciato il ciclo uccidendo la madre per vendicare il padre caduto, lo ruppe subito mostrando rimorso per le proprie azioni. Si volse all’espiazione errando per la campagna, inseguito dalle Erinni. Atena lo condusse in giudizio, dove fu purificato dai suoi peccati e dalla maledizione, e portò infine non vendetta né odio, ma giustizia alla sua famiglia.

Creato: 15 febbraio 2024

Modificato: 3 gennaio 2025