Epistulae X.96
(Lettere, latino/romano, circa 111 d.C., 38 righe)
Introduzione
«Epistulae X» («Lettere 10», note pure come la «Corrispondenza con Traiano») è un libro di lettere dell’avvocato e autore romano Plinio il Giovane all’imperatore Traiano tra il 109 e il 111 d.C. La lettera 96 è la più famosa della collezione, e contiene il più antico resoconto esterno del culto cristiano, e dettagli su quella che sarebbe diventata la politica romana standard verso i cristiani per il resto dell’era pagana.
Sinossi
Plinio, di recente instaurato governatore della provincia romana di Bitinia, ammette all’imperatore Traiano di non aver mai preso parte a processi formali di cristiani, e di essere quindi non familiare con i precedenti quanto all’estensione dell’indagine richiesta e al grado di punizione. Sente che si potrebbe tracciare una distinzione tra adulti e chi ha età più tenere, e pure che si potrebbe concedere indulgenza a chiunque rinnegasse.
Solleva pure la questione se qualcuno debba essere punito semplicemente per reclamare il nome di cristiano, o solo se trovato colpevole di «crimini associati a quel nome». Finora, nel caso di coloro portati davanti a lui, ha chiesto tre volte distinte se fossero cristiani e, se persistevano nell’ammissione, li ha ordinati condotti all’esecuzione. Qualunque fosse il carattere reale della loro professione, Plinio ritiene che una tale ostinata persistenza debba essere punita. Ce ne sono altri, non meno «dementi», che, essendo cittadini romani, sarebbero mandati a Roma per il processo.
Come naturale conseguenza di questi procedimenti, Plinio ha ricevuto una dichiarazione anonima con un elenco di accusati, e una varietà di casi è venuta alla sua attenzione. Alcuni degli accusati hanno negato di essere mai stati cristiani, hanno acconsentito a pregare gli dèi romani e ad adorare l’immagine dell’imperatore, e a bestemmiare Cristo, e questi casi sono stati archiviati.
Altri ammisero di essere stati una volta cristiani, ma poi lo negarono, aggiungendo di aver cessato di essere cristiani da alcuni anni. Pure questi adorarono immagini degli dèi romani e dell’imperatore, e bestemmiarono Cristo, e affermarono che il sommo e la sostanza della loro «colpa» era che erano soliti riunirsi in un giorno fisso prima dell’alba a cantare a turno un inno a Cristo come Dio, e a vincolarsi con un giuramento solenne ad astenersi da furto o rapina, e da adulterio, spergiuro e disonestà, dopo di che si separavano e poi si riunivano di nuovo per un pasto comune. Questo, però, avevano cessato di fare non appena Plinio aveva pubblicato un decreto contro i «collegia», in conformità con l’editto dell’imperatore.
Per accertare la verità, Plinio aveva pure messo alla tortura due serve descritte come diaconesse, ma non aveva scoperto nulla oltre a una superstizione perversa e stravagante. Aveva di conseguenza rimandato il processo formale in vista di consultare l’imperatore direttamente. Plinio considera la questione degna di tale consultazione, soprattutto in vista del numero di persone di ogni età e rango, e di entrambi i sessi, che sono in pericolo, il contagio essendosi diffuso attraverso città e villaggi e la campagna aperta.
Tuttavia sente che un’ulteriore diffusione potrebbe ancora essere fermata, e un gran numero potrebbe essere recuperato, se solo si concedesse spazio al pentimento. I templi romani che erano stati quasi deserti cominciavano già a essere frequentati di nuovo, riti a lungo interrotti venivano rinnovati, e il commercio di foraggio per le vittime sacrificali si rianimava.
Analisi
Le lettere del Libro 10 sono indirizzate a o dall’imperatore Traiano nella loro interezza, durante il tempo in cui Plinio era impiegato come governatore della lontana provincia romana di Bitinia (intorno al 109–111 d.C.), e si assume generalmente di averle ricevute parola per parola. Come tali, offrono uno sguardo unico sulle funzioni amministrative di una provincia romana del tempo, nonché sui meccanismi del sistema romano di patronato e sui costumi culturali più ampi di Roma stessa. Riflettono grande credito sulla coscienza rigorosa e quasi pignola di Plinio come governatore, nonché sull’assiduità e gli alti principi che animavano l’imperatore Traiano. Tuttavia, in aggiunta, la corruzione e l’apatia che si verificavano a vari livelli del sistema provinciale si vedono chiaramente.
Stilisticamente, il Libro 10 è molto più semplice dei precursori, in gran parte perché, a differenza dei primi nove libri delle sue lettere, le lettere della collezione «Corrispondenza con Traiano» non furono scritte per la pubblicazione da Plinio. Si assume generalmente che questo libro fu pubblicato dopo la morte di Plinio, e Svetonio, come membro dello staff di Plinio, è stato suggerito come un possibile editore e curatore.
La lettera 96 contiene il più antico resoconto esterno del culto cristiano, e le ragioni dell’esecuzione dei cristiani. Plinio non aveva mai preso parte a processi formali di cristiani, e era quindi non familiare con i precedenti quanto all’estensione dell’indagine e al grado di punizione ritenuto appropriato. La risposta di Traiano alle domande e richieste di Plinio fa pure parte della collezione (Lettera 97), rendendo l’antologia ancora più preziosa, e le lettere ci permettono così uno sguardo alle personalità sia di Plinio sia di Traiano.
La lettera merita menzione speciale perché i suoi contenuti furono, a giudizio di molti storici, a diventare la politica standard verso i cristiani per il resto dell’era pagana. Prese insieme, la lettera di Plinio e la risposta di Traiano costituivano una politica abbastanza morbida verso i cristiani, cioè che non dovevano essere cercati, ma dovevano essere eseguiti se portati davanti a un magistrato con un mezzo di accusa reputabile (non erano ammesse accuse anonime), dove doveva essere data l’opportunità di rinnegare. Mentre alcune persecuzioni rappresentano una partenza da questa politica, molti storici hanno concluso che questi precedenti furono nominali per l’Impero nel tempo.
Risorse
- Traduzione inglese di William Melmoth (VRoma): https://www.vroma.org/~hwalker/Pliny/Pliny10-096-E.html
- Versione latina (The Latin Library): https://www.thelatinlibrary.com/pliny.ep10.html






