Brising
I Brising o Bristlings erano il nome dei quattro nani o fratelli nani. Si chiamavano Alfrigg, Berling, Dvalin e Grer.
I nani furono responsabili della creazione di un bellissimo collare d’oro (alcuni dicono fosse una cintura) noto come Brísingamen (Brisingamen). Era così bello che la dea Freyja volle il Brísingamen per sé.
La storia di Freyja e del Brísingamen è narrata più pienamente nell’opera nota come Sǫrla þáttr (Sottr Thattr), scritta intorno al 1400.
In quel periodo Freyja era l’amante preferita di Odino. Non so cosa ci fosse di speciale in questo collare. Probabilmente doveva esaltare la bellezza di chi lo indossava, ma Freyja era già considerata la donna/dea più bella del mondo.
Una notte Freyja lasciò il letto e il palazzo, vagando per i boschi, e giunse davanti a una grotta dove udì i nani lavorare a un pezzo di gioielleria. Loki seguì di nascosto la dea, spionando Freyja. Quando Freyja vide il Brísingamen, divenne ossessionata dal collare splendidamente lavorato.
I nani rifiutarono di accettare oro e argento di Freyja in cambio del collare. I Brising avrebbero dato alla dea il loro Brísingamen solo se ella avesse giaciuto con ciascuno di loro. Nella disperazione di possedere il Brísingamen, Freyja acconsentì volentieri al prezzo. Per quattro notti passò una notte nel letto di ciascuno dei nani.
Loki scoprì la lascivia di Freyja e informò Odino della sua condotta. Odino fu disgustato che Freyja agisse da prostituta vendendosi per il Brísingamen. Odino fece rubare a Loki il Brísingamen a Freyja.
La maggior parte delle persone non poteva entrare nella sua sala, chiamata Sessrúmnir, senza il permesso di Freyja, per quanto potente fosse un dio o un gigante. Loki entrò a Sessrúmnir trasformandosi in una pulce.
Freyja dormiva, indossando ancora il Brísingamen. Come pulce, Loki la morse perché la dea si girasse nel letto. Ciò permise a Loki di sbloccare il fermaglio e far scivolare il collare da Freyja.
Quando Freyja si svegliò e trovò mancante il collare, seppe che era stato Loki a rubarlo. E Freyja sapeva pure che il dio astuto non l’avrebbe fatto senza l’ordine di Odino. Freyja andò e confrontò Odino, esigendo la restituzione del Brísingamen.
Freyja disse a Odino che era vergognoso che le prendesse il collare. Odino ribatté che era lei ancora più vergognosa, perché aveva giaciuto con quattro nani per ottenere il Brísingamen.
Odino acconsentì a restituire il Brísingamen a Freyja solo a condizione che ella iniziasse una guerra nel mondo degli uomini, tra due re. Freyja non ebbe scelta, se voleva il Brísingamen di nuovo.
Questa guerra fu combattuta per una donna di nome Hild, tra Hogni, re di Norvegia, e Hedin Hjarrandason. La storia era nota come Hjaðningavíg e si trova in diverse fonti.
Secondo Snorri Sturluson, che basò la breve leggenda su uno dei racconti del Canto di Ragnar (Ragnarsdrápa) scritto dal poeta del IX secolo Bragi, Hogni aveva una figlia di nome Hild che Hedin Hjarrandason rapì durante l’assenza di Hogni dal regno. Quando Hogni tornò e seppe che Hedin aveva saccheggiato il regno e rapito la figlia, radunò le forze nel regno e partì contro Hedin. Hogni trovò Hedin e la figlia alle Orcadi.
Hild cercò di far pace tra Hedin e il padre, perché era ormai moglie di Hedin. Hild cercò di appellarsi al padre perché non combatesse il nuovo marito, ma egli la ignorò. Quando i due eserciti si schierarono per la battaglia, Hedin offrì le sue ricchezze come espiazione, per scongiurare la guerra. Hogni rispose che era troppo tardi per un’offerta di pace, perché aveva sguainato la spada Dáinsleif, e non poteva essere ringuainata finché la lama non avesse assaporato il sangue.
Così quel giorno combatterono fino al tramonto, e entrambe le parti si ritirarono negli accampamenti, lasciando i morti indietro. Hild camminò tra i morti e con la magia li riportò in vita, a combattere la stessa battaglia il mattino seguente.
Al mattino i morti di entrambe le parti combatterono di nuovo con i vivi, finché il tramonto non terminò la battaglia. Durante la notte Hild usò di nuovo la magia sui morti perché si alzassero a combattere la stessa battaglia. Ciò accadde di nuovo e di nuovo. I due eserciti combattevano di giorno; di notte i morti si trasformavano in pietra, ma quando veniva il mattino i morti riprendevano le armi e combattevano un altro giorno.
I due eserciti furono maledetti a combattere l’uno contro l’altro fino al giorno del Ragnarǫk.
Questa era la guerra senza fine che Freyja doveva iniziare per riottenere il collare.
Il Brísingamen è menzionato di frequente in opere anteriori al Sǫrla þáttr.
Nella Prose Edda, scritta da Snorri Sturluson, il Brísingamen è menzionato più volte. Si dice che Freyja ne fosse la proprietaria. Si menziona pure l’Hjaðningavíg, ma a differenza del Sǫrla þáttr, nella versione di Snorri non ci sono legami tra il furto del Brísingamen e la battaglia eterna.
Più avanti si racconta di come Loki rubò il Brísingamen, in modo diverso dal Sǫrla þáttr. Loki cercò di fuggire da Sessrúmnir con il Brísingamen. Tuttavia Heimdall, il guardiano di Bifrǫst (il Ponte Arcobaleno), aveva occhi acuti e vide il furto di Loki. Heimdall partì subito all’inseguimento, e raggiunse e combatté con Loki a Singasteinn. Heimdall recuperò il collare rubato e restituì il Brísingamen a Freyja.
Secondo la Þrymskviða, un poema della Poetic Edda, quando Thor andò a recuperare il martello rubato dai giganti, dovette travestirsi da Freyja e da sposa del gigante Þrymr. Per completare il travestimento Thor dovette prendere in prestito il Brísingamen da Freyja. Si veda La sposa arrossata.
Informazioni correlate
Nome
Brising, Bristlings – «scintillio».
Alfrigg – «re elfo».
Berling – «manico».
Dvalin – «indugiatore».
Grer.
Fonti
Gylfaginning, dalla Prose Edda, di Snorri Sturluson.
Skáldskaparmál, dalla Prose Edda, di Snorri Sturluson.
Þrymskviða («Poema di Þrymr») dalla Poetic Edda.
Sǫrla þáttr fu scritto intorno al 1400.
Snorri Sturluson conservò pure l’Hjaðningavíg trovato in Ragnarsdrápa di Bragi nel IX secolo, nella sua Prose Edda.







