Due case regnanti

Classical

Troo (Τρώς) successe al padre Erittonio sul trono. Diede il proprio nome alla terra (Troade) e al popolo che vi abitava (troiani). Troo era sposato a Calliroe e fu padre di Ilo, Assaraco e Ganimede.

Il figlio Ganimede (Γανυμήδης) era così bello che Zeus se ne innamorò. Zeus si trasformò in aquila e rapì il giovane, portando Ganimede sull’Olimpo tra gli artigli. Ganimede divenne coppiere sull’Olimpo. Zeus diede a Troo un paio di cavalli immortali e viti d’oro, per compensare il ratto del figlio del re.


Il popolo dardanio fu poi diviso in due gruppi distinti, tra gli altri due figli di Calliroe: Ilo e Assaraco.

Zeus che rapisce Ganimede

Zeus che rapisce Ganimede
Statuetta ceramica trovata a Olimpia, 480-470 a.C.
Museo di Olimpia

Assaraco successe al padre e continuò a regnare a Dardania, presso il monte Ida, mentre Ilo (Ἴλος) scelse di spostarsi più vicino al mare. Ilo partecipò a giochi tenuti da un re frigio senza nome, dove vinse una gara di lotta. Il premio fu cinquanta ragazzi e cinquanta ragazze, oltre a una vacca pezzata. Un indovino disse a Ilo di seguire la vacca finché non si fosse sdraiata, e lì costruire la città. La vacca si riposò sulla collina di Ate frigia.

Quella notte Ilo pregò un segno favorevole da Zeus, chiedendo se fosse lì che doveva costruire la città. Il segno venne nella statuetta di legno, raffigurante o la dea Atena o la sua tarda compagna Pallade, figlia di Tritone. La statuetta si chiamava Palladio, e cadde dal cielo accanto alla tenda di Ilo. Questo Palladio avrebbe protetto Troia dal cadere ai greci nella guerra di Troia, finché l’immagine restava in città. Con questo segno Ilo fondò la città che chiamò Ilio, da se stesso. Ilio era però spesso chiamata Troia, dal padre.

Così i due fratelli cominciarono a regnare su due case separate in due città diverse.

Nella linea troiana, Ilo, fondatore e re di Troia, sposò Euridice e divenne padre di Laomedonte. Come detto prima, la figlia Temiste sposò il nipote Capis (della linea dardania). Il figlio Laomedonte successe a Ilo.

Nella linea dardania, Capis, figlio di Assaraco, sposò Temiste, figlia di Ilo ed Euridice. Capis divenne padre di Anchise.

Anchise (Ἀγχίσης) fu amante di Afrodite, che gli diede un figlio ed eroe, Enea. Afrodite avvertì Anchise di non rivelare a nessuno la loro relazione. Ma Anchise dimenticò l’avvertimento una notte in cui si ubriacò. Così Zeus lo colpì con un fulmine quando si vantò di aver giaciuto con la dea dell’amore. Divenne storpio, incapace di camminare.

Il figlio regnò a Dardania al suo posto. Enea era un guerriero coraggioso e un capo pio. All’inizio non prese parte alla guerra di Troia, finché Achille non invase la sua terra.

Quando Troia cadde in guerra, Enea fu l’unico capo a sopravvivere. Autori diversi diedero resoconti diversi della sua vita dopo la guerra. Secondo il poeta romano Virgilio, nell’Eneide, Enea sfuggì alla cattura col padre e il figlio e viaggiò nel Lazio, in Italia. Anchise morì a Erice (Sicilia) prima che potessero raggiungere il Lazio. Enea ottenne il diritto di restare nel Lazio quando divenne vincitore nella guerra contro i Latini. Vedi Enea o L’Eneide per maggiori dettagli sulla vita di Enea.

Delle due linee reali, quella di Troia (Ilio) divenne più potente della più antica linea dardania sotto il regno di Laomedonte, ma a Troia ci furono solo tre generazioni di re (a confronto con le otto di Dardania).

Informazioni correlate

Nome

Troo, Τρώς.

Ilo, Ilos, Ἴλος.

Anchise, Ἀγχίσης.

Eponimi

Troo — Troia, Troade.
Ilo — Ilio.

Fonti

L’Iliade fu scritta da Omero.

Inni omerici.

La Piccola Iliade del Ciclo epico.

Biblioteca ed Epitome furono scritte da Apollodoro.

Fabulae e Poetica Astronomica furono opere di Igino.

L’Eneide fu forse scritta da Virgilio.

Biblioteca storica fu scritta da Diodoro Siculo.

Articoli correlati

Erittonio, Enea, Zeus, Afrodite.

Genealogia: Case di Troia

Fatti e figure: Astronomia, vedi le costellazioni di Aquario e dell’Aquila.

Creato: 10 maggio 1999

Modificato: 13 maggio 2024