Oreste
Vendetta e follia
Oreste fu re di Argo e di Sparta, figlio di Agamennone e Clitennestra. Oreste (Ὀρέστης) era fratello di Ifigenia, Elettra e Crisotemi.
Esistono diverse versioni di ciò che accadde dopo la morte di Agamennone, diverse dalle tragedie di Eschilo — come Oreste vendicò il padre e cosa gli accadde.
Per otto anni Strofio, re della Focide, allevò Oreste. Oreste strinse amicizia con Pilade, figlio di Strofio. Quando consultò l’oracolo di Delfi, gli fu detto di vendicare la morte del padre uccidendo Egisto (Aigisthos) e la madre.
Costretto a un dilemma, Oreste tornò ad Argo con Pilade e si riunì alla sorella Elettra (Ἠλέκτρη). Elettra lo aiutò a decidere di seguire l’oracolo. Con Pilade uccise Egisto e, nonostante le suppliche di misericordia della madre, uccise anche Clitennestra.
Le Erinni (Erinyes) afflissero subito Oreste con la follia per l’uccisione di un parente di sangue, la madre. Benché Clitennestra avesse tramato con l’amante per uccidere il padre di Oreste, non lo uccise personalmente. Anche se Oreste non avesse ucciso la madre, le Erinni lo avrebbero afflitto per non aver vendicato del tutto il padre. Tale era la dualità della natura delle Erinni.
Dopo aver vagato di luogo in luogo, cercò di nuovo aiuto a Delfi. Apollo lo mandò ad Atene per essere giudicato dal tribunale ateniese, presieduto dalla dea Atena. Benché la giuria fosse equamente divisa su colpa o innocenza, Atena decise di assolvere Oreste dall’omicidio. Per impedire alle Erinni di continuare a perseguitarlo e per restituirgli la sanità, introdusse ad Atene il culto delle Erinni.
Le Erinni (Furie) divennero note come Eumenidi, che significa «le Benevole».
Sofocle ed Euripide scrissero entrambi tragedie intitolate Elettra. Secondo Sofocle, Elettra attese fuori mentre Oreste uccideva la madre. Secondo Euripide, Elettra ebbe un ruolo ben più aggressivo, spingendolo e aiutandolo attivamente a uccidere la madre.
Secondo un’altra tragedia di Euripide intitolata Oreste, Tindaro arrestò Oreste ed Elettra per l’uccisione della figlia Clitennestra. Tindaro stava per processarli e li avrebbe condannati a morte, ma fratello e sorella fuggirono. Tentarono di uccidere Elena, ma Zeus portò via la figlia, così presero in ostaggio la cugina Ermione, figlia di Menelao ed Elena. A questo punto intervenne Apollo, condannando Oreste a un anno di esilio prima del processo e dell’assoluzione ad Atene.
Ifigenia presso i Tauri
Un altro racconto di Euripide diceva che avrebbe continuato a soffrire la follia inflitta dalle Erinni a meno che non riportasse un’immagine di legno di Artemide dalla terra dei Tauri, a nord del Mar Nero. I Tauri, come i Colchi, erano noti per l’ostilità verso gli stranieri e per i sacrifici umani di stranieri alla dea Artemide.
Accompagnato dall’amico fedele Pilade, furono presto catturati. I due prigionieri furono condotti all’alta sacerdotessa Ifigenia (Ἰφιγένεια), sorella di Oreste. Nessuno dei due conosceva l’identità dell’altro finché Oreste non raccontò le sue storie. Riunitosi alla sorella perduta, pianificarono la fuga e il ritorno a casa con la statua. Sarebbero stati uccisi dai Tauri se la dea non fosse intervenuta a favore del fratello (di Apollo).
Il ritorno a casa di Ifigenia sarebbe finito in tragedia, secondo Igino. Elettra udì la falsa notizia che Ifigenia aveva sacrificato il fratello. Elettra, in un accesso di rabbia, avrebbe accecato la sorella maggiore con un tizzone, ma Oreste arrivò in tempo a intervenire.
Re di Argo e Sparta
Guarito dalla follia e non più perseguitato dalle Erinni, Oreste tornò a Micene. Alete, figlio di Clitennestra ed Egisto, regnava a Micene durante l’assenza di Oreste. Fece uccidere Alete e divenne re di Micene. Non molto dopo aver regnato a Micene, Oreste prese il trono del regno vicino, Argo, a Cilarabe. Cilarabe era un discendente di Preto (Proetus o Proitos).
Prima che iniziasse la guerra di Troia, Agamennone e Menelao avevano deciso di combinare un matrimonio tra Oreste e la cugina Ermione (Ἑρμιόνη), figlia di Menelao ed Elena. Ma durante l’esilio in Focide e poi la persecuzione e la follia delle Erinni, Ermione sposò invece Neottolemo (Νεοπτόλεμος), figlio di Achille e Deidamia, al ritorno da Troia. La gelosia spinse Oreste a far uccidere Neottolemo. Avrebbe ucciso anche i figli di Neottolemo (Molosso, Pielo e Pergamo) dalla concubina troiana Andromaca, se non fossero stati salvati dal bisnonno Peleo.
Sposando la cugina, Oreste divenne anche re di Sparta. Governò due regni potenti, Argo e Sparta. Da Ermione fu padre di Tisameno. Oreste morì a Oresteion, luogo a lui intitolato in Arcadia, morso da un serpente.
Cinquanta anni dopo la morte di Illo, gli Eraclidi esuli (discendenti di Eracle) invasero il Peloponneso sotto la guida di Aristomaco, nipote di Illo. Oreste sconfisse gli Eraclidi e Aristomaco fu ucciso in una delle scorrerie. Gli Eraclidi si ritirarono di nuovo dal Peloponneso e non sarebbero tornati finché il figlio di Oreste, Tisameno, regnava su Argo e Sparta.
Vedi gli Eraclidi per maggiori dettagli sul ritorno dall’esilio.
Secondo una leggenda successiva raccontata da Erodoto, le ossa di Oreste furono sepolte a Tegea, in Arcadia. Sparta era in guerra contro i tegeati e chiese consiglio all’oracolo di Delfi. Apprese che non avrebbero mai preso Tegea se non avessero trovato le ossa di Oreste e seppellite di nuovo a Sparta. Gli Spartani mandarono una spia a Tegea, che seppe che Oreste era sepolto sotto l’incudine del fabbro. Recuperò le ossa e le portò a Sparta. Da allora Sparta prese Tegea e l’Arcadia passò sotto l’egemonia spartana.
Informazioni correlate
Nome
Oreste, Ὀρέστης.
Fonti
L’Odissea di Omero.
Le Cypria e i Nostoi («I ritorni») facevano parte del Ciclo epico.
Coefore ed Eumenidi di Eschilo.
Elettra di Sofocle.
Le seguenti opere di Euripide:
Ifigenia in Tauride.
Oreste.
Elettra.
Andromaca.
Pitica XI di Pindaro.
Epitome di Apollodoro.
Fabulae di Igino.
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Agamennone, Clitennestra, Egisto, Ifigenia, Elettra, Neottolemo, Peleo, Cilarabe, Temeno, Furie (Erinni).
Apollo, Artemide, Atena.






