Oggetti incantati
Leggende arturiane
Gli oggetti magici delle leggende arturiane sono in realtà troppo numerosi da elencare qui.
Poiché Artù e alcuni dei suoi compagni compaiono nella letteratura gallese (celtica), è giusto elencare qui le loro possessioni.
Caliburn
Proprietario: re Artù
Caliburn era il nome latino originario della spada di re Artù, Excalibur. Secondo Goffredo di Monmouth, la spada fu forgiata sull’isola di Avalon.
Calwdvwlch
Proprietario: Artù
Spada di Artù, antesignana di Excalibur.
Excalibur
Proprietari: Dama del Lago, re Artù, Galvano
Excalibur («acciaio tagliente») era la spada di re Artù. In alcuni racconti anche la spada di Galvano si chiama Excalibur; se fosse la stessa del suo zio non è chiaro. Secondo Goffredo di Monmouth la spada si chiamava Caliburn e fu forgiata sull’isola di Avalon. Nelle leggende successive Excalibur fu data ad Artù dalla Dama del Lago. Alla morte del re, fece gettare la spada nel lago, per mano di Girflet o di Bedivere. Excalibur era accompagnata da un fodero ancor più magico; poteva impedire la perdita di sangue dalle ferite. Tuttavia il fodero andò perduto perché Morgana le Fay lo rubò e lo gettò in un lago. Nella tradizione gallese la spada si chiamava Caledfwlch.
Carnwennan
Proprietario: Artù
Coltello o pugnale di Artù.
Rhongowennan
Proprietario: Artù
Lancia di Artù nella leggenda gallese. In seguito fu chiamata Ron.
Ron
Proprietario: re Artù
La lancia di re Artù. Nei racconti gallesi si chiamava in origine Rhongomynad.
Pridwen
Proprietario: re Artù
Lo scudo di re Artù. Nella tradizione gallese lo scudo si chiamava Wynebgwrthucher. Nel poema gallese Le spoglie di Annwfn, Pridwen era in realtà il nome originario della nave di Artù.
Pridwen, Prydwen
Proprietario: Artù
Nave di re Artù, secondo il poema gallese Le spoglie di Annwfn. Compare anche in Culhwch e Olwen, quando Artù va in Irlanda a prendere il calderone di Diwrnach e il cinghiale Twrch Trwyth. Nelle leggende arturiane successive Pridwen era il nome dello scudo di Artù.
Wynebgwrthucher
Proprietario: Artù
Scudo di Artù.
Coreiseuse
Proprietario: re Ban
La spada del re Ban, padre di Lancillotto del Lago. Coreiseuse significa «Iraconda».
Galatine
Proprietario: Galvano
Spada di Galvano che Malory menzionò nella guerra di Artù contro Roma (Le Morte d’Arthur V: 6, 10).
Secace
Proprietario: Lancillotto
Secondo il Lancelot pre-ciclo, la spada che Lancillotto usò contro i Sassoni alla Rocca Sassone. Detta pure Seure (Sequence) nel Lancelot della Vulgata.
Santo Graal
Proprietari: Giuseppe di Arimatea, Bron, Josephus, Re Pescatore, Re Mutilato, Perceval, Galahad
Il Santo Graal o Sangreal aveva poteri curativi, come la guarigione o una scorta infinita di cibo divino. Diversi autori descrissero il graal come oggetti vari: un piatto o un piatto da portata, una coppa o un calice, un calderone, una corona o un cerchio, una roccia da una stella cadente, o perfino una testa mozzata su un piatto.
Lancia che sanguina
Proprietari: Giuseppe di Arimatea, Bron, Josephus, Re Pescatore, Re Mutilato, Perceval, Galahad
A volte era nota come la Lancia di Longino, l’ufficiale romano che trafisse il fianco di Gesù durante la Crocifissione. La lancia sanguinava di continuo.
Spada del fodero strano
Proprietari: Perceval, Galahad, re Davide d’Israele
La spada apparve prima nella leggenda del Graal di Perceval, prima di apparire nella tradizione di Galahad.
Spada con l’impugnatura rossa
Proprietari: Balin, Galahad
Era la spada che Galahad estrasse dalla pietra galleggiante. Merlino aveva infoderato la spada nella roccia dopo la morte di Balin, il Cavaliere delle Due Spade, che aveva inflitto il Colpo Doloroso.
Spada spezzata
Proprietari: siniscalco saraceno Elyezer, Bors
Questa è la spada che si spezzò quando un siniscalco saraceno ferì Giuseppe di Arimatea alle cosce. Elyezer, figlio di Pelles (il Re Pescatore), portava con sé la spada, in cerca del vero Cavaliere del Graal. Avendo incontrato Galvano e altri cavalieri, questi fallirono nel restaurare la spada. Galahad rifece la spada nella fase finale della ricerca del Graal. Pelles assegnò la spada a sir Bors, zio e compagno del Graal di Galahad.
Scudo di Giuda Maccabeo
Proprietari: Giuda Maccabeo, Galvano
Nel Perlesvaus, Galvano conquistò lo scudo rosso un tempo portato dall’eroe ebraico del II secolo a.C. Giuda Maccabeo. Galvano ottenne lo scudo quando sconfisse un cavaliere. Lo scudo portava il segno di un’aquila d’oro.
Fail-not
Proprietario: Tristano
Arco di Tristano.
Scudo di Giuseppe di Arimatea
Proprietari: Giuseppe di Arimatea, Fanciulla del Carro, Perlesvaus (Perceval)
Lo Scudo di Giuseppe di Arimatea apparve nel romanzo del Graal intitolato Perlesvaus. Tre fanciulle portarono lo scudo al castello di Artù a Cardueil. Fu lasciato perché Perceval lo prendesse in seguito. Perceval usò questo scudo per sconfiggere il Cavaliere del Drago Ardente.
Scudo di Evalach
Proprietari: Evalach (Mordrain), Galahad
Lo scudo apparteneva al re Evalach (Mordrain) al tempo di Giuseppe di Arimatea e del figlio Josephus. Josephus dipinse la croce rossa sullo scudo bianco con il proprio sangue. Galahad avrebbe poi conquistato lo scudo dal suo custode (angelo?).
Anello di dissoluzione
Proprietari: Dama del Lago, Lancillotto
La Dama del Lago diede a Lancillotto un anello che poteva dissolvere gli incantesimi. È menzionato nella Suite du Merlin Post-Vulgata 23.57. Nel Chevalier de la Charrete di Chrétien si dice che l’anello fu dato da una fata, non dalla Dama del Lago. Lancillotto usò questo anello al Ponte della Spada a Gorre.
Pietra di Giramphiel
Proprietari: Giramphiel (dea), Fimbeus, Galvano
Nel Diu Krône (o «La corona»), Galvano conquistò una pietra magica da un altro cavaliere, Fimbeus, che sconfisse. La pietra proteggeva Galvano dalla fiamma del drago e dalla magia del mago Laamorz di Janfrüege.
Gomitolo di filo
Proprietari: Ilamert di Lanoier, Laamorz di Janfrüege, Galvano
Nel Diu Krône (o «La corona»), quando Galvano sconfisse il mago Laamorz di Janfrüege, ottenne il gomitolo di filo in cambio della grazia della vita a Laamorz.
Leggende francesi
Sebbene le leggende di Carlo Magno non appartengano qui, a volte sono elencate come parte delle leggende arturiane, confrontando gli oggetti tra due leggende diverse. Le spade di Orlando e di Carlo Magno sono menzionate più frequentemente di altri oggetti nella letteratura arturiana.
Joiuse
Proprietario: Carlo Magno
La spada di Carlo Magno.
Durendal
Proprietario: Orlando
Durendal (Durandal, Durindana) era la spada dell’eroe franco Orlando.
Oliphant
Proprietario: Orlando
Oliphant o Olivant era il corno di Orlando.
Halteclere
Proprietario: Oliviero
La spada di Oliviero, amato compagno di Orlando.
Almace
Proprietario: arcivescovo Turpino
La spada dell’arcivescovo Turpino.
Floberge, Flamberge
Proprietario: Renaud de Montauban
La spada di Renaud de Montauban.
Margleis
Proprietario: Gano
Spada di Gano, il traditore.
Preciuse
Proprietario: Baligante
Spada di Baligante, emiro di Babilonia. Un re saraceno.
Maltet
Proprietario: Baligante
Lancia di Baligante.
Romaine (Orifiamma)
Proprietari: san Pietro, Carlo Magno, Goffredo d’Angiò
L’orifiamma (o stendardo scarlatto) di Carlo Magno, quando cavalcò in battaglia contro Baligante. Goffredo d’Angiò era il portabandiera di Romaine. Lo stendardo era originariamente appartenuto a san Pietro, secondo la Chanson de Roland.
Colada
Proprietari: Ramon Berenguer, El Cid
Una fine spada che El Cid prese a Ramon, del valore di più di mille marchi d’argento.
Tizón
Proprietario: El Cid
Un’altra spada che El Cid conquistò a Bucar, re del Marocco.




