1. Home
  2. Racconti
  3. Cos’è un esempio di similitudine epica: definizione e quattro esempi

Cos’è un esempio di similitudine epica: definizione e quattro esempi

Una similitudine è una figura retorica in cui una cosa è paragonata a un’altra in modo da chiarire e rafforzare un’immagine. È un confronto esplicito, facilmente riconoscibile dall’uso di «come» o «quale», a differenza della metafora, in cui il confronto è più implicito. William Shakespeare è uno dei tanti autori che hanno impiegato la similitudine con grande effetto, come nel Sonetto 130, che inizia con una similitudine evidente: «Gli occhi della mia amata non sono niente come il sole».

La similitudine epica è pure una figura di discorso che denota un confronto, sebbene di solito si estenda per diversi versi. È anche talvolta chiamata similitudine omerica, poiché Omero, autore dell’Iliade e dell’Odissea, impiegò spesso questo strumento letterario nei suoi poemi epici. Le similitudini che Omero scrive sono dettagliate e complesse e spesso appaiono come un poema dentro il poema originale. Molte delle similitudini epiche di Omero e degli autori da lui influenzati fanno confronti con elementi naturali, come animali, piante o stelle.

Ritratto di William Shakespeare

William Shakespeare, uno dei maestri della similitudine

Sulle similitudini epiche

Spesso descritta come la forma più prestigiosa di similitudine, la similitudine epica (o omerica) presenta confronti lunghi tra due soggetti altamente complessi. Questi soggetti possono essere persone, oggetti o azioni. La definizione e il concetto di similitudine epica sono strettamente legati ai termini letterari del verso-catalogo e del blason. Il blason è definito come una similitudine che coinvolge il corpo femminile, mentre il verso-catalogo descrive un elenco di persone, cose, luoghi o idee in un poema.

Oltre a essere ampiamente impiegata da Omero nei suoi due poemi epici, l’Iliade e l’Odissea, la similitudine epica si ritrova in numerosi altri poemi di pari portata epica. Possiamo vedere la similitudine omerica, per esempio, nell’Eneide di Virgilio, un poema epico datato intorno al 20 a.C. Scritto in latino, l’Eneide racconta Enea, un troiano che viaggia in Italia e diventa un fondatore dei Romani. Come personaggio, Enea era già apparso in altri testi, inclusa l’Iliade di Omero.

Un altro grande esempio di similitudine epica è nel Paradiso perduto di John Milton. Scritto oltre mille anni dopo Omero e in una lingua molto distante dal greco di Omero o dal latino di Virgilio, il Paradiso perduto fu pubblicato nel 1667 e racconta la tentazione di Adamo ed Eva da parte dell’angelo caduto Satana.

Di seguito evidenzieremo alcuni esempi di similitudini epiche trovati in tutti e quattro i testi citati: Iliade, Odissea, Eneide e Paradiso perduto.

Esempio di similitudine epica nell’Iliade di Omero

L’Iliade e l’Odissea

I poemi epici di Omero, l’Iliade e l’Odissea

Ci sono diversi esempi di similitudine epica nell’Iliade di Omero, quindi l’esempio sotto è una mera dimostrazione della destrezza poetica del poeta greco. In breve, l’Iliade tratta della guerra di Troia dal punto di vista del più grande guerriero di tutta la mitologia greca, Achille. In questo estratto Omero scrive che i Greci, riuniti in consiglio, assomigliano a api. Il passo seguente è preso dalla traduzione di Lattimore di Omero. In esso vediamo come la similitudine epica sia più profonda e ricca rispetto a una similitudine ordinaria che troveremmo in Shakespeare, per esempio.

«Come gli sciami di api ammassate che escono per sempre

in fresche ondate dalla cavità nella pietra, e pendono come

grappoli d’uva mentre aleggiano sotto i fiori in primavera

svolazzando in sciami insieme di qua e di là,

così le molte nazioni di uomini dalle navi e dai ripari

lungo il fronte del mare profondo marciavano in ordine

per compagnie verso l’assemblea […]»

Esempio di similitudine epica nell’Odissea di Omero

L’Odissea, l’altro grande poema epico di Omero, tratta dellaOdisseocerca di tornare a casa nel suo regno dopo aver combattuto nella guerra di Troia. Anche essa, come il poema gemello, presenta un ventaglio di diverse similitudini epiche. L’estratto seguente riguarda Scilla, un mostro che aveva l’abitudine di mangiare le sue vittime. Ecco un passo che paragona come il mare tiri Odisseo via dalle rocce all’atto di un pescatore che cattura un polpo e lo strappa dal suo ambiente. La traduzione è di Fitzgerald.

«Durante la sua meditazione, un’onda pesante lo stava portando, di fatto, dritto sulle rocce. Egli [sarebbe stato] scuoiato lì, e le sue ossa spezzate, se non fosse stato per Atena dagli occhi grigi che lo istruì: afferrò una sporgenza di roccia con entrambe le mani al passaggio e si tenne, gemendo mentre l’onda passava, per restare lontano dal suo frangersi. Poi il riflusso lo colpì, strappandolo sotto e lontano. Un polpo, quando lo si tira dalla sua camera, sale con le ventose piene di sassolini: Odisseo lasciò la pelle delle sue grandi mani strappata sulla sporgenza di roccia mentre l’onda lo sommerse. E ora infine Odisseo sarebbe perito, battuto inumanamente, ma aveva il dono del self-possession da Atena dagli occhi grigi.»

Esempio di similitudine epica nell’Eneide di Virgilio

Omero influenza profondamente l’Eneide di Virgilio. Segue la storia di Enea mentre viaggia in Italia e ne scopre la bellezza e la novità. È anche un racconto di formazione per le origini dell’impero romano. La similitudine sotto usa pure le api, sebbene questa volta per illustrare come Enea vide la grande città di Cartagine e il suo ordine. Questo è preso dalla traduzione di Ruden di Virgilio:

«Come api in primavera attraverso la terra fiorita,

Occupate sotto il sole, che conducono la prole,

Ormai adulta, dall’alveare, o caricano le celle

Finché si gonfino di miele e di dolce nettare,

O ricevono carichi, o si allineano

A difendere il foraggio dai fuchi pigri;

Il lavoro brulicante respira timo e miele fragrante.»

Esempio di similitudine epica nel Paradiso perduto di Milton

Il Paradiso perduto di Milton

Il Paradiso perduto di John Milton

Il Paradiso perduto è un poema epico inglese che racconta la storia di Satana, la sua caduta dal cielo e la sua tentazione di Adamo ed Eva. È interessante osservare come una similitudine epica sia costruita in inglese (a differenza di una traduzione inglese, come quelle sopra). I versi seguenti paragonano l’esercito di Lucifero alle foglie autunnali. Possiamo vedere l’influenza omerica nel modo in cui Milton costruisce la sua similitudine epica.

«Le sue legioni—forme angeliche, che giacevano in trance

Spesse come foglie autunnali che cospargono i ruscelli

A Vallombrosa, dove le ombre etrusche

Alti archi coprono; o sargasso sparso

A galla, quando con venti feroci Orione armato

Ha turbato la costa del Mar Rosso, le cui onde abbatterono

Busiride e la sua cavalleria menfita,

Mentre con odio perfido inseguivano

I pellegrini di Gosen, che contemplarono

Dalla riva sicura i loro carcasse fluttuanti

E le ruote di carri spezzate: così spesse sparse,

Abbiette e perdute, giacevano queste, coprendo il diluvio,

Sotto lo stupore del loro orrendo mutamento.»

Creato: 16 febbraio 2024

Modificato: 11 gennaio 2025