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Sfinge e Edipo: l’origine della Sfinge in Edipo re

La sfinge di Edipo era originariamente una creazione egizia adottata da Sofocle nella sua tragedia Edipo re. Gli dei inviarono la creatura a uccidere i Tebani, probabilmente come punizione per i peccati di un re precedente.

L’animale antropomorfo dava un enigma difficile alle vittime e le uccideva se non riuscivano a risolverli, tranne Edipo. Continuate a leggere per scoprire le origini della sfinge, quale fosse l’enigma e come Edipo lo risolse.

Che cos’è la Sfinge di Edipo?

La Sfinge di Edipo re è una bestia che aveva i tratti di una donna e di diversi animali e flagellava il popolo di Tebe notte e giorno, nella mitologia greca. I Tebani gridavano aiuto finché Edipo venne, uccise la sfinge e liberò i Tebani.

La Sfinge interroga Edipo, creatura mitologica con testa di donna e corpo di leone

La Sfinge pone il suo famoso enigma a Edipo

La descrizione della Sfinge di Edipo

Nell’opera la sfinge è descritta come avente la testa di una donna e il corpo e la coda di un leone (altre fonti dicono che ha la coda di un serpente). Il mostro aveva zampe proprio come il grosso gatto ma aveva le ali di un’aquila con il seno di una donna.

L’altezza della sfinge non è menzionata ma diverse opere d’arte ritraggono la creatura come una gigantessa. Altri credevano che il mostro fosse solo della taglia di una persona media ma possedesse potere e forza sovrumani.

Il ruolo della Sfinge di Edipo re

Sebbene la sfinge appaia solo una volta nell’opera, il suo impatto sugli eventi si poteva sentire fino alla fine, che era spaventare tutti.

Terrorizzare il popolo di Tebe

Il ruolo principale della creatura era uccidere i Tebani come punizione per i loro crimini o per i crimini di un re o nobile. Alcune fonti narrano che la creatura fu inviata da Era per punire la città di Tebe per il rifiuto di chiamare Laio a rispondere per il rapimento e lo stupro di Crisippo. Portava via i giovani della città per nutrirsene e in alcuni giorni stava all’ingresso della città, presentando ai viandanti un enigma difficile.

Chiunque non potesse risolvere l’enigma diventava il suo pasto, forzando il reggente tebano Creonte a emanare un editto che chiunque potesse risolvere l’enigma avrebbe avuto il trono di Tebe. Il mostro promise di uccidersi se qualcuno avesse risposto al suo puzzle. Purtroppo tutti quelli che cercarono di risolvere il mistero fallirono e la sfinge si nutrì di loro. Fortunatamente, in un viaggio da Corinto a Tebe, Edipo incontrò la sfinge e risolse il puzzle.

La Sfinge ebbe un ruolo nel fare Edipo re di Tebe

Una volta che Edipo risolse l’enigma, la creatura morì gettandosi dalla rupe e immediatamente fu incoronato re.

Così, se la sfinge non avesse flagellato i Tebani, non c’era modo che Edipo fosse re di Tebe. In primo luogo non era di Tebe (almeno, secondo Edipo), per non parlare di far parte della famiglia reale tebana. Era di Corinto ed era figlio del re Polibo e della regina Merope. Così la sua eredità era a Corinto, non a Tebe.

Naturalmente, più avanti nella storia, ci rendiamo conto che Edipo era in realtà di Tebe ed era un reale. Nacque dal re Laio e dalla regina Giocasta ma fu mandato a morte da bambino a causa di una profezia. Gli dei avevano profetizzato che il bambino Edipo sarebbe cresciuto per uccidere il padre e sposare la madre, e l’unico modo per prevenirlo era ucciderlo.

Tuttavia, per un colpo del destino, il giovane finì nel palazzo del re Polibo e della regina Merope di Corinto. Tuttavia Polibo e Merope rifiutarono di informare Edipo che era adottato, così il ragazzo crebbe pensando di essere un reale corinzio. Sofocle, quindi, introdusse la sfinge per aiutare Edipo a salire al trono di Tebe, poiché non è una coincidenza che solo lui potesse risolvere il puzzle. Così la sfinge in Edipo re ebbe un ruolo nell’incoronare il personaggio principale re della città di Tebe.

La Sfinge di Edipo servì come strumento degli dei

Sebbene Edipo rispose all’enigma e salvò i Tebani, poco sapeva di stare piuttosto facilitando la punizione degli dei. Come scoperto nei paragrafi precedenti, la sfinge fu inviata a punire i Tebani per il crimine del loro re Laio. Edipo era il figlio del re Laio, perciò meritava pure punizione per i peccati del padre. Alcuni appassionati di letteratura credono che la punizione di Laio avrebbe dovuto essere riservata solo alla casa di Laio (Edipo incluso) e non all’intera Tebe.

Gli dei, attraverso la morte della sfinge, stavano preparando Edipo alla sua punizione per aver ucciso il padre, sebbene inconsapevolmente. Sulla via da Corinto incontrò un uomo più anziano che viaggiava nella direzione opposta. Ne seguì una discussione e Edipo finì per uccidere l’uomo al sentiero dove le tre vie si incrociano. Purtroppo per Edipo, l’uomo che aveva appena ucciso era il padre biologico ma gli dei onniscienti lo sapevano e decisero di punirlo.

Risolvendo l’enigma della sfinge, Edipo era pronto a scontare la sua punizione. Fu fatto re di Tebe e gli fu data la mano della regina in matrimonio. Edipo non sapeva che Giocasta era la madre biologica e non condusse indagini prima di accettare la regalità e accettare di sposare Giocasta. Così adempì la punizione degli dei e, quando realizzò l’abominio che aveva commesso, si cavò gli occhi.

Edipo e la Sfinge, scena della mitologia greca che raffigura il famoso incontro con l’enigma

Edipo affronta la Sfinge fuori Tebe

L’enigma della Sfinge di Edipo

Nel riassunto di Edipo e la Sfinge, l’eroe tragico Edipo incontrò la creatura all’ingresso della città di Tebe. Edipo non poteva passare a meno che non rispondesse all’enigma posto dal mostro. Il puzzle era: «Che cosa cammina su quattro piedi al mattino, due nel pomeriggio e tre di notte?»

Edipo rispose «L’uomo» e poi spiegò: «da infante striscia a quattro zampe, da adulto cammina su due gambe e in vecchiaia usa un bastone.» Fedele alle sue parole, il mostro si uccise dopo che Edipo rispose correttamente al suo enigma.

L’origine della creatura della Sfinge di Edipo

Molti studiosi credono che la sfinge abbia originato dal folklore e dall’arte egizia, dove la creatura era vista come protettrice dei reali. Pertanto gli Egizi costruivano statue di sfingi vicino o all’imbocco delle tombe reali per proteggerle. Era molto diversa dalle sfingi viziose dei Greci, che uccidevano le vittime. La sfinge egizia era associata al dio del sole Ra e si credeva combattes se i nemici dei faraoni.

È per questo che la Grande Sfinge fu costruita prima della Grande Piramide. Gli egittologi scoprirono una stele chiamata Stele del Sogno ai piedi della Grande Sfinge. Secondo la stele, Thutmose IV ebbe un sogno in cui la bestia gli promise di diventare faraone. La sfinge poi rivelò il suo nome Horemakhet, che significa «Horus sull’Orizzonte.»

La sfinge fu poi adottata nel folklore e nelle opere greche, con la menzione più significativa nell’opera Edipo re di Sofocle. Nella cultura greca la sfinge era viziosa e non proteggeva nessuno ma badava solo ai suoi interessi. Prima di divorare le vittime, dava loro una possibilità di vita presentando un enigma complicato. Il fallimento nel risolverlo significava la loro morte, di solito il risultato.

Il dipinto di Edipo e la Sfinge

La scena tra Edipo e la sfinge è stata soggetto di diversi dipinti, con il famoso dipinto del pittore francese Gustave Moreau. L’immagine di Gustave, Edipo e la Sfinge, fu esposta per la prima volta in un Salon francese nel 1864.

L’opera a olio su tela divenne un successo immediato ed è ancora ammirata oggi. Il dipinto di Gustave Moreau presenta la scena nella storia di Edipo in cui Edipo risponde all’enigma della sfinge. Altri dipinti di Gustave Moreau includono Giove e Semele, Salomè che danza davanti a Erode, Giacobbe e l’Angelo, Il giovane e la Morte, Esiodo e le Muse e La ragazza tracia che porta la testa di Orfeo sulla lira.

François Émile-Ehrman ha pure un dipinto intitolato Edipo e la Sfinge 1903 per distinguerlo dall’opera di Moreau. Edipo e la Sfinge di Gustave Moreau è uno dei migliori nella storia dell’arte ed è esposto al Metropolitan Museum of Art, New York. Jean-Auguste-Dominique Ingres dipinse la scena tra Edipo e la Sfinge nel 1808. Il dipinto mostra Edipo che risponde all’enigma della Sfinge.

Conclusione

Finora abbiamo incontrato la storia della sfinge in Edipo re e il ruolo che svolse nel facilitare gli eventi dell’opera. Ecco un riepilogo di ciò che abbiamo scoperto:

  • La sfinge aveva la testa e il seno di una donna con il corpo di un leone, la coda di un serpente e le ali di un’aquila.
  • La creatura stava all’ingresso della città e bloccava il passaggio di Edipo a meno che non rispondesse al suo enigma.
  • Rispondere correttamente al suo enigma significava che si sarebbe suicidata e chiunque sbagliasse la risposta sarebbe stato ucciso.
  • Edipo rispose correttamente al suo enigma, il che portò alla morte della sfinge.
  • Edipo divenne re di Tebe dopo la morte della sfinge e inconsapevolmente adempì il suo destino.

Il soggetto di Edipo e la creatura ha catturato gli interessi di molti artisti nel corso dei secoli. Esistono diversi dipinti della scena in cui Edipo risponde all’enigma della Sfinge.

Creato: 16 febbraio 2024

Modificato: 28 dicembre 2024