Ipparete: la moglie di un marito ricattatore, Alcibiade
Chi era Ipparete?
Ipparete era una donna ateniese che proveniva da una famiglia ricca. Il suo punto di svolta più sfortunato fu quando fu sposata ad Alcibiade come gesto di buona volontà da parte del padre. Ipparete è un esempio perfetto di come una donna possa essere usata di nuovo e di nuovo da chi le sta intorno e pure rialzarsi. Qui vi portiamo tutte le informazioni su Ipparete, il marito Alcibiade e la sua vita.
Ipparete era figlia di un ricco ateniese di nome Ipponico III. Fu sposata ad Alcibiade che era un famoso generale, statista e oratore ateniese. Nel complesso ebbe una vita travagliata e morì sotto la pressione e le colpe del marito.
La sua vita
Ipparete conosceva le lotte che le persone nella sua città affrontavano. Era un’anima buona che voleva che tutti vivessero bene e andassero d’accordo. Il padre d’altra parte era un uomo crudele che inseguiva ancora più denaro di quanto già avesse. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per diventare ancora più ricco e formare alleanze solo con le persone che pensava avessero il «potenziale di ricchezza» in loro.
Poiché era un uomo di rilievo nella città di Atene, e questa città ospitava le persone più ricche e le più povere a un dato momento. Le ricchezze erano distribuite nel modo più diseguale e la crudeltà della vita si vedeva al massimo per gli sfortunati. In tali condizioni i cittadini sognavano di uscire dal loro status e raggiungere le stelle, perché erano privati di tante cose e così si può immaginare che sorta di caos dovesse essere.
Tutta la vita prima del matrimonio Ipparete vide il padre fare affari con uomini che avevano il minimo carattere, non erano molto qualificati, come osservava. Gli stessi uomini di cui Ipparete era disgustata entravano e uscivano di casa ogni giorno e per quanto volesse liberarsene, non poteva perché erano ospiti del padre. Poco sapeva che il suo destino era legato a uno di tali uomini.
Il suo matrimonio
Plutarco era uno storico greco che narra la storia di Ipparete. Secondo lui, Alcibiade era un mago e imparò questa abilità perché voleva salire nel mondo.
Usava manipolare uomini ricchi a avere relazioni sessuali con lui e poi li ricattava per denaro e status. È esattamente ciò che fece a Ipponico III, il padre di Ipparete, e in cambio della sua discrezione, o riservatezza nella faccenda, chiese a Ipponico la mano di Ipparete.
Fu così data in sposa a questo mago e non doveva mai tornare a casa secondo le regole impostate dal marito. Il matrimonio iniziò normalmente, come vanno i matrimoni, ma presto Ipparete sospettò che non fosse molto ordinario e quindi divenne scettica.
Scoprì di essere una pedina nel gioco di Alcibiade per ottenere il massimo potere nella società perché se ha una donna rispettabile di una famiglia ricca al braccio, nessuno oserà mettere in dubbio la sua moralità e autenticità, quindi poteva farla franca con qualsiasi cosa aggrappandosi alla sua reputazione.
Scoprì cosa era accaduto al padre e come Alcibiade avesse ottenuto una parte del patrimonio della famiglia. Tutte le sue relazioni con donne e uomini le furono svelate. Inoltre emerse pure che non era il suo primo matrimonio ma uno di molti in cui la maggior parte delle mogli precedenti erano morte o probabilmente assassinato da lui nel sonno. La sua vita si frantumò davanti agli occhi e non poteva farci nulla né opporsi ad Alcibiade.
La sua morte
Anche dopo aver saputo tutto e tutti intorno a lei, non fece nulla per ferire o sminuire il marito, poiché lui pure non le prestava attenzione né la trattava bene. Continuò e tenne la testa alta nella società.
Imparò a vivere sotto tutta quella pressione e l’abuso e la violenza che le imponeva. Ogni giorno continuava a essere moglie e cercava di trarre il massimo dalla sua vita patetica perché non poteva tornare a casa e non aveva nulla a suo nome per semplicemente lasciare quell’uomo bestiale che era un truffatore.
Restò là sopportando agonia e miseria; ciononostante, anche se si aspettava di essere assassinata proprio come le altre sue mogli, non lo fu. Con il passare dei giorni morì nella stessa casa in cui era stata portata dopo il matrimonio. In tutto il tempo che fu là, diede due figli, un maschio e una femmina, al marito, e entrambi non erano affatto affettuosi verso la madre.
Morì sola senza nemmeno l’ombra di nessuno intorno a lei. La sua fine fu triste quanto poteva essere e senza dubbio la sua morte non fu pianto da nessuno se non forse dagli uccelli che nutriva ogni giorno nel cortile o dagli animali randagi che trovavano acqua e riparo grazie a lei.
Plutarco aveva chiamato Alcibiade l’eroe di guerra di Socrate a volte, ma a che serve un tale eroe di guerra che era meno di un uomo per la moglie? La storia di questa donna è la storia di molte donne in tutto il mondo fin dai tempi antichi. L’unica differenza è che in alcune storie le donne scelgono di combattere il tiranno e essere la propria voce ma Ipparete scelse il silenzio e vi morì dentro.
Conclusioni
Ipparete è una delle molte donne che affrontarono sconfitta e distruzione per mano del suo tutore e protettore. La sua storia non è nuova ma è lo stesso vecchio oltraggio contro le donne. Qui abbiamo concluso tutte le informazioni in pochi punti:
- Era figlia di un ricco ateniese di nome Ipponico III. Era un uomo d’affari e aveva uno status molto alto in tutta Atene.
- Alcibiade era un famoso generale, statista e oratore ateniese. Nacque povero e imparò la magia per farsi strada nella società.
- Alcibiade manipolò Ipponico e ebbe relazioni sessuali con lui. Poi lo ricattò e per restare in silenzio chiese la mano di Ipparete. Ipponico accettò senza nemmeno una lotta.
- Sposò Alcibiade e venne a sapere tutto sull’uomo abominevole. Era oltre il devastato ma pure visse con lui.
- Morì sotto il suo tetto e nessuno, nemmeno i figli, pianse la sua morte.
Nessuna donna dovrebbe sopportare ciò che Ipparete sopportò. Questa storia può servire come via di illuminazione per le donne. Qui giungiamo alla fine dell’articolo su Ipparete.





