Ascanio nell'Eneide: La Storia del Figlio di Enea nel Poema
Ascanio nell’Eneide era il figlio dell’eroe epico Enea e di sua moglie Creusa, figlia del re Priamo. Fuggì con il padre da Troia mentre i Greci assediavano la città un tempo illustre e lo accompagnò nel viaggio verso l’Italia.
Il rapporto tra Enea e Ascanio era forte e contribuì a gettare le basi di ciò che in seguito sarebbe divenuto noto come Roma. Per saperne di più sulla storia di Ascanio e sul suo ruolo nell’Eneide di Virgilio, continua a leggere.
Chi è Ascanio nell’Eneide?
Ascanio nell’Eneide fu il fondatore della città di Alba Longa, che in seguito divenne Castel Gandolfo. Svolse un ruolo chiave nella fondazione dell’Impero romano e fu l’antenato di Remo e Romolo. Combatté nella guerra contro gli Italici e uccise Numano.
Il mito di Ascanio nell’Eneide
Ascanio era un personaggio importante, poiché fu lui a dare inizio alla guerra tra i Latini e iTroiani, e fu anche colui che il dio Apollo motivò. Fu persino menzionato nella discendenza romana come Iulo.
Ascanio dà inizio alla guerra tra i Latini e i Troiani
Si sente raramente parlare di Ascanio fino alle fasi finali dell’Eneide, quando ferì accidentalmente il cervo di Silvia. Secondo la storia, Giunone aveva assegnato alla furia Aletto il compito di istigare una guerra tra i Troiani e i Latini. Per adempiere al suo incarico, Aletto scelse di far sì che Ascanio, che era un Troiano, ferisse il cervo domestico di Silvia, una Latina. Durante una caccia con i suoi cani nei boschi, Aletto diresse i cani di Ascanio verso il cervo di Silvia che stava bevendo al fiume.
Seguendo la direzione dei suoi cani, Ascanio scagliò la lancia ferendo a morte il cervo reale di Silvia. Nello stesso periodo, Aletto era andata a incitare Amata, regina dei Latini, contro Enea e i Troiani. Amata si rivolse al marito, re Latino, e lo consigliò di non dare la mano della loro figlia (Lavinia) in matrimonio a Enea. Turno, capo dei Rutuli, che era promesso a Lavinia, preparò il suo esercito a combattere contro Enea.
Turno mandò il suo esercito di pastori a dare la caccia ad Ascanio per aver ucciso il cervo domestico di Silvia, figlia di Tirreo, guardaboschi del re Latino. Quando i Troiani videro i pastori latini venire contro Ascanio, corsero in suo aiuto. Scoppiò una breve battaglia tra Latini e Troiani, con i Latini che subirono diverse perdite.
Ascanio e Apollo
Durante la battaglia, Ascanio uccise Numano, imparentato con Turno, scagliandogli una lancia. Prima di lanciare la lancia contro Numano, l’adolescente Ascanio pregò il re degli dèi Giove: «Giove onnipotente, favorisci la mia audacia». Una volta che Ascanio uccise Numano, il dio Apollo gli apparve e lo incoraggiò dicendo: «Procedi con nuovo valore, ragazzo; così è il cammino verso le stelle; figlio di dèi che avrà dèi come figli».
Qui il dio Apollo fa riferimento ai discendenti di Ascanio, tra i quali Augusto Cesare affermava di contarsi. Così la Gens Iulia, antica famiglia patrizia di Roma, si ritiene discenda da Ascanio. Dopo che la battaglia tra Latini e Troiani terminò, Apollo ordinò ai Troiani di tenere Ascanio al sicuro dagli orrori della guerra.
Ascanio successe al padre Enea e regnò per 28 anni prima della sua morte. Al regno successe Silvio, figlio di Ascanio.
Gli antichi imperatori di Roma tracciano la loro discendenza
L’altro nome di Ascanio, Iulo, fu usato da Virgilio nell’Eneide, rendendo il nome più popolare tra i Romani. Così la famiglia Giulia di Roma collegò la propria discendenza a Iulo, con Cesare Augusto che istruì i suoi funzionari a pubblicarlo ufficialmente. Ciononostante, la stirpe della famiglia Giulia includeva gli dèi Giove, Giunone, Venere e Marte. Inoltre l’imperatore chiese allora a tutti i poeti e i drammaturghi di includere questi dèi ogni volta che volessero tracciare la sua discendenza.
Conclusione
In questo articolo abbiamo approfondito il mito di Ascanio e il ruolo che svolse nell’Eneide nonché nella fondazione di Roma. Ecco un riepilogo di tutto ciò che abbiamo letto finora:
- Ascanio era il figlio di Enea e Creusa e faceva parte del seguito che fuggì da Troia mentre i Greci assediavano la città e la bruciavano al suolo.
- Si sente poco parlare di Ascanio fino alle fasi finali dell’Eneide, quando ferì accidentalmente il cervo domestico di Silvia, figlia di Tirreo, guardaboschi del re Latino.
- I Latini attaccarono i Troiani, ma i Troiani uscirono vittoriosi.
- Durante lo scontro, l’adolescente Ascanio pregò Giove di aiutarlo a uccidere Numano, e così avvenne: la sua lancia abbatté il Latino al suolo.
- Apollo apparve allora al giovane, lo incoraggiò e gli disse come dèi sarebbero emersi dai suoi discendenti.
A causa della profezia di Apollo, la famiglia Giulia di Roma tracciò la propria discendenza da Ascanio. Quest’opera fu commissionata dall’imperatore Cesare Augusto, che istruì tutti i poeti a includere gli dèi nella sua discendenza.







